Pepi Merisio, considerato uno dei più grandi fotografi italiani del secondo dopoguerra, è morto la scorsa notte a 90 anni nell’ospedale di Bergamo. Nato nel 1931 nel paese bergamasco di Caravaggio, Merisio ha imparato a stare dietro all’obiettivo da autodidatta. Con il suo sguardo etico e profondamente sacro, ha raccontato la società del Novecento, immortalando soprattutto le trasformazioni del mondo rurale e contadino. A renderlo famoso nel 1964 fu il suo reportage Una giornata con il Papa, pubblicato sulle pagine del settimanale Epoca, in cui mostrò – per la prima volta – il dietro le quinte della vita di Papa Paolo VI, con cui strinse un lungo rapporto privilegiato.

Mentre già pubblicava i suoi scatti su grandi riviste internazionali, Merisio dal 1964 rinsaldò la sua collaborazione con il Touring Club Italiano. Oltre che su Epoca, le sue fotografie sono apparse su Camera, Réalité, Photo, Maxima, Famiglia Cristiana, Stern e Paris Match. Tra i principali riconoscimenti ottenuti, si ricorda: il New talent of Popular photography (New York, 1963), Premio Fermo Reportage Fotografico (Fermo, 1963), Premio Nazionale Fotoreporter italiani (Milano, 1964), Premio Internazionale Fotogiornalismo (Genova, 1965).

Nel 1988 Merisio viene inoltre nominato Maestro della fotografia italiana dalla Federazione italiana associazioni fotografiche (Fiaf), la quale nel 2007 gli dedica il volume Grandi Autori. Nel 1989, insieme ai due fotografi Fulvio Roiter e a Gianni Berengo Gardin, Merisio rappresentò l’Italia nel volume commemorativo dei 75 anni della Leica. Sono più di cento i volumi fotografici pubblicati a sua firma. Nel 2008 il ministero degli Affari Esteri ha incaricato il grande maestro bergamasco di allestire la mostra fotografica “Piazze d’Italia” da esporre nelle principali capitali europee e nel 2011 è stato invitato alla 54esima Biennale di Venezia.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

È stato un artigiano italiano ad inventare i libri come li conosciamo oggi

next
Articolo Successivo

Dall’arte all’informazione, a Roma i Freetime Award per chi si è distinto durante la pandemia. Tra i premiati Vanzina e Eleonora Daniele

next