“Il suo volto fu lungo e il naso aquilino, gli occhi anzi grossi che piccioli, le mascelle grandi, e dal labbro di sotto era quel di sopra avanzato; e il colore era bruno, e i capelli e la barba spessi, neri e crespi, e sempre nella faccia melanconico e pensoso”. A questa descrizione di Dante Alighieri, universalmente consacrata nell’immaginario collettivo da Giovanni Boccaccio, si ispirò il pittore manierista Agnolo di Cosimo detto il Bronzino quando tra il 1532 e il 1533 l’intellettuale fiorentino Bartolomeo Bettini gli commissionò il ritratto postumo del Sommo Poeta. Le profetiche parole di Dante che aprono il Canto XXV del Paradiso“Con altra voce ritornerò poeta”inaugurano domenica 11 ottobre 2020 l’esclusiva esposizione del suo Ritratto allegorico, la lunetta dipinta da Bronzino oggi appartenente a una collezione privata fiorentina.

L’opera, già esposta agli Uffizi nel 2015, sarà visibile tutti i giorni su prenotazione fino al 31 dicembre nell’affascinante Pinacoteca della Certosa del Galluzzo a Firenze, cornice d’eccezione in cui arte e devozione, fede e cultura di un Rinascimento al crepuscolo s’intrecciano indissolubilmente al silenzioso scorrere dei secoli e degli stili. La mostra fiorentina taglia il nastro del ricchissimo programma di eventi che nel 2021 celebrerà i 700 anni dalla morte del nostro Sommo Poeta: l’iniziativa, ideata da Antonio Natali, già direttore degli Uffizi, con Alessandro Andreini, nasce sotto l’egida dell’Arcidiocesi di Firenze dalla Comunità di San Leolino, dall’Opera di Santa Maria del Fiore e dall’Opera di Santa Croce.

Tra naturalismo e astrazione, il Dante di Bronzino si scalda all’immortale fuoco della Poesia, la corona di alloro sul capo e lo sguardo assorto, rivolto alla montagna scalata a fatica del Purgatorio. Prima di entrare ufficialmente nelle divine grazie del granduca di Toscana Cosimo I e di congelare nella sua ritrattistica l’algido galateo e il potere della corte medicea tra gemme, broccati e superbe pelli diafane, Bronzino distilla limpidamente il viaggio dantesco nei tre Regni in questo ritratto preziosamente malinconico e ispirato: lontanissimo dal dinamismo tragico dei suoi maestri, Michelangelo e Pontormo, Bronzino è essenziale nelle forme e nei colori ma vibrante di lirismo tra mito e biografia. Il libro tra le mani del poeta si apre al Canto XXV del Paradiso, dal quale è tratto il verso che dà il titolo alla mostra: è questo il canto della speranza delusa, dell’attesa di fare ritorno al “bello ovile”, nella Firenze che l’aveva esiliato e che Dante guarderà da lontano, come nel dipinto della Certosa, fino alla fine dei suoi giorni. Ma è anche il Canto della speranza premiata, della fiducia nell’incoronazione per le sue fatiche poetiche, negatagli in vita dalla crudeltà dei fiorentini ma concessagli in morte dal buonsenso dell’Italia, quasi la stessa che 700 anni d.D. (dopo Dante) si specchia nei suoi versi: ancora “serva”, ancora “nave senza nocchiero” alla deriva, proprio come lui l’ha lasciata.

INFO MOSTRA
…con altra voce ritornerò poeta. Il Ritratto di Dante del Bronzino | Da un’idea di Antonio Natali
Dove | Pinacoteca della Certosa di Firenze, via della Certosa 1, Galluzzo, Firenze
Inaugurazione | 11.10.2020, ore 17 – Prenotazione obbligatoria, email certosadifirenze.eventi@gmail.com
Quando | 12.10.2020-31.12.2020
Giorni e orari di apertura | Tutti i giorni (esclusi lun e dom mattina), ore 10-12 e 15-18
Ingresso | 5 euro
In più | Alle ore 10, 11, 15 e 16 compresa la visita guidata alla Certosa
Web | www.certosadifirenze.it
Info e prenotazioni | certosadifirenze@gmail.com

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