Continuiamo ad essere al centro della scena internazionale per la sanità. Non, come ci fanno credere i nostri politici, per essere i migliori; ma per essere i più criticabili.

Per la pandemia a livello nazionale siamo ancora il Paese con il maggior numero di morti per numero di abitanti, a causa di scelte politiche che hanno distrutto il nostro Sistema Sanitario Nazionale. Abbiamo dato troppo spazio al privato, senza controllarlo, e abbiamo ridotto la medicina territoriale a medicina di controllo della spesa sanitaria pubblica, snaturando la sua funzione di vicinanza al cittadino (quanti di voi hanno avuto difficoltà a farsi prescrivere una risonanza o un esame sentendovi quasi dei ladri di soldi pubblici?).

Non parliamo del nostro ministro della Salute che mai ha voluto rispondere alle domande su Ranieri Guerra e sul mancato aggiornamento del piano pandemico, risalente al 2006, che ci avrebbe potuto far risparmiare 10.000 morti! Non parliamo di Domenico Arcuri che ha firmato un accordo con Pfizer che secondo me non viene rispettato, con tagli evidenti e con motivazioni allarmanti!

A livello locale lombardo (un sesto della popolazione italiana), come ho scritto nel mio ultimo post, certamente non siamo messi meglio: la Regione con ‘la migliore sanità’ di formigoniana memoria ha fatto acqua da tutte le parti nel caso emergenziale che ci ha colpito. L’assessore Giulio Gallera viene sostituito nei giorni scorsi da una signora che in sanità non ha certo nessun tirocinio o specializzazione, ma ci vede bene per andare a braccetto con Pil, soldi, privati ecc.

Letizia Moratti ha esordito nel suo nuovo incarico dicendo che il numero di vaccini inviati alle regioni deve essere messo in relazione anche al Pil. Come dire: più produci, più hai diritto ad essere curato e salvato!

Mi vergogno di appartenere ad una Regione, facendo il medico, che ha un assessore così. Credo debba tornare immediatamente a sfogliare quel libro scritto dai padri costituenti, la nostra Costituzione, che all’articolo 32 recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Glielo dico subito: liberi quella sedia, non abbiamo bisogno di chi parla a vanvera e si corregge per continuare a rimanere seduta su una sedia che non deve appartenerle per nessuna ragione.

Questo “prima a me”, cara coppia Moratti-Fontana, è pericoloso per la salute mondiale perché ottiene, come prima risposta, la salita dei prezzi che certamente non comporta l’interesse della collettività, ma solo delle aziende private produttrici di farmaci.

Occorre una rivoluzione pacifica, senza “turarsi il naso” né chiudere gli occhi!

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