Jovanotti e la compagna Francesca Valiani hanno vissuto mesi di paure e angoscia al fianco della figlia Teresa Cherubini. A soli 23 anni la ragazza ha dovuto lottare contro il linfoma di Hodgkin. Una malattia vissuta nel massimo riserbo e in silenzio fino ad oggi per annunciare con felicità e un gran sospiro di sollievo che tutto si è risolto per il meglio. Jovanotti ha condiviso sui social il lungo post Instagram della figlia con poche parole: “Oggi la mia Teresa ha voluto raccontare la sua storia degli ultimi sette mesi. Ieri gli esami di fine terapia hanno detto che la malattia se n’è andata, oggi per noi è un giorno bellissimo, lei è stata pazzesca,vi copio qui il suo post di IG”.

Il post di Teresa che comprende una foto prima della sua lotta contro il male e al termine con i capelli rasati inizia così: “Per gli ultimi sette mesi ho tenuto un segreto, faccio fatica a raccontare una storia prima di conoscerne la fine.Il 3 luglio 2020 mi è stato diagnosticato un linfoma di Hodgkin, un tumore del sistema linfatico. Tutto è iniziato ad agosto del 2019 con uno prurito alle gambe. Non ci ho dato peso pensando che sarebbe andato via con il tempo, ma non è stato così. I mesi passavano e non faceva che peggiorare. A giugno 2020 si era sparso per tutto il corpo, non riuscivo a dormire più di un paio d’ore a notte, avevo la pelle piagata. Quando mi si é ingrossato un linfonodo sono il braccio ho capito che era qualcosa di più serio e questo ha portato finalmente ad una diagnosi e ad un piano di cure. In questi ultimi mesi ho fatto 6 cicli di chemioterapia seguita dai meravigliosi dottori ed infermieri dell’Istituto Europeo di Oncologia a Milano”.

Poi la decisione di radersi i capelli: “La chemio non mi ha fatto cadere i capelli del tutto, ma il 9 dicembre dopo l’ultimo trattamento ho deciso di rasarmi come segno di un nuovo inizio. Dopo mesi di ansie e paure la storia è finita, e posso raccontarla, perché da ieri, 12 gennaio 2021 sono ufficialmente guarita”.

Teresa ha ringraziato uno per uno tutte le persone che l’hanno aiutata in questo difficile percorso: “Sono stata incredibilmente fortunata ad avere una famiglia, amici e team di medici spettacolare che mi hanno seguito e aiutato durante tutti questi mesi. Vorrei tanto ringraziare le persone che allo IEO si sono prese cura di me e di chi si trova in una situazione come la mia. Sono persone spettacolari. Il prof Paolo Veronesi (professor Paolo Veronesi) che mi ha operato. Il Prof Corrado Tarella primario di oncoematologia e il suo staff, tra loro la meravigliosa Dottoressa Anna Vanazzi e suoi collaboratori. Gli infermieri e le infermiere Alice e Lucia, i radiologi, tutto il personale dell’ospedale, GRAZIE! Ed ovviamente, un grazie speciale ai miei genitori, Lorenzo e Francesca che ci sono sempre stati”.

Infine una considerazione personale che Teresa ha voluto condividere con tutti: “Per un certo verso il cancro è una malattia molto solitaria, ma il supporto di chi ti sta vicino è fondamentale per superarla, io non ce l’avrei fatta senza di loro. La paura non è andata via, e ci vorrà del tempo perché possa fidarmi di nuovo del mio corpo, ma non vedo l’ora di ricominciare a vivere”.

La Fondazione AIRC per la ricerca contro il cancro sul suo sito ufficiale spiega che il linfoma di Hodgkin è un tumore del sistema linfatico, relativamente raro ma uno dei più frequenti nella fascia di età tra i 15 e i 35 anni. “Nella gran parte dei casi il primo sintomo del linfoma di Hodgkin è un ingrossamento dei linfonodi, soprattutto di quelli della regione cervicale. – spiega l’Airc – È comunque importante ricordare che nella maggior parte dei casi la presenza di linfonodi aumentati di volume non è legato alla presenza di un linfoma ma a un’infezione. Come già ricordato, altri sintomi più generici del linfoma di Hodgkin comprendono febbre persistente, sudorazioni notturne, perdita di peso e prurito. Meno specifici, ma comunque da non trascurare sono la stanchezza e la mancanza di appetito. Se la malattia riguarda i linfonodi presenti nel torace si possono manifestare anche tosse, dolore al petto e difficoltà respiratorie. Non è possibile riconoscere fattori di rischio specifici per il linfoma di Hodgkin e quindi non è possibile prevenirne l’insorgenza”.

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