Torna davanti ai suoi sostenitori, in Florida, e l’entusiasmo per il primo comizio di Donald Trump è al massimo dopo avere ricevuto la notizia che il suo tampone è negativo. Il presidente è arrivato all’aeroporto di Sanford, in Florida, davanti a una folla di fan che non smette di cantare ‘Four more years!‘. La ripresa della sua campagna elettorale sono 65 minuti di puro show, uno dei quelli a cui oramai il presidente americano ha abituato il mondo intero: “Sono guarito, mi sento più forte che mai, vi bacerei tutti, bacerei tutte le belle donne presenti, un bacio grande e grosso”, scandisce lanciando mascherine anti-covid ai supporter.

Il tampone negativo era quello che si attendeva da giorni. Certo, il test effettuato è di quelli rapidi, la cui efficacia nel caso del Covid non è del tutto provata, e per questo alimenta i dubbi di molti esperti. Il BinaxNow – scrive il New York Times – costa 5 dollari e funziona come il test della gravidanza. Ma è quanto basta a Trump per certificare il suo rientro in scena, un rientro alla grande nella speranza a tre settimane esatte dal voto di rimontare nei sondaggi dove risulta essere ampiamente dietro al rivale Joe Biden.

“Ora andiamo a vincere”, l’incitamento ai suoi, una marea di persone ammassate per lo più senza mascherina e senza il minimo rispetto del distanziamento sociale. Del resto, raccontano i testimoni, anche il presidente non indossava alcuna protezione sul viso quando è salito sull’Air Force One. “Così si mette a caccia di guai”, ha ammonito il virologo Anthony Fauci, mettendo in guardia dalla decisione di riprendere i maxi comizi in un momento in cui anche gli Usa vivono una seconda ondata di contagi.

Ma l’agenda di Trump per i giorni a venire è già fittissima di megaraduni, un vero e proprio tour de force: dopo la Florida la Pennsylvania, mercoledì sarà in Iowa e giovedì in North Carolina. Venerdì, quindi, di nuovo in Florida e in serata in Georgia. Al presidente non basta, e ai suoi fa sapere che da qui all’Election Day vuole più eventi al giorno, due-tre ogni giorno. Ostenta grande sicurezza ma sa che la strada è in salita. I principali sondaggi (anche se lui li definisce ‘fake’) danno Joe Biden sempre più avanti, anche di 10-11 punti a livello nazionale, e di quasi 5 punti nel complesso dei ‘battleground States’, gli Stati normalmente in bilico ma che stavolta appaiono in mano al candidato democratico.

Gli ultimi calcoli dell’Economist, poi, ribadiscono le previsioni fatte da altri nei giorni scorsi, con Biden che avrebbe il 91% di possibilità di vittoria del collegio elettorale, con almeno 347 grandi elettori dalla sua parte sui 270 necessari per conquistare la Casa Bianca. L’ex vicepresidente avrebbe anche il 99% delle chance di vittoria nel voto popolare.

Ma il ricordo del 2016 è ancora vivo, e i democratici non si fidano. Conoscono bene le capacità di recupero di The Donald, soprattutto nell’ultimo miglio. “È un irresponsabile, ha mentito e continua a mentire agli americani sul virus”, ha attaccato Biden. Intanto già dieci milioni di americani, secondo i dati della University of Florida, avrebbe espresso il loro voto: un record, dovuto soprattutto al boom del voto per posta in tempi di pandemia.

Al Senato nel frattempo si è svolta la seconda giornata di audizione di Amy Coney Barrett, la giudice cattolica conservatrice nominata da Trump alla Corte Suprema. “Sarò obiettiva e imparziale” e “non mi farò influenzare dalla mia fede religiosa”, ha assicurato, schivando però accuratamente le domande sull’aborto e sul destino dell’Obamacare. E negando di aver mai parlato di tali questioni col presidente: “Sarebbe una madornale violazione dell’indipendenza giudiziaria per me prendere impegni in questo senso”.

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