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Ciaspolata “bloccata” nelle Marche: il governo lo consente, ma i partecipanti non mostrano l’autocertificazione ai vigili temendo la multa

Come chiarito nelle Faq del governo, nelle zone gialle o arancioni "è possibile recarsi in un altro Comune, dalle 5 alle 22, per fare attività sportiva solo qualora questa non sia disponibile nel proprio Comune, purché si trovi nella stessa Regione o Provincia autonoma". Ma l'interpretazione ha suscitato dubbi e così il gruppo di venti persone che, il 30 gennaio alle pendici del monte Nerone, si era dato appuntamento con la guida naturalistica, davanti ai controlli della pattuglia locale ha fatto dietro front
Ciaspolata “bloccata” nelle Marche: il governo lo consente, ma i partecipanti non mostrano l’autocertificazione ai vigili temendo la multa
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L’ultimo Dpcm del 16 gennaio non lo prevederebbe, ma le Faq del governo hanno chiarito il punto: nelle zone gialle o arancioni “è possibile recarsi in un altro Comune, dalle 5 alle 22, per fare attività sportiva solo qualora questa non sia disponibile nel proprio Comune, purché si trovi nella stessa Regione o Provincia autonoma”. Un’ interpretazione alla regola, pubblicata sul sito ufficiale del governo, che il 30 gennaio a Serravalle di Carda nelle Marche ha sollevato più di un dubbio. Come riporta Il Resto del Carlino, lo scorso sabato venti persone si sono date appuntamento alle pendici del monte Nerone, in provincia di Pesaro-Urbino, per ciaspolare. La guida naturalistica, Gianluca Dormicchi, dalle 9 di mattina ha condotto il gruppo fino alla cima del monte. Ma, al momento di salire in auto, i partecipanti sono stati fermati da tre vigili urbani che hanno chiesto loro l’autocertificazione, avvisando che “la legittimità di uscire dal proprio Comune per fare una ciaspolata sarebbe stata valutata dalla prefettura”.

Il gruppo, quindi, credendo di rischiare una multa da 400 euro, non ha firmato alcuna autocertificazione e ha fatto dietro-front. “Un ingiusto e brutto episodio che annulla tutte le belle parole spese sull’importanza del turismo di prossimità e della sicurezza dello sport all’aria aperta che in questo periodo dovrebbe sostenere il morale di una nazione piegata dall’epidemia e promuovere la tutela della salute e il benessere psicofisico delle persone”, ha spiegato al Resto del Carlino Dormicchi. “Io sono convinto di essere nel giusto – ha ribadito la guida – ma se ognuno interpreta la norma a modo suo è la fine”.

Diversa la versione fornita dal comandante della polizia locale, Davide Felice, in merito all’episodio: “Le colleghe presenti sul posto in servizio anti assembramento hanno chiesto l’autocertificazione per chi era uscito dal proprio Comune. Ma nessuno voleva fornirla. Noi eravamo lì per constatare la veridicità tra quanto dichiarato e la pratica. Non avendo voluto dichiarare nulla, sono andati via. Se avessero dichiarato e poi fatto veramente la ciaspolata non avrebbero avuto nulla da temere”.

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