Rivelazioni a orologeria, fatte cadere come una mannaia sull’immagine e la reputazione di Meghan Markle a pochi giorni dalla messa in onda dell’intervista a tutto campo che la duchessa di Sussex e il suo consorte Harry hanno registrato negli Usa e da cui Buckingham Palace teme ricadute d’imbarazzo inedite dai tempi dell’odissea della principessa Diana. A diffonderne i contenuti attraverso il Times sono le immancabili gole profonde della corte britannica, tempestive come non mai non solo nel rispolverare – con documenti e dettagli nuovi – accuse di presunto “bullismo” rivolte a Meghan nel 2018 dall’interno del staff reale; ma anche e soprattutto nel tirare fuori dai cassetti la vicenda di un compromettente regalo di nozze, un paio di vistosi orecchini, ricevuto a quel tempo dal sinistro principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e sfoggiato poi dalla duchessa giusto una ventina di giorni dopo l’uccisione del dissidente Jamal Khashoggi: delitto dietro il quale si sospetta ci sia stato proprio un ordine diretto del rampante erede al trono di Riad.

A dar credito al giornale di Rupert Murdoch, il materiale sarebbe stato fatto arrivare in redazione a tre anni di distanza dei fatti da ex collaboratori dei duchi decisi a far valere la loro ricostruzione del periodo trascorso “al servizio” dei Sussex, quando questi erano ancora membri attivi della famiglia reale prima della clamorosa decisione di sbattere la porta e trasferirsi in America. E quando il loro staff era ancora in comune con quello di William e Kate: fratello maggiore e cognata ormai apparentemente ai ferri corti con loro. Mentre secondo un portavoce di Harry e Meghan il Times si sarebbe prestato, né più né meno, a dare spazio alla macchina del fango messa in moto da settori degli apparati di Buckingham Palace per cercare evidentemente di togliere in anticipo ogni credibilità alle parole (o alle polemiche) dei duchi ribelli attese dall’intervista all’anchorwoman dei vip Oprah Winfrey in programma il 7 marzo sulla Cbs.

Sia come sia, il palazzo mostra di prendere sul serio le cose, facendo sapere attraverso l’amministrazione della real casa di essere “molto preoccupato”, annunciando un’indagine interna sull’accaduto, invitando apertamente i sedicenti bullizzati e i testimoni a farsi vivi per deporre, condannando ogni eventuale “abuso sul lavoro” di corte. Mentre resta al centro dell’attenzione la polemica: in primo luogo la bufera sugli orecchini, che una fonte vicina a Meghan sostenne all’epoca le fossero stati “prestati”, senza dire da chi. E la cui provenienza viene ora ammessa, salvo precisare che quando la moglie di Harry li indossò – in occasione di un ricevimento alle Figi durante un tour in Oceania, appena tre settimane dopo l’eliminazione spietata di Khashoggi – non sapeva delle accuse mosse a MbS al riguardo.

Meghan, replica un portavoce, “è rattristata per questo ennesimo attacco alla sua persona“, a maggior ragione poiché “vittima di molestie” lei stessa, ma non si arrende. “Chiamando le cose con il loro nome – rincara – si tratta d’una deliberata campagna di discredito fondata sulla diffusione ingannevole di disinformazione tale da fornire un ritratto diffamatorio della Duchessa di Sussex. E non è una coincidenza che accuse vecchie di anni vengano passate in forma distorta ai media britannici poco prima dell’intervista in cui ella e il Duca hanno parlato apertamente e onestamente della loro esperienza negli anni recenti”. La guerra in casa Windsor sembra appena ricominciata.

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