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10 Marzo 2021

Ultimo aggiornamento: 17:16 del 10 Marzo 2021

A sentire i senatori che reclamano priorità per il vaccino, provo un senso di nausea

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Il Fatto Quotidiano

di Claudia Di Maio

C’era un tempo in cui la gente urlava dai balconi “ce la faremo”, in cui i più generosi si offrivano di fare la spesa per condomini interi, in cui medici si auto isolavano dai propri familiari per evitare di contagiarli, in cui volontari andavano in giro a distribuire pasti gratuiti e in cui anziani sacrificavano la loro stessa vita cedendo il casco Cpap a qualcuno più giovane che ne aveva bisogno. Eravamo uniti nella disavventura e da un governo attivo, vicino e che dava il buon esempio… unione dissolta dall’imminente ascesa del Dio denaro.

Così tutto è cambiato. Nessun governo che ci rende partecipi di intenti e risultati ufficiali mettendoci la faccia, eroi d’Italia relegati all’ombra e quasi tutta l’informazione ridotta a gossip e propaganda. Siamo bersagliati da un coacervo di titoli celebrativi del “Governo dei Migliori”… una cacofonia di opinioni – non dati di fatto – sul premier silenzioso, peculiarità adesso ammirata e definita addirittura rispettosa dall’informazione, che – per natura – la dovrebbe contestare a gran voce.

Come si può parlare di unità in un governo dove un Presidente del Consiglio opera da solo e con una cerchia stretta di fidati lasciando i cittadini in pasto alla propaganda scellerata dei partiti?

Stiamo assistendo al via libera del degrado, dove “ognuno pensa per sé e Dio Draghi per tutti” (ma non al popolo). E così i morti diventano numeri in nome della preminente economia, gli imprenditori – prima usati per bersagliare il vecchio governo – rimangono ad aspettare i Ristori (scusate, i Sostegni) che ritarderanno perché il ministro Franco ha deciso che la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate debba essere sostituita e nel frattempo il popolo spera che la campagna vaccini prosegua senza intoppi che ovviamente sono arrivati.

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È proprio su questo che avverto un senso di nausea. Mentre la gente muore, soffre e dispera per piattaforme di prenotazione del vaccino mal create, altri urlano “tocca anche a me!” e a farlo sono anche e soprattutto quelle categorie, come senatori e magistrati, che più di ogni altro cittadino dovrebbero dare l’esempio del rispetto delle regole.

Molte delle motivazioni fanno leva sull’appartenere ad attività essenziali, allora che dire di edicolanti, commercianti di generi alimentari, librai, parrucchieri, giocattolai e tutti quei lavoratori in settori che sono rimasti aperti anche durante il lockdown? A ragionare come questi “signori” che ne reclamano il diritto (vergognosamente già in parte concesso) sono veramente pochi quelli che non avrebbero la priorità al vaccino.

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Si parla spesso della terza ondata, ma forse ne stiamo trascurando una quarta, quella dell’opportunismo e dell’egoismo, che il precedente governo – con la grande dignità che lo caratterizzava – l’avrebbe tenuta a bada.

Mi resteranno comunque nel cuore quei mesi in cui la coscienza del paese aveva permeato l’aria ancor più del Covid. Come scrisse J. R. R. Tolkien “ho scoperto che sono le piccole cose, le azioni quotidiane della gente comune che tengono a bada l’oscurità. Semplici atti di gentilezza ed amore” Gandalf, il Signore degli Anelli.

___________________________

Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione. Scopri tutti i vantaggi!
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  • 17:17 - A Savona il primo alloggio Aisla per persone con Sla e famiglie

    Roma, 23 mar. (Adnkronos Salute) - Sabato 21 marzo, sulla spiaggia di Savona che Silvia amava – il suo mare, il suo orizzonte – è stato posato il primo mattone de 'La casa di Silvia'. Non un gesto simbolico, ma una scelta concreta: trasformare una casa che rischiava di essere perduta in un luogo restituito alla comunità. "Non è un caso che tutto questo sia accaduto nel primo giorno di primavera. Perché questa storia parla esattamente di questo: rinascita". Sono queste le parole con cui Alberto Fontana, delegato del Consiglio direttivo nazionale Aisla e promotore dell’iniziativa, ha richiamato il senso del progetto, chiarendone anche la funzione concreta: 'la casa di Silvia' sarà messa a disposizione delle persone con Sla e delle loro famiglie come luogo accessibile e attrezzato, dove poter trascorrere periodi di vita al mare, durante tutto l’anno. "Non è solo una casa. È una scelta precisa: rendere possibile ciò che troppo spesso non lo è. Restituire tempo, spazio e normalità alle persone e alle famiglie. Aisla si assume questa responsabilità insieme alla famiglia Codispoti, ai volontari, alle istituzioni e a tutti coloro che hanno riconosciuto in questa storia un bene che riguarda tutti".

    La cerimonia si è svolta sulla spiaggia pubblica dello 'Scaletto senza scalini', luogo simbolo di accessibilità e inclusione della città di Savona. "Diciotto anni fa è iniziato tutto da qui, da uno scaletto semplice. Poi abbiamo capito che non bastava togliere gli scalini fisici: bisognava togliere quelli mentali. È così che questo spazio è diventato un luogo per tutti - racconta Ugo Capello, 'Coop Scaletto senza scalini'-. Oggi questa casa è un sogno che si realizza e un valore per tutta la città". A confermarlo è stato Riccardo Viaggi, assessore alle Politiche sociali del Comune di Savona, che ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale, esprimendo piena disponibilità e convinto sostegno al progetto.

    "Quella di Aisla diventa anche una responsabilità pubblica e costruzione di valore condiviso. 'La casa di Silvia' è esattamente questo: una risposta concreta che nasce da una storia e diventa patrimonio di tutti".

    La Casa di Silvia prende forma anche così: per stratificazione di gesti, per responsabilità condivise, per fiducia. A breve - riprorta una nota di Aisla - inizieranno i lavori di ristrutturazione dell’immobile, di circa 80 metri quadrati, per renderlo pienamente operativo e metterlo a disposizione delle persone con Sla e delle loro famiglie a partire dalla prossima stagione estiva. Occorreranno nuove risorse, ma un primo tratto di strada è già stato costruito insieme: l’acquisto dell’immobile è stato possibile grazie al contributo delle Sezioni territoriali Aisla – da Savona-Imperia a Brescia, da Asti alla Calabria, da Como al Friuli-Venezia Giulia, da Genova a Varese – e al sostegno di una rete di amici e donatori che hanno scelto di esserci. Tra questi, la Fondazione Vialli e Mauro, la Fiascolata di Dego e la Cooperativa Spazio Aperto.

    La posa del primo mattone è avvenuta in una cerimonia semplice, essenziale. Sulla spiaggia, le bandiere sventolavano leggere, fissate ai tronchi restituiti dal mare, come segni di una presenza che non invade, ma accompagna. Poi, sulle note di 'Primavera' di Luca Carboni, quel gesto ha preso forma. Non un rito, ma un passaggio. Un inizio. A segnare questo momento - si legge - una lastra di ardesia ligure, incisa con parole che non chiedono spiegazioni: “Qui nasce la casa di Silvia. Un luogo di accoglienza e libertà. 21 marzo 2026. La vita è bellissima". A realizzarla è stata Fazzari Marmi. Un contributo arrivato in silenzio, che Aisla ha scelto di rendere noto: Franco Cavuto, titolare, dopo aver verificato tempi e fattibilità, ha deciso di includere questo lavoro tra le donazioni a sostegno del progetto. Un gesto riservato, che restituisce il senso più autentico di ciò che è accaduto: una comunità che si muove, che partecipa, che aggiunge, ciascuno per la propria parte. E forse è proprio qui il punto. Non nella cerimonia, ma in ciò che ha reso possibile quel momento. Perché questa casa, ancora prima di essere costruita, è già abitata.

    "Se questa casa oggi esiste, è perché Silvia ci ha insegnato a non arrenderci mai. Per vent’anni - le parole di Pino Codispoti, papà di Silvia - abbiamo vissuto ogni giorno insieme, dentro la malattia, ma senza lasciare che fosse lei a definire tutto. Questa casa non è un ricordo. È il modo che abbiamo trovato per continuare a prenderci cura, anche adesso. Se potrà essere utile anche solo a una persona, allora tutto questo avrà senso. Perché la vita, come ricordava sempre Silvia, nonostante tutto resta una cosa bellissima. E trova sempre il modo di ricominciare".

  • 17:15 - A Savona il primo alloggio Aisla per persone con Sla e famiglie

    Roma, 23 mar. (Adnkronos Salute) - Sabato 21 marzo, sulla spiaggia di Savona che Silvia amava – il suo mare, il suo orizzonte – è stato posato il primo mattone de 'La casa di Silvia'. Non un gesto simbolico, ma una scelta concreta: trasformare una casa che rischiava di essere perduta in un luogo restituito alla comunità. "Non è un caso che tutto questo sia accaduto nel primo giorno di primavera. Perché questa storia parla esattamente di questo: rinascita". Sono queste le parole con cui Alberto Fontana, delegato del Consiglio direttivo nazionale Aisla e promotore dell’iniziativa, ha richiamato il senso del progetto, chiarendone anche la funzione concreta: 'la casa di Silvia' sarà messa a disposizione delle persone con Sla e delle loro famiglie come luogo accessibile e attrezzato, dove poter trascorrere periodi di vita al mare, durante tutto l’anno. "Non è solo una casa. È una scelta precisa: rendere possibile ciò che troppo spesso non lo è. Restituire tempo, spazio e normalità alle persone e alle famiglie. Aisla si assume questa responsabilità insieme alla famiglia Codispoti, ai volontari, alle istituzioni e a tutti coloro che hanno riconosciuto in questa storia un bene che riguarda tutti".

    La cerimonia si è svolta sulla spiaggia pubblica dello 'Scaletto senza scalini', luogo simbolo di accessibilità e inclusione della città di Savona. "Diciotto anni fa è iniziato tutto da qui, da uno scaletto semplice. Poi abbiamo capito che non bastava togliere gli scalini fisici: bisognava togliere quelli mentali. È così che questo spazio è diventato un luogo per tutti - racconta Ugo Capello, 'Coop Scaletto senza scalini'-. Oggi questa casa è un sogno che si realizza e un valore per tutta la città". A confermarlo è stato Riccardo Viaggi, assessore alle Politiche sociali del Comune di Savona, che ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale, esprimendo piena disponibilità e convinto sostegno al progetto.

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    "Se questa casa oggi esiste, è perché Silvia ci ha insegnato a non arrenderci mai. Per vent’anni - le parole di Pino Codispoti, papà di Silvia - abbiamo vissuto ogni giorno insieme, dentro la malattia, ma senza lasciare che fosse lei a definire tutto. Questa casa non è un ricordo. È il modo che abbiamo trovato per continuare a prenderci cura, anche adesso. Se potrà essere utile anche solo a una persona, allora tutto questo avrà senso. Perché la vita, come ricordava sempre Silvia, nonostante tutto resta una cosa bellissima. E trova sempre il modo di ricominciare".

  • 15:10 - Formula 1, il titolo è una lotta tra le Mercedes: Antonelli sfida Russell

    (Adnkronos) - Il Mondiale 2026 di Formula 1 è partito da appena due settimane e il mondo sembra già essersi ribaltato. George Russell, attuale leader iridato, rimane il grandissimo favorito al volante della Mercedes numero 63 ma, quello che è cambiato, è il rivale al titolo piloti. Secondo gli esperti Sisal, infatti, il britannico deve guardarsi le spalle dal compagno di scuderia Kimi Antonelli, reduce dall’hat trick (pole, giro veloce e vittoria) in Cina. L’italiano, adesso, non può e non vuole nascondersi in una battaglia per il mondiale che potrebbe riservare non poche sorprese. Come detto, gli esperti Sisal vedono sempre Russell favoritissimo a 1,45 ma la quota di Antonelli è crollata dopo appena due gare: a inizio campionato, il diciannovenne di Bologna si giocava a 9,00, oggi vederlo campione del mondo a fine anno è offerto a 3,50. In caso di successo, il pupillo di Toto Wolff stabilirebbe dure record: Antonelli diventerebbe il più giovane iridato della storia (record al momento nelle mani di Sebastian Vettel) e il terzo italiano, dopo Farina e Ascari, a fregiarsi del prestigioso titolo.

    Il terzo gradino del podio tra i favoriti è appannaggio di Charles Leclerc, Ferrari, il quale sogna di arrivare là dove è giunto il suo mito Michael Schumacher. Il trionfo del Predestinato, che pagherebbe 12 volte la posta, porrebbe fine al lungo digiuno di Maranello, diciannove anni di astinenza.

    I grandi rivali degli ultimi anni, Max Verstappen, Red Bull, e Lewis Hamilton, sulla seconda Ferrari, partono più distanziati. L’olandese sta provando a sopperire ai limiti della sua vettura mentre Hammer continua a inseguire quell’ottavo titolo che gli permetterebbe di staccare Schumacher nei vincitori all-time di Formula 1. La vittoria di uno tra Verstappen e Hamilton è data a 16.

  • 14:52 - Salute: turismo dentale per 200mila italiani, l'esperto: "Non è solo per questione di prezzo"

    Roma, 23 mar. (Adnkronos Salute) - Continua a crescere il fenomeno del turismo dentale: nel 2025 ha raggiunto un valore di mercato globale di 4,5 miliardi di dollari, ma si stima una crescita del 14,8% annuo fino al 2035. Mentre circa 200mila italiani scelgono ogni anno di recarsi all'estero per le cure odontoiatriche, un dato ancora più allarmante emerge dal fronte interno: 4,5 milioni italiani, nel 2023, hanno completamente rinunciato alle cure dentistiche per problemi economici. Secondo alcuni esperti del settore la questione non è tanto di prezzo.

    Max Calore, Ceo di DentaLead, azienda specializzata nel settore odontoiatrico con vent'anni di esperienza e oltre 500 studi dentistici seguiti in Italia, offre una lettura diversa del fenomeno. “Il problema principale non è il prezzo in sé, ma la totale mancanza di comunicazione chiara ed elementare tra dentista e paziente - afferma - I pazienti non comprano ciò che non capiscono, e purtroppo la maggior parte dei preventivi odontoiatrici sono incomprensibili per il paziente medio”. La questione della comunicazione - si legge in una nota - emerge come elemento centrale nella crisi del settore. Mentre le cliniche estere e le catene low-cost possono permettersi di utilizzare un linguaggio semplice e diretto, basato principalmente sul prezzo, i professionisti italiani sono vincolati da un codice deontologico che impedisce loro di fare promozioni dirette o comparazioni con i colleghi. Questo crea un paradosso: l'eccellenza clinica italiana, riconosciuta a livello internazionale, viene penalizzata da una comunicazione inefficace e troppo tecnica. “Abbiamo creato una situazione paradossale - spiega Calore - Il dentista italiano è mediamente più preparato e offre cure di qualità superiore, ma non riesce a comunicarlo efficacemente. Nel frattempo, il turismo dentale ‘prodottiza’ le cure in pacchetti all-inclusive facili da comprendere, anche se spesso inadeguati alle reali necessità del paziente”.

    Un altro aspetto critico riguarda la gestione del tempo e delle aspettative. Nell'era della digitalizzazione e della gratificazione immediata, i pazienti si aspettano precisione e puntualità. Le cliniche estere - riferisce la nota - hanno compreso questa esigenza, offrendo pacchetti con tempistiche definite: quattro giorni all'estero e il problema è presumibilmente risolto. Al contrario, molti studi italiani continuano a operare con ritardi cronici e piani di cura che si protraggono per mesi, creando frustrazione e sfiducia.

    “La percezione del ritardo cronico dal dentista è uno dei principali fattori di attrito - sottolinea Calore - Quando un paziente sa che ogni appuntamento comporterà mezz'ora o un'ora di ritardo, la resistenza psicologica a intraprendere un percorso di cura aumenta esponenzialmente”. Il problema si aggrava quando si considera che molti pazienti tendono a procrastinare le cure fino a quando non si presenta un'urgenza. Questo comportamento, alimentato dalla scarsa comunicazione e dalla mancanza di fiducia, trasforma problemi risolvibili con interventi da pochi euro in situazioni complesse che richiedono investimenti di migliaia di euro. Secondo Calore non si tratta solo di semplificare il linguaggio, ma di ripensare completamente il modo in cui lo studio dentistico interagisce con il paziente, dalla prima accoglienza alla presentazione del preventivo, dalla gestione degli appuntamenti al follow-up. “Stiamo lavorando per aiutare i dentisti a organizzare meglio la loro attività - evidenzia Calore - L'obiettivo è creare cliniche che dedichino tempo ai pazienti, che comunichino in modo chiaro e trasparente, che rispettino gli appuntamenti e che sappiano valorizzare la qualità del loro lavoro senza violare il codice deontologico”.

    Un elemento innovativo che nel recente futuro potrebbe essere implementato e che può cambiare le dinamiche del settore è l'introduzione di tecnologie predittive basate sull'intelligenza artificiale per prevedere l'evoluzione delle problematiche dentali dei pazienti, permettendo interventi preventivi e una pianificazione più accurata delle cure. Questo approccio non solo migliorerebbe gli outcome clinici, ma aumenterebbe anche la fiducia del paziente attraverso una comunicazione proattiva e personalizzata.

    La sfida per il settore odontoiatrico italiano è quindi duplice: da un lato, deve competere con un turismo dentale sempre più aggressivo e organizzato; dall'altro, deve superare le proprie resistenze culturali e abbracciare un nuovo modo di comunicare e relazionarsi con i pazienti. Solo attraverso questa trasformazione sarà possibile recuperare la fiducia perduta e valorizzare l'eccellenza clinica che caratterizza la professione odontoiatrica italiana. Il futuro del settore - conclude la nota - dipenderà dalla capacità dei professionisti di adattarsi a un mercato in rapida evoluzione, dove la qualità clinica da sola non è più sufficiente. La comunicazione chiara, la gestione efficiente del tempo e l'utilizzo di tecnologie innovative saranno gli elementi chiave per contrastare il fenomeno del turismo dentale e garantire cure di qualità accessibili a tutti i cittadini.

  • 13:43 - A Savona il primo alloggio Aisla per per persone con Sla e famiglie

    Roma, 23 mar. (Adnkronos Salute) - Sabato 21 marzo, sulla spiaggia di Savona che Silvia amava – il suo mare, il suo orizzonte – è stato posato il primo mattone de 'La casa di Silvia'. Non un gesto simbolico, ma una scelta concreta: trasformare una casa che rischiava di essere perduta in un luogo restituito alla comunità. "Non è un caso che tutto questo sia accaduto nel primo giorno di primavera. Perché questa storia parla esattamente di questo: rinascita". Sono queste le parole con cui Alberto Fontana, delegato del Consiglio direttivo nazionale Aisla e promotore dell’iniziativa, ha richiamato il senso del progetto, chiarendone anche la funzione concreta: 'la casa di Silvia' sarà messa a disposizione delle persone con Sla e delle loro famiglie come luogo accessibile e attrezzato, dove poter trascorrere periodi di vita al mare, durante tutto l’anno. "Non è solo una casa. È una scelta precisa: rendere possibile ciò che troppo spesso non lo è. Restituire tempo, spazio e normalità alle persone e alle famiglie. Aisla si assume questa responsabilità insieme alla famiglia Codispoti, ai volontari, alle istituzioni e a tutti coloro che hanno riconosciuto in questa storia un bene che riguarda tutti".

    La cerimonia si è svolta sulla spiaggia pubblica dello 'Scaletto senza scalini', luogo simbolo di accessibilità e inclusione della città di Savona. "Diciotto anni fa è iniziato tutto da qui, da uno scaletto semplice. Poi abbiamo capito che non bastava togliere gli scalini fisici: bisognava togliere quelli mentali. È così che questo spazio è diventato un luogo per tutti - racconta Ugo Capello, 'Coop Scaletto senza scalini'-. Oggi questa casa è un sogno che si realizza e un valore per tutta la città". A confermarlo è stato Riccardo Viaggi, assessore alle Politiche sociali del Comune di Savona, che ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale, esprimendo piena disponibilità e convinto sostegno al progetto.

    "Quella di Aisla diventa anche una responsabilità pubblica e costruzione di valore condiviso. 'La casa di Silvia' è esattamente questo: una risposta concreta che nasce da una storia e diventa patrimonio di tutti".

    La Casa di Silvia prende forma anche così: per stratificazione di gesti, per responsabilità condivise, per fiducia. A breve - riprorta una nota di Aisla - inizieranno i lavori di ristrutturazione dell’immobile, di circa 80 metri quadrati, per renderlo pienamente operativo e metterlo a disposizione delle persone con Sla e delle loro famiglie a partire dalla prossima stagione estiva. Occorreranno nuove risorse, ma un primo tratto di strada è già stato costruito insieme: l’acquisto dell’immobile è stato possibile grazie al contributo delle Sezioni territoriali Aisla – da Savona-Imperia a Brescia, da Asti alla Calabria, da Como al Friuli-Venezia Giulia, da Genova a Varese – e al sostegno di una rete di amici e donatori che hanno scelto di esserci. Tra questi, la Fondazione Vialli e Mauro, la Fiascolata di Dego e la Cooperativa Spazio Aperto.

    La posa del primo mattone è avvenuta in una cerimonia semplice, essenziale. Sulla spiaggia, le bandiere sventolavano leggere, fissate ai tronchi restituiti dal mare, come segni di una presenza che non invade, ma accompagna. Poi, sulle note di 'Primavera' di Luca Carboni, quel gesto ha preso forma. Non un rito, ma un passaggio. Un inizio. A segnare questo momento - si legge - una lastra di ardesia ligure, incisa con parole che non chiedono spiegazioni: “Qui nasce la casa di Silvia. Un luogo di accoglienza e libertà. 21 marzo 2026. La vita è bellissima". A realizzarla è stata Fazzari Marmi. Un contributo arrivato in silenzio, che Aisla ha scelto di rendere noto: Franco Cavuto, titolare, dopo aver verificato tempi e fattibilità, ha deciso di includere questo lavoro tra le donazioni a sostegno del progetto. Un gesto riservato, che restituisce il senso più autentico di ciò che è accaduto: una comunità che si muove, che partecipa, che aggiunge, ciascuno per la propria parte. E forse è proprio qui il punto. Non nella cerimonia, ma in ciò che ha reso possibile quel momento. Perché questa casa, ancora prima di essere costruita, è già abitata.

    "Se questa casa oggi esiste, è perché Silvia ci ha insegnato a non arrenderci mai. Per vent’anni - le parole di Pino Codispoti, papà di Silvia - abbiamo vissuto ogni giorno insieme, dentro la malattia, ma senza lasciare che fosse lei a definire tutto. Questa casa non è un ricordo. È il modo che abbiamo trovato per continuare a prenderci cura, anche adesso. Se potrà essere utile anche solo a una persona, allora tutto questo avrà senso. Perché la vita, come ricordava sempre Silvia, nonostante tutto resta una cosa bellissima. E trova sempre il modo di ricominciare".

  • 13:42 - Iren, in 2025 margine operativo lordo + 6% e utile netto gruppo +11,9%: proposto dividendo di 13,8 centesimi

    Torino, 23 mar. - (Adnkronos) - Margine operativo lordo (Ebitda) a 1.353 milioni di euro in crescita del 6% supportato dalla crescita organica dei business regolati, dall’ampliamento del perimetro di consolidamento ad Egea e dal piano di efficientamento avviato, utile netto di Gruppo a 301 milioni di euro, +11,9%, indebitamento finanziario netto pari a 4.222 milioni di euro, +3%, investimenti lordi pari a 1.447 milioni di euro, di cui 925 milioni di euro di investimenti tecnici e 522 milioni di euro di investimenti finanziari. Sono i principali dati del bilancio 2025 di Iren approvato oggi dal cda che ha deliberato di proporre all’assemblea dei soci un dividendo pari a 13,86 centesimi per azione, in crescita 8% rispetto all’anno precedente e pay-out pari a circa il 60%.

    Nel 2025 gli investimenti sostenibili sono stati pari a circa il 73%, relativi principalmente ad attività allineate e ammissibili alla Tassonomia europea, l’intensità carbonica pari a 313 gCo2/kWh sostanzialmente in linea con lo scorso anno e con le previsioni di piano industriale, la raccolta differenziata pari al 70,5%, in crescita di 1,1 punti percentuali rispetto al 2024, le perdite idriche pari a circa il 31%, in linea con il risultato dello scorso anno a valle dell’ampliamento di perimetro. Il numero complessivo dei dipendenti del Gruppo a fine 2025 è pari a oltre 11.900 persone, con un incremento di quasi 600 persone nel corso dell’anno.

    “I risultati conseguiti nel corso del 2025 confermano le previsioni comunicate al mercato con un Ebitda che si attesta a 1.353 milioni di euro in crescita del +6%, un utile netto superiore ai 300 milioni di euro, in aumento del +12% ed un rapporto debito/Ebita a 3,1x in miglioramento rispetto all’anno precedente”. Cosi’ Luca Dal Fabbro, presidente del Gruppo Iren commenta i risultati 2025 e aggiunge: “l’integrazione di Egea sta già esprimendo risultati molto positivi (+60 milioni di euro nel 2025), contribuendo alla crescita del Gruppo e al rafforzamento della nostra piattaforma industriale. La scelta di anticipare questo consolidamento, sostenuta finanziariamente dall’emissione del bond ibrido da 500 milioni di euro, ha permesso inoltre di ottenere già nel 2025 parte delle sinergie individuate” “Poiché i risultati appena approvati rispecchiano in pieno le attese, confermiamo la Dividend policy di Piano e proponiamo all’assemblea dei soci un dividendo in crescita del +8% e pari a 13,86 centesimi per azione”, conclude Dal Fabbro.

    Per il 2026 il Gruppo Iren stima risultati economici in continuità di scenario e rispetto al consuntivo 2025, in aumento e sostenuti dalla crescita organica nei business regolati oltre che dal piano di efficienze in corso. E’ quanto si legge nella relazione di accompagnamento ai risultati del bilancio 2025 approvati oggi dal cda. In particolare, si legge, “ci attendiamo un risultato della filiera energetica in linea con il 2025 per effetto dei maggiori volumi fotovoltaici grazie anche all’entrata in esercizio di nuovi impianti e dell’estensione della rete di teleriscaldamento, elementi che saranno controbilanciati da una riduzione delle marginalità nelle attività di supply, per effetto di maggior competizione di mercato. Per quanto riguarda il debito, l’obiettivo del Gruppo è quello di mantenere l’attuale livello di indebitamento finanziario netto / Ebitda a 3,1x.

    Il Gruppo, inoltre, prosegue la nota, prevede di realizzare nel 2026 investimenti pari a quasi un miliardo di euro, in linea con il piano strategico approvato a novembre 2025, che si concentreranno nei settori ‘regolati’ e principalmente sulla Bu Reti per incrementare la resilienza delle reti di distribuzione elettrica, oltre che sul servizio idrico integrato per la costruzione di nuovi depuratori e l’ammodernamento delle infrastrutture per una gestione più efficiente e una conseguente riduzione delle perdite idriche.

  • 12:52 - Rapporto Territori Asvis, regioni Centro in chiaroscuro su obiettivi sociali ed economici

    Roma, 23 mar. -(Adnkronos) - Le Regioni del Centro Italia registrano risultati migliori della media nazionale sugli obiettivi sociali ed economici dell’Agenda 2030, mentre permangono criticità sulle dimensioni ambientale e istituzionale. È quanto emerge dal Rapporto Territori ASviS 2025, “Obiettivi globali, soluzioni locali”, discusso oggi a Roma all’Istituto Luigi Sturzo, con un focus su Toscana, Marche, Lazio, Umbria e le relative Province e Città metropolitane. Si tratta della seconda tappa del ciclo di incontri promosso dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e AXA Italia allo scopo di offrire agli attori locali, pubblici e privati, dati, analisi e proposte per rafforzare la capacità dei territori di pianificare e realizzare politiche e azioni più sostenibili.

    Pubblicato nel dicembre 2025, nel Rapporto si analizzano posizionamento e andamento dei territori rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 tra il 2010 e l’ultimo anno disponibile, sulla base di circa 100 indicatori statistici. Decarbonizzazione dei trasporti, dissesto idrogeologico, rigenerazione urbana, qualità dell’aria, infrastrutture verdi, politiche abitative e politiche di coesione, tra gli ambiti trattati.

    "Nel Centro Italia emergono segnali contrastanti. Alcune aree mostrano buone performance su economia circolare e parità di genere ma persistono ritardi su imprese e innovazione. Queste differenze indicano uno sviluppo non omogeneo anche all’interno della stessa Regione, per questo è cruciale rafforzare politiche a lungo termine mirate a colmare i divari e accelerare su inclusione, benessere e prosperità nell'interesse delle presenti e future generazioni", ha sottolineato il direttore scientifico dell’ASviS, Enrico Giovannini.

    Nello specifico, in relazione ai Goal dell’Agenda 2030, per il Centro Italia si evidenziano dunque progressi significativi su parità di genere e produzione e consumo responsabili (Goal 12), miglioramenti più contenuti su salute, istruzione, energia e lavoro, e segnali di peggioramento per obiettivi legati a povertà, acqua, disuguaglianze, ecosistemi terrestri e qualità delle istituzioni. Nel confronto con il dato nazionale, solo l’obiettivo relativo a città e comunità sostenibili (Goal 11) presenta livelli inferiori nelle Regioni del Centro, mentre numerosi Goal sociali ed economici mostrano performance migliori rispetto alla media nazionale.

    “Siamo orgogliosi di essere al fianco di ASviS nella seconda tappa di un percorso ideato per condividere dati solidi, analisi comparabili e indicatori territoriali, sui molteplici aspetti dell’agenda 2030 che possano orientare le politiche verso un cambiamento positivo concreto. Crediamo nel potenziale dell’Italia e nel valore di un approccio attivo e costruttivo alla sostenibilità. Come settore, vogliamo contribuire non solo con prodotti, ma anche con analisi, prevenzione, gestione del rischio. Lavoriamo insieme a istituzioni, associazioni, mondo della ricerca e società civile per aumentare la consapevolezza delle sfide da affrontare, ma anche di quelle buone pratiche che siamo sicuri potranno contribuire a rafforzare la resilienza del Paese e promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo”, ha concluso Letizia D’Abbondanza, Direttore Clienti e Comunicazione Esterna di AXA Italia.

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