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Luana D’Orazio, l’appello della madre: “Sul lavoro non devono morire né ventenni né più anziani, sono tutte vite umane”

Emma Marrazzo, la madre dell’operaia 22enne rimasta vittima di un incidente sul lavoro in un’azienda tessile del Pratese, ricorda sua figlia: "Era contenta del lavoro che svolgeva, voleva costruirsi un futuro". Poi trova la forza per lanciare un appello, affinché queste tragedie non si ripetano. Ed ha un pensiero anche per la titolare dell’azienda dove lavorava sua figlia: "Non riesce a darsi pace"
Luana D’Orazio, l’appello della madre: “Sul lavoro non devono morire né ventenni né più anziani, sono tutte vite umane”
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Sua figlia “era contenta del lavoro che svolgeva anche se poi tutti i lavori possono pesare, anche i più leggeri, ma le piaceva lavorare”, voleva “costruirsi un futuro perché era fidanzata da due anni”. Emma Marrazzo, la madre di Luana D’Orazio, l’operaia 22enne rimasta vittima di un incidente sul lavoro in un’azienda tessile del Pratese, ricorda così una giovane “bella, buona e umile”, che aveva interrotto gli studi dopo la nascita del figlio, oggi di 5 anni e mezzo. Il giorno dopo aver perso sua figlia, trova la forza per lanciare un appello, affinché tragedie come quella avvenuta lunedì non si ripetano: “Sul lavoro non devono morire né ventenni, né trentenni, né più anziani, sono tutte vite umane“. Ed ha un pensiero anche per la titolare dell’azienda dove lavorava sua figlia: “Non riesce a darsi pace – dice – non sa come sia potuto succedere, anche lei lavora dietro a un orditoio ed è distrutta”.

“Mia figlia Luana non ha detto nulla, i colleghi hanno solo detto che non l’hanno vista più alla macchina” tessile dove lavorava, “la tragedia è grande non solo per me ma anche per i datori di lavoro”, dice Emma Marrazzo. La madre ha parlato coi cronisti all’esterno della sua abitazione vicino a Pistoia. “La titolare della ditta mi ha chiamato – ha detto – poverina, è distrutta. La ditta si chiama come mia figlia e la proprietaria si chiama come mia figlia. E’ tanto dispiaciuta, ha detto che non sa come ha fatto, com’è successo“. “Proprio ieri – aggiunge – aveva assunto un ragazzino per stare vicino” a mia figlia “per darle una mano, lo aveva assunto come altro dipendente”. Nella ditta, ha anche detto ai giornalisti la madre, “c’era un caporeparto, c’era un altro dipendente”, “Luana non era sola a lavorare”.

Sua figlia era “bella, solare, amava la vita, non litigava” e non disprezzava il suo lavoro, nonostante il grande sogno fosse quello del cinema: “Luana era contentissima di aver fatto la comparsa in un film di Pieraccioni, era stata contattata tramite una nostra amica, aveva fatto il casting ed era stata presa”, ha ricordato Emma Marrazzo. La 22enne aveva partecipato come comparsa al film ‘Se son rose‘, del 2018, diretto e interpretato da Leonardo Pieraccioni.

“Ora il nostro primo pensiero è il bambino, al quale non faremo mancare nulla, anche se gli mancherà l’essenziale, l’amore della sua sua mamma”, ha aggiunto Emma Marrazzo. “È un bambino di 5 anni e mezzo – ha detto – ma è molto intelligente. Non mi ha chiesto niente, ma qualcosa ha capito. Ha visto purtroppo solo quei poverini che hanno avuto il brutto obbligo di venirmi a dire cos’era successo, i carabinieri di Pistoia. Non sapevano neppure loro come fare a dirmelo, ma gli è toccato farlo“, ha concluso.

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