Cinque uomini e una sola donna. Non c’è ancora l’ufficialità, forse proprio per le polemiche nate dalle prime indiscrezioni, ma dentro palazzo Raffaello, ad Ancona, sembra tutto già deciso: sarà questa, a meno di ripensamenti dell’ultimo minuto, la composizione della prima giunta scelta da Francesco Acquaroli, neopresidente della Regione. Poltrone che, però, come ha fatto notare la consigliera per le pari opportunità “nominata dal ministero del Lavoro come pubblico ufficiale per verificare e rimuovere situazioni di squilibrio di genere”, Paola Petrucci, si scontrano con lo Statuto regionale varato nel 2004 che promuove, appunto, “la parità di genere”.

Lo schema seguito dal neogovernatore, delfino di Giorgia Meloni, è quello della spartizione: tre assessorati alla Lega, due a Fratelli d’Italia e uno a Forza Italia, oltre all’Udc che avrà la presidenza dell’Assemblea legislativa. Sul tavolo per il Carroccio, appunto, i nomi di Mirco Carloni, pesarese, già consigliere regionale uscente, che avrà la delega alle Attività produttive e Internazionalizzazione, Filippo Saltamarini, maceratese, ex parlamentare, che dovrà guidare la Sanità, e quello dell’unica donna in lista, la fermana Daniela Tisi, che seguirà il settore Cultura e Turismo. In quota FdI, invece, ci saranno Guido Castelli, sindaco di Ascoli, che avrà la nomina di assessore al Bilancio e seguirà anche il difficile capitolo della ricostruzione post-terremoto, e Francesco Baldelli, ex sindaco di Pergola che seguirà le tematiche dell’Agricoltura. A FI, invece, andrà l’assessorato alle Infrastrutture e ai Trasporto, con il rappresentante anconetano Daniele Silvetti. Dino Latini, infine, in quota Udc, ex consigliere regionale ed ex sindaco di Osimo, avrà la poltrona di presidente del Consiglio.

“E la parità di genere?”, si chiedono in molti. Non pervenuta, almeno secondo le prime indiscrezioni. “Qualora non venga rispettato l’equilibrio di genere – ha minacciato Petrucci con una lettera rivolta al neopresidente – sarò costretta ad impugnare per illegittimità l’atto di nomina della Giunta con formale diffida legale e conseguenti azioni legali”. Petrucci cita, appunto, lo Statuto regionale del 2004 che, all’articolo 3. promuove proprio la parità tra uomini e donne sia per l’accesso alle “cariche elettive e negli enti” che per la nomina “negli organi e in tutti gli incarichi di nomina del Consiglio e della Giunta”. Ampio margine di scelta, quindi, al Presidente, che però, rimarca petrucci, dovrebbe “nominare gli assessori nel pieno rispetto del principio di un’equilibrata presenza di donne e uomini”.

I nomi ufficiali, secondo fonti, dovevano uscire già nella prima giornata di mercoledì, ma, viste le polemiche, è possibile che Acquaroli stia temporeggiando alla ricerca di nuovi nomi. Intanto per il prossimo lunedì, il 19 ottobre, è stato convocato il primo consiglio regionale: all’ordine del giorno anche la presentazione della nuova Giunta e del programma di governo.

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