Non uno ma due album per Mina che puntuale, come ogni anno con l’avvicinarsi del Natale, torna a farsi sentire attraverso le sue canzoni. Stavolta l’interprete ha deciso di dare il via a una serie di pubblicazioni (al momento ne sono previste sei) dell’opera “Italian Songbook”. Escono così “Cassiopea” e “Orione” (due delle 88 costellazioni del nostro cielo, l’una boreale e l’altra equatoriale), i primi due volumi della collana per un totale di 28 canzoni edite che spaziano dal 1975 (“L’importante è finire”) al 2018 (“Volevo scriverti da tanto”) e due brani mai interpretati da Mina. Una raccolta di cover, canzoni che in altri album non hanno avuto il successo sperato “schiacciati” da altri singoli, e soprattutto due classici mai incisi da Mina: “Un tempo piccolo” di Califano (interpretata dai Tiromancino nel 2005) e “Nel cielo dei bars” di Fred Buscaglione, una vera perla jazz. Due registrazioni che risalgono al primo lockdown in studio che evidenziano come la voce di Mina sia ancora intatta, calda e avvolgente capace di toccare tutte i colori della tavolozza della musica universale. Un vero e proprio progetto filologico di riordino e di riscoperta dell’immenso repertorio dell’artista. Una curiosità: per le due copertine Mauro Balletti, con Gianni Ronco, ha giocato sulla specularità e sul contrasto fra due colori, il rosso e il blu che evoca in qualche modo due doppi album storici della discografia dei Beatles.

Il Mina Fan Club ha censito quasi 1400 titoli in oltre 100 album del repertorio “miniano” e l’artista ha selezionato quelli che potevano in qualche modo legarsi in un racconto in musica. Tutte le registrazioni incluse in “Cassiopea” e “Orione” sono state riversate in digitale, editate, restaurate, rimasterizzate e rimixate con la continua, costante e attenta supervisione di Mina. Ad affiancarla come sempre il produttore Massimiliano Pani. “Abbiamo anche risuonato cinque canzoni per renderle più attuali – confessa Massimiliano – e tra queste ‘Almeno tu nell’universo’, ‘Canzoni stonate’ e ‘Una lunga storia d’amore’. Quando mia madre ha capito che la tv era cambiata, ha deciso di ritirarsi dalle scene e fare altro, concentrandosi su quello che fa meglio, ossia i dischi. Per tanti anni Mina ha prodotto album doppi, uno con cover e uno con inediti. Questo materiale che abbiamo raccolto ormai è irreperibile nei negozi. Dunque questo lavoro raccoglie questi pezzi per renderli disponibili a tutti”.

Abbiamo chiesto a Massimiliano Pani cosa è successo quando lo scorso anno, ancor prima che Amadeus fosse incoronato direttore artistico e presentatore del Festival di Sanremo, ha ventilato in una intervista a Il Messaggero l’idea che Mina potesse essere direttrice artistica della kermesse. Tanto che l’amministratore delegato della Rai Salini sempre a Il Messaggero aveva dichiarato: “Mina è Mina, e di fronte a un’apertura come questa manifesto tutto il mio interesse e quello dell’azienda. Chiamerò Massimiliano Pani nei prossimi giorni per dirgli che siamo ovviamente disponibili, per uno o più incontri, per ascoltarlo e ragionare sul futuro del Festival”. In Rai erano talmente interessati che nessuno ci ha mai chiamato”, chiude così l’argomento Massimiliano Pani.

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