di Stella Saccà

Alle 2 circa di un mercoledì notte Chiara Ferragni, la blogger italiana più famosa al mondo, si scatta un selfie allo specchio, immortalando il suo pancione. Non l’avesse mai fatto! Naturalmente, i commenti riguardo all’”indecenza” presunta non si sono fatti attendere. Chiara non solo decide di condividere quella che, a mio parere, è la foto più bella che abbia mai pubblicato, che ritrae il racconto onesto del corpo femminile al massimo della sua potenza, ma decide di rispondere alle donne che le hanno chiesto cosa suo marito avesse detto riguardo alla sua esposizione nella maniera più intelligente: “State con qualcuno che apprezzi la vostra libertà”.

Questo mi ha fatto anche pensare a tutte quelle donne che proprio l’8 marzo in Italia hanno definito Meghan Markle “calcolatrice spietata”, senza nemmeno per un attimo vedere dietro ai suoi occhi prima di tutto una donna, una giovane mamma. Una delle cose che mi ha insegnato New York è cosa significhi davvero essere femministi. Sarà merito della cultura, delle donne americane che in buona parte sono afroamericane, della lingua che non prevede nei suoi sostantivi e nei suoi aggettivi un genere, ma qui il rispetto della donna ha un’altra valenza.

Alla voce “femminismo” Wikipedia riporta tre definizioni, tra cui “la convinzione che il sesso biologico non dovrebbe essere un fattore predeterminante che modella l’identità sociale o i diritti sociopolitici o economici della persona”. Purtroppo, in Italia, complice soprattutto la classe dirigente, siamo molto indietro. La politica non solo rappresenta la società, ma le dà forma. Così come negli Stati Uniti avere un presidente che definiva il Covid-19 “virus cinese” ha come conseguenza episodi di violenza razziale nei confronti della comunità asiatica, allo stesso modo essere cresciuti in Italia e aver fruito di programmi tv in cui la donna è sempre stata rappresentata come un oggetto, avere differenze salariali a seconda del genere, dare agli uomini pochi giorni per la paternità quando nel resto del mondo si danno mesi causa un’implicita malnutrizione del concetto di parità di genere.

Ecco quindi che sembra naturale per molte donne porre domande quali “cosa pensa tuo marito di questa foto?”. Fedez è prima di tutto un ragazzo, caratteristica che in molti dimenticano quando scelgono spietatamente di non sorvolare su alcune sue reazioni istintive. Ed è un giovane padre. Certo, non tutti hanno la fortuna di emergere professionalmente e guadagnare altrettanto, ma anche solo il fatto che sia un giovane uomo rispettoso della sua famiglia, un uomo femminista, per me potrebbe bastare per guadagnarsi l’approvazione sociale. Chiara è un’imprenditrice di successo, probabilmente avvantaggiata dall’essere partita da una condizione agiata. Ma quante donne benestanti sono andate così oltre raggiungendo i suoi stessi traguardi?

Ma non è solo questo. È una giovane mamma che, tra le altre cose, nel momento più buio del nostro Paese ha agito da persona accorta, consapevole della grande influenza di cui è responsabile.

Un’altra Chiara, la sindaca di Torino, giovane donna e madre, sempre giusta e accogliente sulle sue pagine social, non ha mai ottenuto il riscontro mediatico che le spetta, anzi. Lotta da sempre per i diritti delle donne e lo fa con garbo ed eleganza, mantenendo la dolcezza materna che contraddistingue le persone abituate a prendersi cura di qualcuno.

Finché la politica, le istituzioni, i media non daranno la giusta luce a figure femminili e maschili positive e attente a concimare un mondo sociale in cui la donna davvero vale quanto l’uomo, continueremo ad assistere a mamme italiane di figli maschi e figlie femmine che fanno apparecchiare la tavola solo alle figlie femmine, e a tristi episodi in cui molte donne giovani si sentono ancora in dovere di agire assecondando il pensiero maschile che le influenza. Non ci potrà mai essere solidarietà femminile, se non c’è prima una reale parità di genere.

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