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Parigi, nuove proteste contro la legge che vieta di filmare i poliziotti in azione: scontri tra i black block e gli agenti – LE IMMAGINI

Nella capitale francese la manifestazione di protesta contro l'articolo 24 della legge sulla "sicurezza globale": lungo il percorso del corteo verso place de la République parecchie auto sono state date alle fiamme. Inoltre si vedono vetrine bruciate, cassonetti e materiali di cantiere incendiati
Parigi, nuove proteste contro la legge che vieta di filmare i poliziotti in azione: scontri tra i black block e gli agenti – LE IMMAGINI
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Scontri a Parigi lungo il percorso della manifestazione di protesta contro la legge sulla “sicurezza globale“. Secondo il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, almeno 22 persone sono state fermate. Il corteo pacifico che era diretto verso place de la République è stato spaccato a metà dall’azione dei black block, almeno 400-500, che hanno dato alle fiamme diverse auto, bruciato vetrine e appiccato incendi a cassonetti e materiali di cantiere. Ci sono stati scontri tra i manifestanti violenti e la polizia. Inoltre i pompieri sono dovuti intervenire nella zona di place Gambetta dove, secondo la prefettura, “è in corso un grosso incendio“.

La protesta riguarda l’articolo 24 della legge, che prevede il divieto di “diffondere video o fotografie dei poliziotti in azione” con pene fino a un anno di carcere e multe di 45mila euro per i trasgressori. Il testo è accusato di violare “la libertà di stampa, di espressione e di manifestazione” oltre a prevedere “strumenti di sorveglianza di massa”. Dopo le proteste dello scorso fine settimana, il presidente della Repubblica Emmanuel Macron ha annunciato pochi giorni fa una modifica del provvedimento per evitare che la situazione precipiti in un momento già particolarmente difficile a causa del Covid. Questo però non è bastato a placare le tensioni, per via dei recenti episodi di violenza della polizia. L’ultimo, una decina di giorni fa, il pestaggio da parte di tre poliziotti di un produttore musicale nero a Parigi. I responsabili sono sotto inchiesta, in stato di custodia cautelare.

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