Oggi vi porto a Milano. Non la Milano da bere, la Milano business e affari, la Milano rossonera e nerazzurra. Oggi vi porto nella Milano di carta. Precisamente a via Scutari. Lo so che la toponomastica non vi dice niente, ma in quella traversa di via Padova c’è un angolo magico dove riposano draghi sputafuoco, folletti e nani. Vi porto nella casa della letteratura fantastica, nella libreria indipendente Il Covo della Ladra.

Pochi metri quadri fanno da cornice a centinaia di libri. Libri scelti con cura da una libraia moderna, europea, social, innovativa, acculturata: Mariana “Winch” Marenghi. Mariana ha deciso di puntare sul fantasy, sui gialli, sui noir, sui thriller. La sua è una libreria che ha il sapore di una casa. Niente neon e forex, vecchi mobili sono l’arredo di uno spazio che profuma di bacche, incantesimi, bacchette e pozioni magiche. Uno spazio che nasconde indizi, segreti, prove e qualche arma del delitto.

Una libreria vera, dove la libraia ti offre pure del buon tè, dove la gente passa anche solo per salutare, per far due chiacchiere. Una bottega d’altri tempi. Mariana dirige Il Covo della Ladra dal 2016, ha ribaltato la sua vita, e da social media manager è passata al mondo dei libri. Mariana credo sia una delle libraie più preparate d’Italia e anche una delle più seguite sui social. Le sue dirette, i suoi post, i suoi consigli sono confezionati ad arte. Mariana è riuscita e connettere la fisicità della libreria con la piazza virtuale.

Arriva nelle case della gente e fa girovagare la gente tra gli scaffali della sua libreria. Un bookshop di quartiere con consegne a domicilio si fonde con i tour virtuali che Mariana organizza con il suo smartphone. Un mix vincente dove modernità e mobili auto-costruiti si incastrano alla perfezione. Il Covo della Ladra rappresenta, nella costellazione delle infinite, ripetitive e sempre uguali librerie milanesi, una mirabile eccezione.

Varcando la soglia della libreria si può ascoltare il sibilo delle frecce degli elfi e il borbottio dei nani, i cavalieri di draghi e i detective col panciotto. Mariana è una libraia che non ha avuto paura di schierarsi, di prender parte, di specializzarsi, in un mondo iper-generalizzato.

Il Covo della Ladra è una libreria indipendente nel più profondo senso del termine. Indipendenti sono le sue proposte, indipendenti sono i suoi pacchi in carta avana, firmati a mano con tanto di timbro, indipendenti i suoi canali social, i quali propongono temi, saghe e casi come mai nessuno in Italia.

Il Covo della Ladra è una bella realtà italiana, dove ancora una volta a regnare è una donna, facente parte di una nuova generazione di libraie che veramente sta ribaltando l’ammuffito e patriarcale mondo dell’editoria italiana. Se passate da Milano andate dalla Winch. Andateci senza fretta, senza idee, senza wishlist. Andateci e lasciatevi consigliare dopo un buon tè.

Riscopriamo il valore del libraio, il quale non risponde ad algoritmi, non è la somma delle stelline e dei commenti degli acquirenti. Il libraio è una testa pensante, ma soprattutto ha un cuore di carta e inchiostri, proprio come Mariana che ha avuto il coraggio di credere nei propri sogni.

Quando invece di rimpiangere le serrande abbassate sosterremo veramente le librerie di quartiere sarà troppo tardi. C’è bisogno di una legge adeguata subito, così come hanno fatto in Francia. Non sarà il 5% di sconto della nostra ultima miope legge editoriale a salvare i covi di carta in giro per lo stivale.

La palla passa ai lettori, che non devono avere il gravoso compito di scegliere tra le librerie fisiche e Amazon, ma devono premere affinché la politica non cancelli luoghi dove è ancora possibile parlare di libri, sorseggiare tè americano e ascoltare il canto dei draghi in amore.

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