Anche BlackRock, il più grande fondo del mondo con circa 8mila miliardi di asset gestiti, si sarebbe tuffato a capofitto nella festa (o mattanza se si sta dall’altra parte) del titolo GameStop. Sull’azione della catena di punti vendite di videogiochi si è innescata da giorni una battaglia speculativa che vede contrapporsi hedge fund ribassisti da un lato e piccoli risparmiatori che si organizzano sui social media, e quindi fanno massa critica, dall’altro. Una sfida a colpi di “opzioni” che hanno l’effetto di fare volare o crollare i titoli coinvolti nel giro di pochi minuti. A quanto si apprende Blackrock sarebbe in possesso di circa 9 milioni di azioni di Gamestop, il 13% del totale, che nelle ultime due settimane hanno guadagnato più del 700%. Ai valori odierni la partecipazione vale 2,6 miliardi di dollari, sarebbe stata acquistata a 173 milioni. Per Blackrock significa una plusvalenza di 2,4 miliardi di dollari. Dall’altra parte della barricata si conta invece la prima vittima illustre. Il fondo speculativo Melvin Capital che aveva fatto forti scommesse sul ribasso del titolo GameStop e che è stato costretto a chiudere la sua posizione con una perdita di quasi 4 miliardi di dollari.

Mentre infuria la battaglia finanziaria alcune banche stanno iniziando a introdurre limitazioni alle operazioni su GameStop e altri titoli oggetto dello stesso tipo di speculazione. Una mossa che non mancherà di sollevare polemiche.

In mattinata Blockbuster ha registrato un balzo del 750%. I più giovani Blockbuster non sanno nemmeno cosa sia (era una catena internazionale di negozi per il noleggio di dvd e videogiochi, spazzata via dal mercato con l’avvento dello streaming, ndr). Ma questo è proprio quello che serve: titoli che valgono pochi centesimi, di società moribonde o già defunte. Titoli su cui i fondi speculativi hanno da tempo avviato le loro scommesse al ribasso utilizzando strumenti finanziari come le opzioni. C’è Blockbuster ma ci sono anche Blackberry, Express Inc, Amc entratainment e soprattutto GameStop (+ 1.500% da inizio anno), catena di negozi di videogiochi. Cosa sta accadendo ora? Succede che legioni di piccoli risparmiatori, delle “gang” dei mercati, si coordinano attraverso social media come reddit o TikTok e iniziano a spingere al rialzo questi titoli. A indicare obiettivi e strategie ci sono leader virtuali come tal “Roaring Kitty”, gli altri seguono, più o meno consapevoli di quello che stanno facendo e dei rischi che stanno correndo.

La massa critica è tale che questi gruppi di piccoli investitori riescono a contrastare la pressione al ribasso dei fondi speculativi. L’uso di opzioni amplifica l’intensità dello scontro, con variazioni del valore dei titoli coinvolti di decine di punti percentuali in pochi minuti. Una vittoria di tanti piccoli Davide che si uniscono contri pochi grandi Golia? In un certo senso sì. Il timore è però che molti dei piccoli risparmiatori coinvolti non si rendano conto del rischio insito in questo tipo di operazioni, solitamente condotte da operatori professionali. Il rovescio della medaglia dei giganteschi guadagni in pochi minuti è, sempre, la possibilità di perdere tutto nello stesso intervallo di tempo. Basta distrarsi un attimo. Intanto iniziano ad alzarsi voci che chiedono ai regolatori come la Sec statunitense (l’equivalente della nostra Consob) di intervenire. Un po’ come se il bullo della scuola andasse dalla maestra per chiederle di difenderlo dai più piccoli della classe che si sono coalizzati contro di lui.

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