Nuova picchiata per il mercato europeo dell’auto: dopo la lieve ripresa di settembre, nel mese di ottobre sono state immatricolate poco meno di 1,13 milioni di unità nell’area continentale (UE+Efta+UK), con un calo di circa 86 mila unità (-7,1%) rispetto a ottobre 2019. Ancora più grave il computo del periodo gennaio-ottobre: nei primi dieci mesi dell’anno, infatti, sono state registrate circa 9,7 milioni di nuove auto, in flessione del 27,3% rispetto al corrispondente periodo del 2019, quando erano state consegnate 3,6 milioni di unità in più.

La fotografia dei principali mercati del vecchio continente è impietosa: nel consuntivo gennaio-ottobre in Italia le immatricolazioni sono scese del 31%. Ha fatto peggio soltanto la Spagna (-36,8%), mentre il calo del Regno Unito è uguale a quello del Bel Paese (-31%). Va poco meglio in Francia (-26,9%) e Germania (-23,4%).

In Italia, esauriti gli incentivi dedicati alle auto con emissioni comprese fra 61 e 110 grammi di CO2 al chilometro, il mercato è tornato in stagnazione. “Un quadro che avevamo preannunciato, dove stenta a decollare anche la transizione energetica, perché nonostante l’Ecobonus, la fascia di emissioni 0-60 g/Km di CO2 è ancora ferma al 3% del mercato, con scarsi benefici ambientali, economici e fiscali”, sostiene Andrea Cardinali, direttore generale dell’Unrae, l’Associazione delle Case automobilistiche estere.

Senza contare che “da luglio a ottobre 2020 in soli quattro mesi, grazie agli incentivi ‘allargati’, sono state rottamate circa 125.000 vetture, mentre nei 15 mesi precedenti, con gli incentivi limitati alla fascia 0-60 g/Km, le rottamazioni sono state appena 7.000”, aggiunge Cardinali: “Senza la spinta alla rottamazione, che stimiamo abbia interessato il 70% delle auto incentivate nella fascia 61-110 g/Km, non solo avremmo avuto un minore introito IVA per lo Stato, ma non saremmo riusciti a liberare le nostre strade da decine di migliaia di auto inquinanti e poco sicure”. Da qui le richieste del settore affinché nella nuova Legge di Bilancio vengano inserite delle norme a sostegno dell’automotive, che siano in grado di sostenere il mercato nel corso del 2021.

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