È ormai un caso politico la vicenda della piattaforma di trading on line Robinhood, che la settimana scorsa ha per alcune ore limitato gli acquisti di azioni di GameStop e altre società, suscitando le proteste di centinaia di piccoli investitori – e il sospetto che l’azione fosse provocata dalla volontà di proteggere gli interessi di un certo numero di grandi hedge funds. Il caso non riguarda a questo punto soltanto il Congresso. È infatti l’amministrazione Biden a essere posta di fronte alle questioni delle manipolazioni del mercato, e di cosa dovrebbe o non dovrebbe essere legale in termini di speculazione finanziaria.

Wall Street contro Main Street. Avidità della grande finanza. Sono diverse le definizioni che in queste ore vengono utilizzate per interpretare quanto successo. I fatti sembrano in effetti alimentare alcuni sospetti. Un gruppo di piccoli investitori, collegati attraverso un message board di Reddit, ha cercato di far salire il prezzo delle azione di una catena di negozi specializzati in videogame, GameStop. L’azione è stata giustificata dalla decisione di alcuni hedge funds di scommettere sul crollo di quelle azioni. Colpito duramente dal rialzo del valore delle azioni GameStop, l’hedge fund Melvin Capital è stato costretto a ricevere un sostegno finanziario di emergenza da parte di Citadel LLC. Di qui l’iniziativa di Robinhood, che ha interrotto lo scambio di azioni sulla propria piattaforma. A molti l’operazione è apparsa strana e pilotata, volta a sacrificare gli interessi dei piccoli investitori a vantaggio dei grandi hedge funds. Robinhood ha infatti interessi comuni con Citadel Securities, che è parte dello stesso impero di Citadel LLC (governato dal plurimiliardario Ken Griffin).

È questo intrico di interessi poco chiari e di potenziali alterazioni delle regole del mercato che ha messo sull’allerta deputati e senatori, soprattutto democratici. Elizabeth Warren, da sempre molto attiva sulla questione, è stata estremamente critica. “La SEC (Security and Exchange Commission, l’istituzione che veglia sul sistema bancario nazionale e protegge gli investitori) non ha mai davvero definito cos’è la manipolazione di mercato – ha detto Warren -. E quello che ora ci ritroviamo è un casinò”. Alexandria Ocasio-Cortez ha definito “inaccettabile” la decisione di bloccare la contrattazione dei piccoli investitori, lasciando invece le grandi società di hedge funds a scommettere indisturbate. “C’è bisogno dell’indagine di una commissione d’inchiesta“, ha spiegato AOC, che fa parte del Financial Service Committee. Sul fatto che i miliardari degli hedge funds trattino il mercato azionario “come il loro parco giochi, sequestrano la palla non appena si trovano a perdere”, ha insistito un altro democratico, il californiano Ro Khanna.

Per una volta d’accordo con i democratici, si sono trovati diversi repubblicani, soprattutto quei settori che in questi anni di trumpismo hanno più strombazzato un messaggio populistico e anti-élites. “Wall Street sta cercando di mettere il silenziatore a Main Street”, secondo il senatore del Kansas Roger Marshall. Mentre “completamente d’accordo” con Ocasio-Cortez si è dichiarato un altro senatore tra i più conservatori, Ted Cruz del Texas. Proprio Cruz in questo momento è tra l’altro impegnato in un durissimo scontro politico con AOC: lei lo accusa di avere attentato alla sua vita appoggiando gli assalitori del Congresso il 6 gennaio. Nello specifico del mercato azionario, le vedute dei due però convergono. Poco ottimista sulla conclusione della vicenda, per tutti gli attori, è invece un altro senatore, il repubblicano della Pennsylvania Pat Toomey: “Finirà male per molti. È una bolla”, spiega.

Come si diceva, il caso richiede forme di intervento che vanno oltre la semplice inchiesta parlamentare. Cosa fare di fronte alla speculazione finanziaria organizzata è un tema che deve essere affrontato a livello federale, dalla nuova amministrazione di Joe Biden, in particolare dal nuovo segretario al Tesoro Janet Yellen. A complicare la vicenda c’è però un fatto. Yellen, a partire dal 2019, ha ricevuto 7,2 milioni di dollari in speaking fees, in cachet per consulenze e conferenze, da una lunga lista di corporations, tra cui diverse banche e società di investimenti. Una di queste è proprio Citadel, da cui Yellen ha ottenuto 810mila dollari per due discorsi e una serie di “webinars”. Nel concreto, Yellen potrebbe ricusare se stessa dall’indagine su Citadel, ma questo potrebbe ripetersi per vicende che riguardano altre corporations – e potrebbe ingenerare nell’amministrazione un forte imbarazzo. Che senso ha infatti avere un segretario al Tesoro costretto a tirarsi fuori da alcune delle questioni più calde relative ai meccanismi di funzionamento del mercato finanziario? Ma, d’altro canto, quanta fiducia possono riporre gli utenti di Robinhood e gli investitori di GameStop nell’inchiesta di un segretario al Tesoro che ha ricevuto migliaia di dollari dal soggetto la cui condotta si trova al centro dell’inchiesta stessa?

Yellen è stimata per la sua imparzialità, e in molti credono che le passate consulenze non influenzeranno le sue decisioni da segretario al Tesoro. Certo è che il milione di dollari che Yellen ha ricevuto per nove discorsi da Citi, e le altre migliaia in compensi per consulenze a Magellan Financial Group, UBS, Google, Goldman Sachs, Deloitte, Bank of America, Credit Suisse, BNP Paribas, Prudential, Barclays e molte altre sono la prova dei legami stretti, troppo stretti tra politica e finanza negli Stati Uniti. Non pochi funzionari dell’amministrazione Obama sono finiti per andare a lavorare per quelle società finanziarie il cui salvataggio proprio l’amministrazione Obama mise in piedi nel 2008 con l’ «Emergency Economic Stabilization Act». Questi legami sono anche quelli che hanno reso così difficile l’istituzione di regole davvero trasparenti ed eque per piccoli e grandi investitori a Wall Street. Per questo Elizabeth Warren ha chiesto alla SEC di “mostrare la spina dorsale” e intervenire. La SEC, in effetti, non dipende dal Tesoro e potrebbe, nello specifico, mostrare un’indipendenza che un potere politico così segnato dalla connivenza con la grande finanza non possiede più.

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