Sequenziare il virus e capirne i cambiamenti, “così da avere un quadro preciso dell’evoluzione dell’epidemia e prevenire la diffusione di varianti virali pericolose”. Con queste parole Giuseppe Remuzzi, direttore del’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, definisce la neonata collaborazione tra il suo istituto e l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Bergamo Est chiamata “A caccia delle varianti del virus“. “L’obiettivo della partnership – continua Remuzzi – è avviare un percorso di collaborazione applicabile ai diversi ambiti di ricerca scientifica di comune interesse che preveda per l’Istituto Mario Negri di beneficiare del supporto logistico e organizzativo delle strutture ospedaliere dell’ASST”, e per la stessa “di avvalersi del supporto metodologico e scientifico sviluppato dai ricercatori dell’Istituto”. In particolar modo, a essere direttamente coinvolto nel progetto sarà il laboratorio di Calcinate, afferente al Laboratorio Analisi dell’ASST Bergamo Est, diretto dal dottor Alessandro Montanelli, inaugurato a giugno dello scorso anno. In questo spazio sono presenti le 15 macchine processa tamponi che a loro volta si inseriscono nel progetto guidato dal Distretto Rotary 2042, Porsche Consulting e Multiply Labs, una start up di giovani bergamaschi con sede negli Stati Uniti.

Ricevuti i tamponi, il laboratorio procederà all’analisi molecolare degli stessi, estraendo i campioni di Rna che verranno processati nei laboratori del Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare “Aldo e Cele Daccò” dell’istituto Negri. “I nostri laboratori – spiega Marina Noris, Capo Laboratorio di Immunologia e Genetica – sono in condizione di identificare dai campioni se il paziente si è infettato con un virus mutato che corrisponde a varianti come la B.1.1.7 (la variante inglese), la B.1.351 (la variante sudafricana), la P1 (la variante brasiliana) ed altre varianti note o nuove che dovessero emergere”. L’Istituto Mario Negri invierà poi i risultati della genotipizzazione ad ATS di Bergamo che provvederà a caricarli nell’apposito portale.

“Vale la pena ricordare – continua Remuzzi – che l’attività di sequenziamento in Italia è molto indietro rispetto ad altri paesi europei. Nel mese di marzo è stato sequenziato il virus in meno dell’8% dei casi positivi, con grandi differenze tra le Regioni, la Lombardia purtroppo è tra i fanalini di coda con meno dell’1% di campioni positivi genotipizzati. Proprio per questa ragione, i risultati di questa collaborazione avranno un ruolo ancor più fondamentale”.

“Con questa collaborazione ci poniamo l’obiettivo di procedere con la massima tempestività nell’individuazione e nel contenimento delle nuove varianti del virus – conclude Francesco Locati, direttore generale ASST Bergamo Est – . É per noi motivo d’orgoglio condividere con un prestigioso centro come è l’Istituto Mario Negri esperienze, progetti e professionalità. Regione Lombardia è dotata di strumenti operativi adeguatamente specializzati che consentono di mantenere alta l’attenzione sull’evoluzione della pandemia, in collaborazione con le autorità sanitarie nazionali. Per quanto di nostra competenza procederemo inoltre celermente per consentire di completare la vaccinazione il più presto possibile per limitare la circolazione e la conseguente mutazione del virus”.

L’importanza del sequenziamento era stata già messa in evidenza lo scorso gennaio da Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico dell’Oms per Covid-19: “migliorare la copertura geografica – dice la Van Kerkhove del sequenziamento è fondamentale affinché il mondo abbia occhi e orecchie sui cambiamenti del virus”.

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