Il video non ha lasciato adito a nessun dubbio; su YouTube uno dei due fa esplodere l’altro. Ma di chi stiamo parlando? Ma dei Daft Punk! Il duo francese, ieri, ha pensato bene di offrire al mondo la ferale notizia dello scioglimento. Ricordiamoli nei consueti nove punti di questo blog.

1. Trent’anni non sono pochi. Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter – i Daft Punk – sono stati il nome maggiormente rappresentativo del cosiddetto “French Touch”. Una corrente (?) musicale esplosa agli inizi degli anni ’90 in Francia. Chiare le radici. Sono, infatti, impossibili da sottendere le cangianti intuizioni seventies del Nostro Giorgio Moroder, ma c’è molto di più! Musica House, la Techno di Chicago, l’Acid-Jazz, mentre alcune reminiscenze Soul definiscono i dettagli di un genere in grado di conquistarsi nel mondo uno spazio tutt’altro che scontato.

2. Amici sin dai tempi della scuola, fondano la loro creatura nel 1993. A servizio di quel progetto, l’inossidabile passione nei confronti del rock e della dance; tuttavia, il Funk e l’Elettronica dettano il tempo. Il tutto si traduce in milioni di dischi venduti, 7 Grammy Awards, 2 Billboard Music Awards. Un risultato strabiliante se consideriamo “la risicata” produzione intercorsa tra il 1997 e il 2013: ad essere pubblicati sono soltanto quattro album ufficiali.

3. E hanno saputo dosare anche la loro immagine. Guy-Manuel dice a riguardo: “Io e Thomas abbiamo cercato di proporre una prospettiva diversa dall’essere musicisti e avere successo. Non ci siamo mai voluti esporre come solitamente accade nella storia del rock o nella musica in generale. Siamo piuttosto timidi e ci consideriamo dei produttori, non siamo dei performers”.

4. L’estetica, appunto. Dotandosi di caschi e tute hanno certamente definito una nuova modalità per apparire in pubblico. Modalità in grado di coniugare un’idea estetica precisa, con l’inviolabile desiderio di non appartenere allo star system: “Abbiamo deciso di nasconderci, di proporci attraverso un’immagine robotica. Vogliamo avere una vita regolare interagendo con le persone ogni giorno, prendere la metro, comprare il pane… È così da 20 anni, le persone lo hanno capito e ci hanno sempre supportato”.

5. Dopo l’uscita del singolo Da Funk, la cui clip è stata diretta da Spike Jonze, Thomas e Guy-Manuel hanno pubblicato il loro primo album, “Homework”, nel 1997. Per il sottoscritto rimane l’esempio più fulgido dell’intera discografia. Album che ha permesso loro di affermarsi. “Homework” include neanche a dirlo Around the World; forse il pezzo che più li caratterizza? Il culto impone che i Daft Punk siano “un’idea, un progetto da prendere in toto, e come tale, va sposato, altrimenti ‘sei fuori”.

6. Esiste un documentario ben costruito sulla loro storia, curato da Hervé Martin-Delpierre (Daft Punk, Unchained). Trattasi di un lungo elogio della formazione, nel quale ad essere ristabilite sono le tappe del percorso; dal loro gruppo rock al Lycée Carnot, a Parigi, fino ai Grammy Awards, negli Stati Uniti, nel 2014, per il loro album Random Access Memories.

7. Passo dopo passo, Hervé segue l’ascesa del duo, tornando indietro nel tempo mediante le testimonianze di chi ha condiviso con loro parte della carriera: il loro primo produttore ne parla come fossero figli, Giorgio Moroder arriva a cantare la genesi della sua collaborazione; Pharrell Williams e Kanye West, fedeli al loro personaggio, parlano solo di… loro stessi. Tutti però concordano su una cosa soltanto: Thomas e “Guy-Man” non lasciano nulla al caso. Dai contratti firmati con le etichette alla scelta dei microfoni di registrazione, ogni dettaglio viene controllato e applicato.

8. La parabola musicale dei Daft Punk è ora definita. Avranno probabilmente ritenuto il progetto giunto a fine corsa. Un grande merito da riconoscergli, onestà intellettuale a profusione, considerando che il mondo della musica Pop Rock si trascina prevalentemente entro corsi e ricorsi, reunion e celebrazioni. Non sono forse tali dinamiche il vero “Covid” della musica?

9. Il boato, l’esplosione finale di quel video e il progressivo allontanamento del “solo daftpunk” (stralcio del film Electroma del 2006) lasciano intatti memoria e sentimenti, così come ad essere integre restano alcune contraddizioni del duo. Come quella di nascondere i loro volti rifiutando lo star system ma collaborando con la Disney per la colonna sonora del film Tron: Legacy, uscito nel 2010. Oppure quella di accettare le riprese di un documentario sulla loro carriera ma rifiutandosi di partecipare.

Pace. Non è forse vero che in ambito musicale esiste una sola inconfutabile verità? Quella delle proprie contraddizioni.

Vi lascio con la consueta playlist dedicata al tema del post. La potete ascoltare gratuitamente su Spotify.

9 canzoni 9 … dei Daft Punk

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