Le “Abissine”, le “Tripoline” e le “Bengasine“. Sono alcuni dei nomi scelti dal pastificio La Molisana per i loro formati di pasta e che nelle ultime ore hanno scatenato le polemiche sui social. Al centro della bufera ci sono soprattutto le descrizioni – prontamente cancellate dall’azienda – che erano affiancate ai vari formati. “Negli anni Trenta l’Italia celebra la stagione del colonialismo con nuovi formati di pasta”, si leggeva sul sito, dove si parlava di prodotti dal “sicuro sapore littorio” e “sapore coloniale“, che evoca “luoghi lontani, esotici”. Sono migliaia gli utenti sui social che hanno trovato in queste parole una disturbante evocazione del colonialismo italiano, periodo controverso e storicamente connesso al fascismo. “Una storia di violenza e crimini contro l’umanità non può essere usata come slogan per vendere della pasta”, scrive un utente su Twitter, dove l’hashtag è andato in tendenza con quasi 7mila menzioni.

Rossella Ferro, la responsabile marketing de La Molisana, ha voluto precisare la mancanza di qualsiasi intento celebrativo, attribuendo l’episodio a uno “spiacevole errore nel non ricontrollare le schede dei prodotti affidate all’agenzia di comunicazione” che si è occupata dello storytelling, ha detto a Repubblica. In mattinata sono arrivate anche le scuse dell’azienda, che ha dichiarato che cambierà i nomi incriminati, prendendo spunto dalla forma della pasta, che richiama una conchiglia. Tra l’altro, proprio ‘shell’ (conchiglia) è il nome che viene dato all’estero alle ‘Abissine’. “Ci scusiamo per il riferimento riguardante il formato di pasta ‘Abissine rigate’ che ha rievocato in maniera inaccettabile una pagina drammatica della storia”, hanno detto i responsabili del pastificio La Molisana di Campobasso. “Cancellare l’errore non è possibile, ci impegniamo a revisionare il nome del formato in questione attingendo alla sua forma naturale”.

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