Papà impiegato, mamma casalinga. Figlio unico. Alfonso Signorini viveva a Cormano, quartiere dormitorio a Milano Nord. Com’è stata la sua infanzia?
“Molto solitaria, ero un bambino con pochi amici. Tanti libri, non perché mi attraessero ma per ripiego perché i miei compagni mi isolavano abbastanza. Mi rifugiavo in cantina a leggere, cose improbabili per la mia età. Ero iscritto a due biblioteche comunali in contemporanea perché la tessera si riempiva in poco tempo. Questo mi ha forgiato all’evasione, la lettura per me era una fuga dal mio mondo.”

A casa sua si viveva con un solo stipendio.
“Alle elementari la merenda con il panino che preparava la mamma era con la spalla perché il prosciutto crudo era per i ricchi e il cotto costava troppo. Sono stato anche un po’ bullizzato, forse lo siamo stati un po’ tutti, mi deridevano perché facevo giochi più femminili.”

Da una parte i libri, dall’altra la fede.
“Durante l’adolescenza passavo i pomeriggi in Chiesa a pregare. Se ci ripenso rido da solo: a 12 anni dicevo a mio madre che andavo in bici con i miei amici invece scendevo in cantina e stavo lì a leggere la vita di Santa Teresa.”

Quando era studente all’Università Cattolica di Milano vendeva anche enciclopedie porta a porta.
“Era un modo per guadagnare qualche soldo. Una volta un signore mi tirò un volume in faccia e mi colpì all’occhio, ho ancora la cicatrice. Andai all’Università con una benda. Una delle mie compagne di corso era Cristina Parodi, la più figa della facoltà. ‘Cosa ti sei fatto?’, mi chiese. Inventai di essermi fatto male sciando.”

Insegnava greco, latino e italiano. Scriveva della Scala per la Provincia di Como a 7 mila lire a pezzo. Le stava stretto il ruolo di insegnante?
“L’insegnamento è una delle esperienze più belle della mia vita, non lo rimpiango perché lasciare è stata una mia scelta ma è un periodo che ricordo ancora con grande nostalgia. Il mio secondo lavoro oggi è in realtà fare da testimone di matrimoni e padrino dei figli dei miei ex allievi. Con loro ho mantenuto un rapporto molto bello.”

Proprio un suo allievo la raccomandò per arrivare a Tv Sorrisi e Canzoni.
“Sì, è vero. Avevo in classe il figlio di Pierluigi Ronchetti, allora vicedirettore di Tv Sorrisi e Canzoni.”

Gli inizi in tv furono con Irene Ghergo e Piero Chiambretti su Rai2.
“Non è stato facile, sono arrivato a sostituire Roberto D’Agostino che era stato chiamato a tenere una rubrica ma dopo una puntata aveva mollato. Dovevo portare gli ospiti e invece mi ritrovai a ideare la rubrica ‘Quanto costa’ in cui parlavo del look di politici e personaggi noti. Dall’analisi dei costi quello di Bertinotti costava di più di quello di Berlusconi. Mi mandarono in onda ma Boncompagni mi odiava, la rubrica ebbe successo. Grasso scrisse ‘è nata una stella’ e così feci su Repubblica un’intervista folle -non a caso Dago mi chiama Alfonsina la pazza- in cui dicevo che era scandalosa l’impostazione di Boncompagni, criticavo l’idea di mettere le ragazze in minigonna e di sceglierle laureate per lavarsi le mani. Me la giurò. Non mi inquadrò praticamente più. In uno dei rari momenti in cui staccò su di me durante una rubrica mi guardò Piersilvio, avevo detto che spendeva più soldi in palestra e dall’estetista che altrove, lui si fece delle risate e mi chiamò.”

Oltre quaranta prime time, sei mesi di programmazione, la sfida con competitor forti. Il Grande Fratello Vip è stato un successo, se lo aspettava?
“È stato un successo e questo mi fa molto piacere. Quando mi sono buttato nel progetto ero abbastanza incosciente. Una cosa che mi scriveva spesso Lucio Presta durante la diretta. Non essendo un conduttore di professione non mi sono mai posto il problema delle fasce orarie, dei neri pubblicitari, dei competitor. Sono incosciente. Questo è stato un vantaggio, dopo mi sono accorto di responsabilità e rischi.”

“Questa edizione del Grande Fratello Vip è una cagata pazzesca”, ha scritto Aldo Grasso. Si è superato il limite in alcuni momenti?
“Quando fai un programma come il Grande Fratello è innegabile che la percentuale di rischio sia altissima, è un reality e va in onda senza filtri. Le numerose squalifiche e reprimende varie lo testimoniano, come testimoniano un’attenzione costante da parte della produzione. C’è sempre il rischio di scivolare, me ne sono reso conto e ho chiesto scusa. Non credo sia una cosa negativa chiedere scusa. Da qui a definire il programma una cagata pazzesca ci avrei pensato due volte, anche per rispetto ai milioni di persone che lo guardano.”

L’Aresgate le è esploso tra le mani.

“Massimiliano e Rosalinda involontariamente hanno scoperchiato un vaso, soprattutto per il pubblico della generalista, non tanto per noi addetti ai lavori. Da direttore di Tv Sorrisi e Canzoni non ho mai pubblicato un servizio fotografico di Gabriel Garko con le presunte fidanzate, sapevo che la realtà era differente. Lui mi detestava, abbiamo fatto pace al Grande Fratello.”

I rapporti non erano buoni?
“Lui pensava, per ovvie ragioni, che io non lo amassi perché non avevo mai pubblicato servizi a lui dedicati. Non mi andava semplicemente perché erano fandonie. Quella confessione di Massimiliano e Rosalinda ha scatenato una serie di dinamiche e di fatto ha portato al coming out di Garko in diretta.”

Apprezzato ma anche criticato.
“Da un punto di vista televisivo, cinicamente parlando, è stato un momento di grande appeal. C’è chi si chiede perché adesso, perché davanti ai riflettori, perché abbia cavalcato l’immagine di latin lover per tanti anni. Certamente è criticabile ma sono affari suoi, sono scelte personali. Io non lo avrei fatto al Grande Fratello ma Gabriel è un uomo intelligente e se lo ha fatto è perché sentiva di farlo, non voleva più nascondersi dietro un paravento.”

È stato difficile gestire la morte del fratello di Dayane Mello?
“Sì, molto. Portare la morte in diretta in prima serata è stato difficile. Mi sono sforzato, non so se ci sono riuscito, di non cadere nel pietismo e nella lacrima facile. Pensavo lei uscisse ma ha preferito restare ed è una scelta rispettabile. Ognuno reagisce al dolore a modo suo. Non sarebbe giusto sputare sentenze.”

Il vincitore Zorzi divide: c’è chi prevede per lui un grande futuro e chi pensa che sia sovraesposto, destinato a svanire nel nulla.
“Se devo essere sincero lo preferivo nella Casa del Grande Fratello, gliel’ho anche detto. Fossi stato in lui mi sarei preso un periodo di pausa dopo sei mesi intensi di reality. Così non ha fatto, la sua striscia ‘Il Punto Z’ è divertente ma non aggiunge nulla di nuovo. Secondo me Tommaso, che il talento ce l’ha, ha bisogno di una sua occasione che però va costruita, non si può improvvisare.”

Come ha vissuto le critiche sulla sua conduzione?
“Me la prendo come tutti ma ho un vantaggio: non sono social. Non subisco le influenze di quello che scrivono di me su Twitter, per esempio. Qualcosa mi hanno riferito ma non mi sono soffermato molto. Ascolto però le critiche costruttive.”

Il caso D’Eusanio ha fatto discutere, ora attacca Mediaset e in qualche modo anche lei. L’ha più sentita?
“No e non ho più sentito nessuno in generale. Ho scelto di stare fuori da qualsiasi cosa. Io sono uno ‘spensierato’, mi piace andare in onda nella leggerezza, che non è stupidità. Le tensioni mi disturbano, chi lavora con me lo sa. Prima di andare in diretta ascolto la Callas, ceno, non voglio sentire parlare di nulla. Certe polemiche le trovo dispendiose dal punto di vista psicologico e fisico.”

La nuova edizione porterà novità anche sul fronte opinionisti?
“Da tre settimane sto lavorando al cast, sugli opinionisti la testa non ce l’ho ancora messa.”

Iannone, Lecciso e Berruti sono stati vicini all’ingresso nella Casa lo scorso anno, proverà a convincerli per la nuova edizione?
“Hanno detto no una volta, non avrebbe senso insistere per convincerli. Il Grande Fratello è una grande esperienza da fare se uno ha voglia di farla. Non è una vacanza, non è un lavoro in miniera, ma devi essere convinto.”

Come si passa dalla conduzione del Gf e dalla direzione di Chi ai libri sulla Callas alle regie di opere liriche con credibilità?
“Non lo so, è una bella lotta. È più facile fare televisione, nell’ambiente dei teatri e dell’editoria di un certo tipo c’è molta prevenzione. Ancora oggi credo che nessun Sovraintendente in Italia abbia il coraggio di affidarmi la regia di opere liriche, mi metto anche nei loro panni: viviamo in un Paese in cui i pregiudizi regnano.”

Come se la sta cavando Ilary Blasi all’Isola dei Famosi?
“Penso che se la stia cavando benissimo, la trovo molto a suo agio. Mi piace veramente tanto, penso che sia nel mood giusto.”

Cast e opinionisti?
“Il cast non è forse tra i più forti e tre opinionisti mi sembrano un po’ troppi.”

Di Barbara D’Urso ha detto cose molto positive ma ha anche espresso critiche condivise da molti. Esagera?
“Non so se esagera, l’ho detto in pubblico e ce lo siamo detti anche in privato: il suo modo di fare televisione lo considero molto lontano dal mio. Anch’io mi occupo più o meno degli stessi argomenti, ognuno però ha la sua cifra. Quando mi hanno dato un programma ho cercato di dargli una mia impronta. Barbara ha una personalità fortissima, il suo prodotto è ben targettizzato perché è una professionista che ha carattere. Quel modo di fare tv è molto lontano da me.”

Per la domenica pomeriggio su Canale 5 nella prossima stagione è circolato anche il suo nome, le piacerebbe?
“No, smentisco. Chi mi conosce sa che non potrei mai condurre un programma la domenica perché per me la domenica è sacra. Per me la domenica è pranzo a casa, musica, amici.”

Le piace ancora il gossip?
“Non c’è più il vero gossip, ormai mi diverto facendo telefonate cattive con le mie amiche.”

Il direttore di Chi deve essere necessariamente stronzo o semplicemente spudorato?
“Spudorato, la stronzaggine non paga. In passato sono stato molto stronzo, ho fatto delle cose che non farei più e di cui mi sono pentito.”

Per esempio il titolo allusivo sulla Madia che mangiava il gelato, si è pentito?
“Non lo rifarei.”

Il finto fidanzato di Noemi Letizia?
“Questo appartiene alle leggende metropolitane. Dopo il compleanno a Casoria scoppiò il finimondo, ero alle Maldive in vacanza quando mi arrivò una telefonata di Berlusconi in cui mi chiese se avessi seguito il caso. Il settimanale Oggi, che all’epoca era il mio competitor, aveva pubblicato le foto di Noemi Letizia e del suo fidanzato paparazzati mano nella mano, se non ricordo male a Riccione. Mi incazzai con i miei perché le foto a me non erano arrivate, chiesi un servizio posato davanti al Vesuvio. Quindi, c’era un precedente, solo che quando l’ho pubblicato io hanno detto che avevo inventato il fidanzato di Noemi Letizia. La settimana prima era uscito Oggi con lo stesso fidanzato e nessuno aveva detto niente.”

È vero che una volta con Bobo Vieri ha rischiato grosso?
“È vero, avevo scritto che era fidanzato con Elisabetta Canalis. Lo incontrai a casa di Lele Mora, mi saltò addosso perché voleva picchiarmi.”

Ha provato a intervistare Mario Draghi e la first lady Maria Serenella Cappello?
“Sì ci ho provato, Draghi ha fatto della riservatezza la sua bandiera, non ha rilasciato interviste per ora. Si concede però momenti di libertà suoi, a fare trekking o alla messa con la famiglia quindi se uno vuole può beccarlo. Noi abbiamo pubblicato alcune foto di recente.”

Boschi e Berruti si sposeranno?
“Credo sia più una volontà della Boschi, non so se Berruti sia così felice di sposarsi (ride, ndr).”

La storia tra Diletta Leotta e Can Yaman puzza di finto?
“Non l’ho ancora capito, è un po’ troppo bella per essere vera. Non ci credo neanch’io fino in fondo.”

Tira di più il battesimo della figlia di Belen o una copertina con l’annuncio delle nozze Verdini-Salvini?
“Sicuramente Belen tira ancora, più di Salvini e Verdini.”

Com’è il suo rapporto con l’editore Mondadori Marina Berlusconi, si sente libero professionalmente?
“Assolutamente sì, Marina si è rassegnata ormai (ride, ndr). Non ho mai subito ingerenze di alcun tipo, qualche volta si è incazzata con me. Per esempio, quando pubblicai le sue foto in topless e lei non lo sapeva. Credo che lì abbia pensato seriamente di licenziarmi (ride, ndr).”

Si è molto occupato di Fabrizio Corona, lo considera irrecuperabile?
“Voglio molto bene a Fabrizio, siamo in contatto. Mi sono spaventato quando l’ho visto in difficoltà, gli voglio bene perché non è una persona cattiva. Mi allontano dalle persone cattive. Lui ha dei problemi seri, mentali, di bipolarismo ma non farebbe del male a una mosca. È molto intelligente anche se ha fatto delle cazzate inaudite.”

Ospite di Francesca Fagnani a Belve ha detto che per Berlusconi farebbe di tutto.
“Sì, assolutamente vero. O meglio proprio tutto tutto no. (ride, ndr) Non credo di essere il suo genere e lui non è il mio.”

È ancora amico di Matteo Renzi?
“Sì, certo.”

In questi giorni si parla molto del ddl Zan, lei è favorevole?
“Favorevolissimo, mi sembra una manifestazione di civiltà di cui abbiamo assolutamente bisogno. A parte la Polonia siamo praticamente il fanalino di coda in Europa e questo non è accettabile.”

Le piacerebbe diventare padre?
“Umanamente mi manca molto un figlio ma non credo di poter essere un buon padre perché sono anche molto egoista. Mi voglio troppo bene, forse questo è anche legato al fatto che ora non ho un rapporto d’amore. Quando uno si vuole troppo bene fa fatica a voler bene agli altri.”

Leucemia mieloide le hanno detto una sera del 23 dicembre.
“È stata molto dura perché in quel momento stava morendo la mia mamma. Ho dovuto affrontare la chemioterapia incrociando le dita senza sapere cosa sarebbe stato di me. Mentre ero lì con l’ago nel braccio mi sono ripromesso che se ce l’avessi fatta avrei cambiato la mia vita. E la mia vita è cambiata.”

Com’è oggi?
“Sono diverso, ho tagliato tanti rami secchi, mi coccolo di più mi prendo i miei spazi. Ho appeso in bagno un grande cartello che mi ha regalato Luca Cordero di Montezemolo dove c’è scritto: ‘La considerazione più importante che ho fatto nella mia vita è che non voglio fare ciò che non mi interessa fare.’ Dopo la malattia sono arrivato a questa considerazione.”

Ha ancora paura?
“Non l’ho mai detto ma dopo il Grande Fratello ho preso il Covid, ho vissuto giorni molto brutti. Non volevo andare in ospedale, vivevo da solo e aggiornavo i medici. Quando arrivava la sera avevo veramente paura, sono stato molto male, pensavo di essere forte visto che avevo vissuto sulla mia pelle la malattia. Ma il Covid è una malattia bastarda, diversa da tutte le altre.”

Si è sentito solo?
“No, ci sono delle persone che mi vogliono molto bene. Lo sapevo già ma l’ho capito ancora di più. Una persona per non lasciarmi solo, non potendo venire a casa, ha dormito in macchina nel mio garage per starmi vicino. E queste sono le cose che contano.”

Se si guarda allo specchio riconosce quel bambino che viveva a Cormano?
“Faccio sempre più fatica ma lo riconosco in questa mia voglia di solitudine, questa volta non subita ma ricercata. Voglio dedicare il mio tempo solo alle persone a cui vale pena dedicarlo”.

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