Una lettera di 40 scienziati, primo firmatario il professor Silvio Garattini, decano della farmacologia, in difesa e in sostegno di Andrea Crisanti, indagato a Padova per diffamazione dopo che Azienda Zero (il braccio operativo della Regione Veneto sulla sanità) ha inviato un documento alla magistratura. “Se la denuncia si riferisce alla libertà del prof. Crisanti di discutere pubblicamente le sue osservazioni – è scritto nel testo – riteniamo che la stessa possa costituire un pericoloso precedente avverso alla libertà della ricerca scientifica e offriamo a Crisanti il nostro sostegno”. “Non conosciamo i termini esatti della denuncia – spiegano i 40 scienziati, alcuni componenti del Gruppo 2023 – ma, da quanto apprendiamo al centro della questione ci sarebbero le anticipazioni dei risultati e delle conclusioni di uno studio del professor Crisanti e dei suoi collaboratori sull’efficacia dei tamponi rapidi, reso disponibile in pre-print”.

Uno studio nel quale il microbiologo dell’università di Padova evidenzia come i test antigenici eseguiti su prelievi raccolti in Veneto tra settembre e ottobre 2020 avessero “un’elevata percentuale (circa 30%) di falsi negativi. Nello stesso lavoro gli autori fanno notare che nel Veneto, intorno a quel periodo, si è verificato un notevole incremento dei casi di infezione da Coronavirus, soprattutto nelle Rsa“. “Su questa base Crisanti – sottolineano – ha sconsigliato l’uso dei test antigenici in quanto l’elevata propensione di questi a fornire falsi negativi potrebbe aver contribuito alla diffusione del virus. La tesi di Crisanti rientra nella normale prassi scientifica della formulazione di una ipotesi di lavoro e in quanto tale verificabile, o smentibile, attraverso ulteriori studi”. Tra i firmatari della lettera, oltre a Garattini, Giuseppe Mingione, Gabriele Ghisellini, Antonella Muraro, Gaetano Di Chiara, Ugo Montanari.

In giornata peraltro il dg di Azienda Zero Roberto Toniolo aveva precisato che non è mai stata presentata “denuncia, né querela e neppure alcun esposto”. “Azienda Zero ha esclusivamente preparato una relazione informativa mandata alla procura di Venezia”, ha precisato Toniolo, spiegando che l’azienda, “a fronte delle comunicazioni di stampa”, da “inizio pandemia ad oggi”, ha fatto “una ricostruzione cronologica”, delle “decisioni e le attività svolte”.

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