Lo scorso marzo era andato al Covid Hospital di Boscotrecase, in provincia di Napoli, per affrontare in prima linea l’emergenza sanitaria. Antonio Casillo, chirurgo estetico con trent’anni di carriera alle spalle e medico di Pneumatologia, ha contratto il coronavirus in corsia mentre assisteva centinaia di persone affette dal Covid-19. E alla fine, come è accaduto a tanti colleghi, ha lottato per riprendersi e tornare dai suoi pazienti, ma non c’è stato niente da fare: è morto la sera del 12 novembre su un lettino della rianimazione dell’ospedale di Boscotrecase.
Casillo, 57 anni, originario di San Giuseppe Vesuviano, aveva studiato alla Federico II di Napoli per poi laurearsi in Chirurgia e Medicina estetica. Il 22 ottobre sui social si era espresso contro i ritardi del governo nella risposta all’emergenza sanitaria: “Non siete in grado di proteggere gli italiani”, era il post che aveva condiviso. Come tanti altri medici si è ritrovato a passare dal combattere la malattia in corsia ad essere ricoverato dopo essere stato contagiato: dopo alcune settimane nel reparto Covid, è stato trasferito in rianimazione, dove alla fine si è spento. “Un uomo buono e sempre disponibile, un amico, un professionista” lo ricordano sulla pagina facebook dell’ospedale Covid di Boscotrecase.
(Crediti immagine: Facebook)
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