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Lavoro

22 Marzo 2021

Ultimo aggiornamento: 15:14 del 22 Marzo 2021

Decreto Sostegni, contributi ridotti di 3mila euro per 820mila autonomi e professionisti che hanno perso ricavi a causa del Covid

di F. Q.
Il provvedimento stanzia 1,5 miliardi in più per finanziare l'anno bianco contributivo varato dal governo Conte 2. Sullo sfondo resta la promessa riforma degli ammortizzatori sociali, che stando agli annunci del ministro Andrea Orlando dovrebbero diventare universali comprendendo dunque anche gli autonomi
Decreto Sostegni, contributi ridotti di 3mila euro per 820mila autonomi e professionisti che hanno perso ricavi a causa del Covid
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Il Fatto Quotidiano

L’articolo 3 del decreto Sostegni aumenta di 1,5 miliardi di euro, portandolo a 2,5 miliardi, il fondo creato dal governo Conte 2 per finanziare il cosiddetto “anno bianco contributivo” riservato ad autonomi e professionisti danneggiati dalla pandemia. Come già previsto dalla legge di Bilancio 2021, a godere dell’esonero dai contributi previdenziali sono gli iscritti a enti previdenziali privati – dai geometri agli avvocati passando per giornalisti, architetti e ingegneri – e i commercianti, artigiani e professionisti che fanno capo alla gestione separata Inps con reddito professionale 2019 fino a 50mila euro e un calo di fatturato di almeno il 33% causa Covid.

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A beneficiarne, stando alla relazione tecnica, saranno 330mila professionisti – su 941mila con redditi sotto 50mila euro – e 490mila autonomi su 4,2 milioni con redditi rispondenti al requisito. Quasi tutti godranno dell’esonero massimo, pari a 3mila euro annui.

Sullo sfondo resta la promessa riforma degli ammortizzatori sociali, che stando agli annunci del ministro Andrea Orlando dovrebbero diventare universali comprendendo dunque anche gli autonomi. Sempre con la manovra è stata creata l’indennità Iscro, definita “cassa integrazione per gli autonomi“: tra 250 e 800 euro al mese per sei mensilità. Ma quell’aiuto, oltre ad essere destinato solo a chi ha redditi sotto la soglia di povertà (non oltre 8.145 euro) è finanziato con un aumento delle aliquote contributive per tutti gli iscritti alla gestione separata. Tranne appunto quelli “graziati” perché hanno perso oltre il 33% di ricavi. Per gli altri l’aliquota pagata, che già ammonta al 25,7%, sale di 0,26 punti percentuali quest’anno e 0,51 punti per ciascuno degli anni 2022 e 2023.

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  • 12:42 - Daily Crown: iniziata causa di Harry contro editore Daily Mail

    Londra, 19 gen. (Adnkronos) - E' iniziato a Londra il processo che vede il principe Harry contro l'editore del Daily Mail. Presso l'aula 76 dell'Alta Corte, il secondogenito di re Carlo affronta la causa da lui stesso intentata assieme a molti altri personaggi noti: il cantante e compositore Elton John e suo marito, David Furnish; le attrici Liz Hurley e Sadie Frost; Doreen Lawrence, la baronessa laburista il cui figlio Stephen è stato assassinato in un attacco razzista; e l'ex politico Simon Hughes, che un tempo si candidò alla guida dei Liberal Democratici.

    Il loro avversario è l'Associated Newspapers, l'editore del quotidiano più venduto della Gran Bretagna, il cui ex direttore, Paul Dacre, dovrebbe testimoniare. Le accuse contro il Daily Mail e il suo compagno di scuderia, il Mail on Sunday, sono gravi. Harry e gli altri ricorrenti sostengono che, oltre ad aver intercettato messaggi vocali, il Daily Mail e il Mail on Sunday hanno anche intercettato linee telefoniche fisse, hanno corrotto agenti di polizia, rubato cartelle cliniche e persino installato microspie nelle case delle celebrità.

    L'Associated Newspapers ha descritto le affermazioni dei ricorrenti come "assurde" e un "affronto ai giornalisti che lavorano sodo, la cui reputazione e integrità vengono ingiustamente calunniate". La rabbia di Harry nei confronti della stampa è radicata - ricorda il Guardian - Sua madre, Diana, principessa del Galles, morì in un incidente stradale nel 1997 mentre era inseguita dai paparazzi a Parigi. Più di recente, ha criticato il trattamento riservato alla moglie, Meghan, duchessa del Sussex. Nel 2021, un giudice ha stabilito che il Mail on Sunday aveva violato la privacy della duchessa pubblicando un estratto di una lettera che aveva scritto al padre separato, Thomas Markle.

    La decisione del principe di affrontare i tabloid non è stata priva di costi personali e finanziari. Per lui si tratta di una questione di principio, che potrebbe aver contribuito alla rottura del suo rapporto con la famiglia reale. Nella sua biografia 'Spare', Harry ha ricordato che il suo rapporto con il padre, re Carlo, e il fratello, il principe William, era diventato teso a causa di quella che lui considerava la loro incapacità di denunciare presunti illeciti da parte dei giornalisti. Nel 2019, dopo una conversazione con l'avvocato David Sherborne durante una vacanza nella villa di Elton John in Francia, il principe si convinse che i giornali avrebbero dovuto rispondere in tribunale del trattamento riservatogli in passato.

    Nel 2023, Harry è diventato il primo membro della famiglia reale a testimoniare in tribunale in oltre 130 anni, in una causa per violazione della privacy intentata da lui e altri contro l'editore del Mirror. Il giudice ha stabilito che il giornale aveva hackerato il suo telefono "in misura modesta", dalla fine del 2003 al 2009, e gli ha riconosciuto un risarcimento di 140.600 sterline (circa 162.000 euro). L'anno scorso, la sua richiesta di risarcimento danni per violazione della privacy contro l'editore del Sun e dell'ormai defunto News of the World è stata risolta in tribunale per una somma non rivelata, a quanto pare pari a circa 10 milioni di sterline (11.500.000 euro).

    L'editore si è scusato con Harry per l'intercettazione telefonica del News of the World e per la grave intrusione nella sua vita privata da parte del Sun, compresi "incidenti di attività illegali commessi da investigatori privati ​​che lavorano per il Sun". Tuttavia, si prevede che lo scontro tra il principe e il Daily Mail, che dovrebbe costare 38 milioni di sterline (quasi 44 milioni di euro) se si considerano le spese legali di entrambe le parti, sarà duramente contestato in tribunale. Il caso, che sarà discusso in tribunale nelle prossime nove settimane, probabilmente metterà sotto i riflettori un cast di personaggi con un passato complicato.

  • 12:23 - C.sinistra: Boccia, 'chi mina unità fa regalo alla destra'

    Roma, 19 gen. (Adnkronos) - "Sarebbe un errore grave pensare che la responsabilità di questa fase storica, che vede la crisi delle democrazie liberali, ricada solo sulla destra nazionalista, sempre più autoritaria. Esiste una responsabilità politica più ampia, che riguarda anche chi a quella destra si oppone o dice di opporsi”. Così Francesco Boccia in un articolo su Fanpage.it.

    “In Italia riguarda anzitutto il Partito democratico, che in questi anni si è assunto il peso della guida e del coordinamento dell’opposizione, in Parlamento e nel Paese: sul lavoro e sulla sanità pubblica, sull’Europa, sui diritti, sulla pace, su Gaza, nei territori e nelle piazze. Tenendo insieme istituzioni e conflitto democratico, rappresentanza e mobilitazione. È a partire da questo dato di realtà che va posta la questione irrinunciabile dell’unità. Perché chi mina l’unità interna del Pd indebolisce l’opposizione nel suo complesso e finisce, consapevolmente o meno, per aiutare questa destra. Allo stesso modo - sottolinea Boccia - nella coalizione progressista, chi contesta più gli alleati che la destra al governo, chi alimenta polemiche laterali invece di costruire un’alternativa credibile, chi insegue l’illusione di recuperare qualche decimale in sondaggi effimeri, compie un errore politico grave".

    "Perché in questa fase la divisione non è pluralismo: è disarmo. In un passaggio storico come questo, l’alternativa non nasce dalla somma delle identità, ma dalla capacità di tenere insieme differenze legittime dentro un orizzonte comune. Trasformare temi cruciali come politica estera, diritti civili, diritti sociali ed economici, in strumenti di lotta interna significa alimentare fratture che spesso non esistono nella società reale, ma che paralizzano l’azione politica. Perché in un tempo come questo, voltarsi dall’altra parte non è neutralità. È una scelta. E spesso è la scelta che consente agli altri di vincere. La storia lo insegna: le derive autoritarie non avanzano solo per l’aggressività di chi le promuove, ma per l’inerzia, l’ipocrisia, il silenzio di chi le tollera. L’eccezione diventa abitudine. La forza diventa normalità. Il diritto viene aggirato 'per necessità'. Il progressismo del XXI secolo ha una responsabilità storica: non difendere il passato, ma governare il futuro. Difendere il diritto quando è scomodo. Rafforzare l’Europa quando è difficile. Scegliere il multilateralismo non come testimonianza morale, ma come cifra del futuro ordine mondiale".

  • 12:19 - Ucraina: Zelensky contro sindaco Kiev, 'ha gestito male crisi energetica'

    Kiev, 19 gen. (Adnkronos) - L'attacco russo del 9 gennaio ha lasciato i residenti di Kiev senza riscaldamento, acqua calda ed elettricità durante l'inverno più freddo degli ultimi anni. Il presidente Volodymyr Zelensky ha definito la situazione nella capitale ucraina "particolarmente difficile" e ha criticato duramente le autorità locali, in particolare il sindaco Vitali Klitschko, paragonando la città ad altre, come Kharkiv, pesantemente bombardata e affermando che erano meglio attrezzate per gestire le conseguenze degli attacchi russi.

    "Purtroppo Kiev ha fatto molto meno: nella capitale è stato fatto davvero troppo poco. E anche in questi ultimi giorni non ho visto sforzi sufficienti: tutto questo deve essere urgentemente corretto", ha dichiarato Zelensky. Klitschko ha replicato, respingendo le accuse come "infondate" e politicizzate. Ha affermato che il governo non ha coordinato alcuna risposta congiunta alla crisi. Gli esperti, che hanno parlato con il Kyiv Independent, hanno affermato che, sebbene la capitale sia stata gestita male nel complesso, la responsabilità della crisi in corso ricade sia sulle autorità centrali che su quelle locali.

    Lo scontro tra Klitschko e Zelensky, dunque, si intensifica mentre Kiev si trova ad affrontare una situazione disperata. il capo dello Stato ha affermato che la dirigenza di Kiev ha "perso tempo prezioso" e ha incaricato il governo di farsi carico di risolvere le conseguenze della crisi energetica nella capitale e di risolvere la situazione.

  • 12:09 - Rifiuti, da nuovo report internazionale 9 persone su 10 chiedono imballaggi davvero circolari

    Roma, 19 gen. (Adnkronos) - Quasi 9 persone su 10 nel mondo riconoscono l’urgenza dei temi ambientali e chiedono imballaggi davvero circolari. In occasione della Giornata Mondiale della Lattina, Cial - Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio richiama l’attenzione sul ruolo della lattina in alluminio come esempio concreto di economia circolare, alla luce dei dati emersi dal nuovo report internazionale 'Global Recycling Habits and Attitudes 2025', realizzato su iniziativa di 'Every Can Counts', in Italia 'Ogni Lattina Vale', il progetto attivo oggi in 21 Paesi, nato per sensibilizzare i cittadini al riciclo dell’alluminio fuori casa e coordinato nel nostro paese da Cial.

    Dallo studio basato su un campione di oltre 16mila persone in 16 Paesi, Italia inclusa, emerge un quadro chiaro: i cittadini sono consapevoli dell’urgenza ambientale e riconoscono che la responsabilità del riciclo è condivisa tra persone, industria e istituzioni e chiedono con forza packaging realmente sostenibili e riciclabili all’infinito.

    Il primo dato evidente è il livello di preoccupazione per le grandi questioni ambientali: quasi 9 persone su 10 considerano 'importanti' temi come il cambiamento climatico, l’inquinamento da rifiuti e la gestione dei materiali. Allo stesso tempo, oltre 7 su 10 dichiarano che la plastica e i rifiuti dispersi rappresentano un problema 'molto' o 'estremamente' rilevante. In questo contesto, il riciclo dell’alluminio viene percepito come una risposta concreta e misurabile: un materiale permanente, che può essere riciclato all’infinito senza perdere qualità e che, una volta raccolto in modo corretto, torna sul mercato sotto forma di nuovi imballaggi - spesso proprio nuove lattine - in tempi molto rapidi.

    Un altro segnale significativo emerso dalla ricerca è di natura linguistica e culturale: la parola 'circolarità' non è più solo un concetto tecnico. Una persona su due associa spontaneamente il circular packaging a un imballaggio riciclato nello stesso tipo di prodotto, segno che il principio del ciclo chiuso è sempre più presente nel percepito dei consumatori. Questa lettura si riflette anche nei criteri pratici di valutazione: per il 57% degli intervistati, un imballaggio è considerato riciclabile soprattutto quando il packaging è progettato per essere reinserito nello stesso ciclo produttivo, più che in base ad altre caratteristiche come la forma o il materiale. Per molti consumatori, quindi, la circolarità non significa semplicemente 'non buttare via' un materiale, ma chiudere il cerchio, consentendo a un imballaggio di tornare a svolgere la stessa funzione dopo il riciclo. "È ciò che accade con la lattina in alluminio, riciclabile infinite volte senza perdita di qualità e capace di tornare sugli scaffali come nuova lattina, preservando valore materiale ed energia incorporata", rimarca Cial.

    Allo stesso tempo, il report evidenzia una distanza tra la comprensione concettuale della circolarità e il riconoscimento concreto delle soluzioni che già la rendono possibile: solo il 17% degli intervistati identifica oggi la lattina come il packaging 'più riciclabile'. "Un dato che non mette in discussione l’attenzione dei cittadini verso il tema, ma mostra come la crescente sensibilità ambientale non sempre si traduca automaticamente in una piena conoscenza delle performance dei singoli materiali", osserva il Consorzio. Per Cial e Ogni Lattina Vale, "colmare questo divario è una priorità strategica di comunicazione, attraverso informazione chiara, semplicità del gesto e maggiore consapevolezza dell’impatto del riciclo".

    Il report conferma che i cittadini non si chiamano fuori: più della metà degli intervistati indica i consumatori come primi responsabili del corretto riciclo delle lattine per bevande. Allo stesso tempo, emerge un quadro di responsabilità diffusa, che coinvolge anche industria e istituzioni: il 39% assegna un ruolo centrale all’industria del packaging, il 36% ai gestori dei rifiuti, il 35% ai brand e il 34% ai governi. Per Cial, "questa fotografia conferma la necessità di un approccio di filiera, che coinvolga cittadini informati e consapevoli, aziende che scelgono imballaggi permanenti e riciclabili all’infinito, istituzioni e sistemi di raccolta in grado di valorizzare al meglio il materiale conferito".

    Parallelamente, un altro messaggio che emerge dalla ricerca riguarda le aspettative verso le aziende: quasi 9 persone su 10 (87%) ritengono che produttori e brand dovrebbero essere obbligati a utilizzare imballaggi infinitamente o pienamente riciclabili, oppure realizzati con materiale riciclato. La richiesta di packaging 'veramente circolari' non è più una nicchia green, ma un’esigenza trasversale alle diverse fasce d’età e ai Paesi coinvolti. Il report evidenzia inoltre come 7 persone su 10 sarebbero più motivate a riciclare se l’esperienza fosse più coinvolgente, semplice e gratificante, ad esempio attraverso meccanismi di gioco, premi o strumenti digitali capaci di rendere visibile l’impatto dei propri gesti.

    "È l’approccio che Ogni Lattina Vale porta avanti da anni, trasformando il riciclo delle lattine in un’azione partecipata e 'a portata di mano', grazie a postazioni dedicate, attività di sensibilizzazione e format pensati per coinvolgere il pubblico in modo positivo, in particolare durante grandi eventi e manifestazioni", ricorda Cial.

    "I risultati della ricerca Every Can Counts confermano che la circolarità non è più un concetto astratto, ma un criterio sempre più presente nel modo in cui cittadini e consumatori guardano agli imballaggi - sottolinea Stefano Stellini, direttore generale di Cial - E quale migliore occasione se non la Giornata Mondiale della Lattina per ribadire il valore di un oggetto che rappresenta l’alluminio come materiale permanente e circolare, capace di mantenere il proprio valore nel tempo. È in questo obiettivo che Ogni Lattina Vale porta il riciclo direttamente sul campo, diventando protagonista nel 2025 delle principali tappe musicali estive, dagli I-Days Milano a Firenze Rocks, dai concerti negli stadi a grandi appuntamenti culturali come Lucca Comics&Games, accompagnando cittadini e filiera verso comportamenti di riciclo sempre più consapevoli, semplici e concreti".

  • 12:08 - Rifiuti, da nuovo report internazionale 9 persone su 10 chiedono imballaggi davvero circolari

    Roma, 19 gen. (Adnkronos) - Quasi 9 persone su 10 nel mondo riconoscono l’urgenza dei temi ambientali e chiedono imballaggi davvero circolari. In occasione della Giornata Mondiale della Lattina, Cial - Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio richiama l’attenzione sul ruolo della lattina in alluminio come esempio concreto di economia circolare, alla luce dei dati emersi dal nuovo report internazionale 'Global Recycling Habits and Attitudes 2025', realizzato su iniziativa di 'Every Can Counts', in Italia 'Ogni Lattina Vale', il progetto attivo oggi in 21 Paesi, nato per sensibilizzare i cittadini al riciclo dell’alluminio fuori casa e coordinato nel nostro paese da Cial.

    Dallo studio basato su un campione di oltre 16mila persone in 16 Paesi, Italia inclusa, emerge un quadro chiaro: i cittadini sono consapevoli dell’urgenza ambientale e riconoscono che la responsabilità del riciclo è condivisa tra persone, industria e istituzioni e chiedono con forza packaging realmente sostenibili e riciclabili all’infinito.

    Il primo dato evidente è il livello di preoccupazione per le grandi questioni ambientali: quasi 9 persone su 10 considerano 'importanti' temi come il cambiamento climatico, l’inquinamento da rifiuti e la gestione dei materiali. Allo stesso tempo, oltre 7 su 10 dichiarano che la plastica e i rifiuti dispersi rappresentano un problema 'molto' o 'estremamente' rilevante. In questo contesto, il riciclo dell’alluminio viene percepito come una risposta concreta e misurabile: un materiale permanente, che può essere riciclato all’infinito senza perdere qualità e che, una volta raccolto in modo corretto, torna sul mercato sotto forma di nuovi imballaggi - spesso proprio nuove lattine - in tempi molto rapidi.

    Un altro segnale significativo emerso dalla ricerca è di natura linguistica e culturale: la parola 'circolarità' non è più solo un concetto tecnico. Una persona su due associa spontaneamente il circular packaging a un imballaggio riciclato nello stesso tipo di prodotto, segno che il principio del ciclo chiuso è sempre più presente nel percepito dei consumatori. Questa lettura si riflette anche nei criteri pratici di valutazione: per il 57% degli intervistati, un imballaggio è considerato riciclabile soprattutto quando il packaging è progettato per essere reinserito nello stesso ciclo produttivo, più che in base ad altre caratteristiche come la forma o il materiale. Per molti consumatori, quindi, la circolarità non significa semplicemente 'non buttare via' un materiale, ma chiudere il cerchio, consentendo a un imballaggio di tornare a svolgere la stessa funzione dopo il riciclo. "È ciò che accade con la lattina in alluminio, riciclabile infinite volte senza perdita di qualità e capace di tornare sugli scaffali come nuova lattina, preservando valore materiale ed energia incorporata", rimarca Cial.

    Allo stesso tempo, il report evidenzia una distanza tra la comprensione concettuale della circolarità e il riconoscimento concreto delle soluzioni che già la rendono possibile: solo il 17% degli intervistati identifica oggi la lattina come il packaging 'più riciclabile'. "Un dato che non mette in discussione l’attenzione dei cittadini verso il tema, ma mostra come la crescente sensibilità ambientale non sempre si traduca automaticamente in una piena conoscenza delle performance dei singoli materiali", osserva il Consorzio. Per Cial e Ogni Lattina Vale, "colmare questo divario è una priorità strategica di comunicazione, attraverso informazione chiara, semplicità del gesto e maggiore consapevolezza dell’impatto del riciclo".

    Il report conferma che i cittadini non si chiamano fuori: più della metà degli intervistati indica i consumatori come primi responsabili del corretto riciclo delle lattine per bevande. Allo stesso tempo, emerge un quadro di responsabilità diffusa, che coinvolge anche industria e istituzioni: il 39% assegna un ruolo centrale all’industria del packaging, il 36% ai gestori dei rifiuti, il 35% ai brand e il 34% ai governi. Per Cial, "questa fotografia conferma la necessità di un approccio di filiera, che coinvolga cittadini informati e consapevoli, aziende che scelgono imballaggi permanenti e riciclabili all’infinito, istituzioni e sistemi di raccolta in grado di valorizzare al meglio il materiale conferito".

    Parallelamente, un altro messaggio che emerge dalla ricerca riguarda le aspettative verso le aziende: quasi 9 persone su 10 (87%) ritengono che produttori e brand dovrebbero essere obbligati a utilizzare imballaggi infinitamente o pienamente riciclabili, oppure realizzati con materiale riciclato. La richiesta di packaging 'veramente circolari' non è più una nicchia green, ma un’esigenza trasversale alle diverse fasce d’età e ai Paesi coinvolti. Il report evidenzia inoltre come 7 persone su 10 sarebbero più motivate a riciclare se l’esperienza fosse più coinvolgente, semplice e gratificante, ad esempio attraverso meccanismi di gioco, premi o strumenti digitali capaci di rendere visibile l’impatto dei propri gesti.

    "È l’approccio che Ogni Lattina Vale porta avanti da anni, trasformando il riciclo delle lattine in un’azione partecipata e 'a portata di mano', grazie a postazioni dedicate, attività di sensibilizzazione e format pensati per coinvolgere il pubblico in modo positivo, in particolare durante grandi eventi e manifestazioni", ricorda Cial.

    "I risultati della ricerca Every Can Counts confermano che la circolarità non è più un concetto astratto, ma un criterio sempre più presente nel modo in cui cittadini e consumatori guardano agli imballaggi - sottolinea Stefano Stellini, direttore generale di Cial - E quale migliore occasione se non la Giornata Mondiale della Lattina per ribadire il valore di un oggetto che rappresenta l’alluminio come materiale permanente e circolare, capace di mantenere il proprio valore nel tempo. È in questo obiettivo che Ogni Lattina Vale porta il riciclo direttamente sul campo, diventando protagonista nel 2025 delle principali tappe musicali estive, dagli I-Days Milano a Firenze Rocks, dai concerti negli stadi a grandi appuntamenti culturali come Lucca Comics&Games, accompagnando cittadini e filiera verso comportamenti di riciclo sempre più consapevoli, semplici e concreti".

  • 11:39 - Tv: Medugno sentito in procura a Milano come testimone su caso Signorini

    Milano, 19 gen. (Adnkronos) - Antonio Medugno, l'ex concorrente del Grande Fratello Vip, viene sentito in Procura a Milano per rispondere alle domande sulla denuncia presentata contro il conduttore Alfonso Signorini, indagato per violenza sessuale ed estorsione. Il modello viene sentito come testimone dai pm Letizia Mannella e Alessandro Gobbis. Al centro della denuncia ci sarebbero presunte avances da parte di Signorini avvenute nella primavera del 2021. Contatti che sarebbero iniziati prima telefonicamente e poi di persona. Medugno avrebbe però subito chiarito la sua posizione, interrompendo i contatti con il giornalista.

  • 11:25 - Sanità, per l'Ecm nasce Meduspace: "Nuovo polo formativo in mercato frammentato"

    Roma, 19 gen. (Adnkronos salute) - Secondo i dati più recenti, solo il 70% dei professionisti sanitari in Italia partecipa attivamente alla formazione continua in medicina, lasciando scoperto un preoccupante 30% della categoria. Una situazione che si aggrava considerando che il 67% degli operatori lamenta la mancanza di tempo per partecipare ai corsi Ecm, nonostante l'obbligo di raggiungere 150 crediti entro il 31 dicembre 2025 per il triennio 2023-2025. In questo scenario critico, Koinos Capital Sgr ha lanciato un'operazione di consolidamento senza precedenti nel settore dell'educazione continua in medicina - si legge in una nota - creando Meduspace, il primo polo italiano di eccellenza dedicato alla formazione medico-scientifica. L'iniziativa nasce dall'acquisizione del 100% di tre realtà specializzate: Dynamicom Education, Formedica e Mp, che costituiranno il nucleo iniziale di un ambizioso progetto di aggregazione. Meduspace si posiziona come pioniere di questa trasformazione, puntando a diventare il riferimento nazionale per l'eccellenza nella formazione medico-scientifica.

    "Siamo di fronte a un mercato del valore di circa 1 miliardo di euro, caratterizzato da una frammentazione estrema con oltre mille piccoli e medi operatori - afferma Giorgio Maggiani, presidente di Meduspace - Questa dispersione impedisce di offrire servizi di qualità omogenea e accessibili a tutti i professionisti sanitari che ne hanno bisogno". Il mercato dell'Ecm italiano - spiega la nota - presenta caratteristiche uniche: è anticiclico, estremamente resiliente e registra un tasso di crescita annuo del 4%. Tuttavia, la forte frammentazione degli operatori rappresenta un ostacolo significativo per l'evoluzione del settore. La mancanza di un player istituzionale di eccellenza che possa fungere da punto di riferimento nazionale ha creato un vuoto che Meduspace intende colmare.

    "Il nostro obiettivo è trasformare radicalmente l'approccio alla formazione continua in medicina - continua Maggiani - Vogliamo creare una piattaforma che non solo risponda agli obblighi normativi, ma che diventi un vero catalizzatore di innovazione e crescita professionale per tutto il settore sanitario". La nuova realtà, che conta già su un team di circa 70 professionisti, prevede di raggiungere un fatturato di circa 100 milioni di euro nell'arco dei prossimi 3 anni, con circa 35 milioni già previsti per l'esercizio 2025. Sono inoltre in corso numerose due diligence su possibili target ad alto valore aggiunto, con l'obiettivo di aggregare complessivamente oltre 10 società nell'arco dei prossimi 12-18 mesi.

    L'operazione si inserisce in un contesto di crescente digitalizzazione del settore sanitario. Nel 2025 - prosegue la nota - il mercato dell'informatica sanitaria continuerà a crescere, con un focus particolare su telemedicina e monitoraggio remoto, elementi che potrebbero rivoluzionare anche l'approccio alla formazione continua.

    "La nascita di Meduspace rappresenta ad oggi la vera evoluzione, in ambito privato, nel settore dell'educazione medico continua - dichiara Susanna Priore, amministratore di Formedica e responsabile dei rapporti istituzionali di Meduspace - Saremo riferimento importante per tutti gli stakeholders del sistema, società scientifiche, aziende sanitarie, Ordini professionali, aziende farmaceutiche ed elettromedicali e professionisti sanitari, con grande attenzione alle innovazioni tecnologiche che governeranno il futuro della salute degli italiani". Per Maddalena Milone, Ceo di Mp, "l'ingresso in Meduspace è una scelta strategica che valorizza competenze ed esperienze consolidate nella progettazione dell'attività formativa in ambito medico-scientifico, e il nuovo assetto ci permette di lavorare all'interno di una visione condivisa di lungo periodo, basata su realtà aziendali solide e complementari".

    Migliorare l'accesso e la qualità della formazione continua in medicina - si legge ancora - significa garantire che i professionisti sanitari siano sempre aggiornati sulle ultime scoperte scientifiche e sulle migliori pratiche cliniche, con benefici diretti sulla qualità delle cure offerte ai pazienti. "Non si tratta solo di rispettare gli obblighi formativi - rimarca Maggiani - Il nostro scopo è elevare il livello complessivo della competenza medica italiana, contribuendo a un sistema sanitario più efficiente e all'avanguardia". Le prospettive future del mercato Ecm appaiono promettenti nonostante le sfide attuali, conclude la nota. La crescente consapevolezza dell'importanza della formazione continua, unita alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie, potrebbe trasformare radicalmente il settore nei prossimi anni.

Adn Kronos www.adnkronos.com
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