Un bosco “difficile”, selvaggio, dove gli alberi sono fitti, il loro profumo è dolce e il presente è definito e chiaro. Una foresta fatata. È questo che vede Antonella Clerici quando si sveglia al mattino ed è questo che sente, più che vedere (quando si fa buio, il bosco è percezione non cartolina) prima di addormentarsi. Antonella Clerici. RaiUno più di RaiUno stessa. Conduttrice dai tanti successi e pure da qualche flop, incassato con noncurante consapevolezza. Ora, dopo due anni di stop, Antonella torna a casa, nella ‘sua’ fascia oraria (dalle 12 alle 13:3) con il nuovo È sempre mezzogiorno, dal 28 settembre. E in studio con lei ci sarà l’atmosfera di quel bosco che circonda la casa dove vive, ad Arquata Scrivia. Un luogo che l’ha cambiata e che le ha fatto ripensare anche a come fare televisione. Un modo di vivere che le ha fatto ritrovare il sentiero giusto, quello che costeggia il fiume e che porta sempre in salvo. Nel periodo prima del suo addio a La Prova del Cuoco, Antonella “non si riconosceva più”. Poi qualcosa è cambiato. E dopo un periodo di lontananza non solo dal mezzogiorno ma anche dalle prime serate, eccola. A casa.

Antonella, sta tornando nella sua fascia oraria dopo quello che sembrava un addio.
In me c’è una vena di follia. A volte penso “ma chi me l’ha fatto fare”. Quando due anni fa me ne sono andata non stavo pensando “vado via, provo a fare altre cose e poi ritorno”. Io non avevo alcuna intenzione di tornare, mi creda. Quello che volevo era fare una cosa dalla mia casa nel bosco. Lavoravo da un po’ a un’idea piccolina, a metà tra le dirette su Instagram durante il lockdown e una trasmissione vera e propria. Mi piaceva che una conduttrice potesse fare una trasmissione da casa sua. Pensavo anche a una cosa registrata, montata, non in diretta.

Poi però questa idea non è stata messa in pratica, almeno non nella sua forma originale. Che è successo?
Durante il lockdown mi ha chiamato Stefano Coletta (direttore di RaiUno, ndr) e mi ha chiesto se me la sentissi di riprendermi la “mia” fascia del mezzogiorno. Lui voleva fare una cosa nuova ma quando ho proposto un programma registrato mi ha detto che voleva una diretta. “Tu sei brava anche nel rapporto col pubblico”, le sue parole. Stefano aveva già in mente di fare dei giochi telefonici, per esempio, e non c’è altro modo se non la diretta. Con queste premesse e con l’emergenza covid-19, è stato automatico dover andare in studio, almeno per quest’anno. Fare una diretta da casa mia non era semplice, col numero di persone che sarebbero dovute venire lì. E così anche io ho accettato di andare in studio. La verità è questa. Tutti a dire “volevi tornare”, mentre io non ci pensavo affatto. Poi certo, mi ha fatto piacere che ci fosse questa considerazione ma le dico la verità: io ho firmato un contratto per un anno ed è la prima volta dopo tantissimo tempo. L’ho fatto proprio perché voglio mettermi alla prova.

Si trova a dover risollevare gli ascolti (a dir poco bassi) di ‘C’è tempo per’…
Hanno messo in quella fascia un programma non adatto. Capisco anche che si sono trovati in una situazione di difficoltà: io dovevo partire il 7 settembre ma non siamo riusciti per ragioni logistiche. Cominceremo piano piano e confideremo nell’affetto del pubblico.

Anche perché suo competitor principale è un programma forte, Forum.
Sì. Stamattina era al 17%. Programma forte, condotto benissimo: Barbara Palombelli è molto brava conosce bene il pubblico e sa dove ‘pescare’.

Lei però non è una che si spaventa: è stata capace di battere all’auditel ‘la corazzata De Filippi’ e più di una volta.
A me piacciono le sfide. A vincere facili sono capaci tutti. Per dirle, l’ultimo Sanremo Young avevo contro Uomini e Donne serale. Da una parte ero un po’ preoccupata perché Maria De Filippi è veramente molto brava, poi però mi sono detta “le sfide vanno accettate sempre”. Vuol dire che mi viene dato un valore. Quando giochi in serie A, giochi con i campioni e ti assumi i tuoi rischi.

Alla fine non vedremo la famigerata “villona” in campagna della quale hanno parlato molti siti e giornali…
Mi spiace che facciamo l’intervista al telefono. Prometta che un giorno si fermerà da me. Io non vivo in una villona ma in un posto che ha un po’ di magia. Poi vedrà, perché in trasmissione avremo immagini del mio bosco… Non del bosco di casa mia, intendo di quello che le sta intorno. È una casa che ha una spiritualità. È una fazenda dove c’è gente che lavora. È bella, certo, ma è rustica. E io porterò questo mio mondo naturista in trasmissione.

Quindi la vita di campagna le piace. Ermanno Olmi diceva che non avrebbe mai potuto svegliarsi senza trovarsi davanti il suo bosco.
Quando Vittorio (il compagno di Antonella, ndr) mi ha detto “io vivo in campagna, vieni?” ho risposto “ma tu sei matto”. Per me c’erano il mare e la città. Pensi che adesso siamo al punto che quando mi dicono di restare a dormire a Milano dico di no. Preferisco fare avanti e indietro ogni giorno e tornare a casa, perché mi ricarica. È una natura molto forte. E credo che questa serenità, questo mio equilibrio, dipendano anche da quel posto. Io sono una donna molto fortunata, le cose non mi capitano per caso: questo “fermo” che ho avuto sui serali, per esempio, alla fine mi ha fatto tornare più “centrata”.

Non ha sofferto per questa ‘panchina forzata’?
Guardi, no. Ho provato fastidio, più che altro. All’inizio ho detto “ma perché? Io che so fare il mio lavoro devo stare qui in panchina, per altro pagata: a me dà fastidio”. Io poi sono una che non “sfrutta” la Rai: se mi dicono che c’è da prendere una camicia chiedo la meno costosa, mi compro i trucchi da sola, insomma sono molto attenta e molto aziendalista da questo punto di vista. Quindi mi ha dato fastidio, perché so fare il mio lavoro. E poi non è che volessi la luna: volevo fare il mio Sanremo Young o una cosa simile. Però alla fine è successo qualcosa, in questo periodo, che mi ha cambiata. Ho fatto 15 anni di lavoro folle, sa quando ti vogliono tutti? Un po’ com’è stato per Carlo (Conti, ndr) e come adesso è per Amadeus: ci sono questi momenti nella vita di un conduttore dove sei al top e tutti ti “tirano per la giacchetta”. Alla fine ero spompata, conducevo a ‘tirar via’: quando rivedo le ultime puntate de La Prova del Cuoco non mi riconosco. Non vedo l’Antonella ironica, che si appendeva e faceva Wonder Woman con i bambini. Ero stufa, cercavo di semplificare le cose. Ora ho ritrovato la mia cifra: lo vede anche dal promo. Può piacere o meno ma rappresenta il mio modo di fare televisione.

Che modo è? E soprattutto, che modo non sarà mai?
A me piace fare una televisione leggera, dove si ride, si pensa e dove ogni tanto si dicono anche cose profonde e serie ma sempre con leggerezza e gentilezza. Non mi piace la tv arrogante, la tv della lite, della gara a tutti i costi. Sono più per le cose “di vita normale”. Voglio tornare a quel tipo di programma dove i “grazie” e la riconoscenza hanno un valore.

Il pubblico ha fatto di tutto per riaverla al posto della Isoardi? Le è dispiaciuto per Elisa?
Io e Elisa ogni tanto ci sentiamo. Non siamo proprio amiche anche perché in questo ambiente è molto difficile esserlo davvero. Io non ho niente contro di lei. La sfortuna di Elisa forse è stata quella di essersi trovata sulla mia strada per ben due volte (quando Antonella ha lasciato perché incinta e negli ultimi due anni, ndr). Nel primo caso credo sia stata una grande opportunità per farsi conoscere, era molto giovane e tutte e due le volte ha tentato di fare del suo meglio. Per certi versi ci è anche riuscita. Siamo due persone diverse, anche come carattere e di sicuro non le ha giovato fare un programma che aveva una forte personalità. Mi auguro che trovi una cosa che sia sua, che nasca con lei, come è stato per me quando, alla sua età, ho iniziato a fare La Prova del Cuoco. Credo che ora abbia una grande opportunità con Ballando.

Nel suo nuovo mezzogiorno si parlerà d’amore. La coppia “amore e cibo” non muore mai?
L’idea è quella di incontrarsi in cucina e parlare, chiacchierare. L’amore sarà affidato ad Angela Frenda che racconterà aneddoti… Che ne so Sofia Loren che cucina la pizza fritta per Carlo Ponti, mentre andiamo avanti a cucinare la ricetta. Tante storie d’amore sono nate in cucina o davanti a un piatto.

E la sua scelta di due anni da, quando ha seguito l’amore e lasciato Prova del Cuoco, è stata giusta?
Per me sì. Io ho avuto una lunga relazione con il papà di mia figlia, al quale dovrò sempre tutto perché mi ha dato Maelle. È stato però un rapporto molto complicato e io ho sofferto tanto. E se proprio in quel periodo ho avuto dei notevoli successi lavorativi è perché mi serviva una forma di compensazione. Adesso so con certezza che, sia per me che per Maelle, la scelta di venire a vivere ad Arquata Scrivia è stata vincente. Lei si è integrata in una maniera sorprendente anche se io me lo aspettavo, essendo nata in provincia. Vittorio è un signore di campagna, un grande uomo ma anche una persona semplice. Ci siamo proprio compenetrati: abbiamo lo stesso carattere aperto, solare, siamo due “da bicchiere mezzo pieno”. Lui mi sostiene, quando ho dei dubbi mi dice “tu sei brava, devi essere te stessa, recupera quella parte che avevi lasciato da parte e non fare le cose “un tanto al chilo”. Io ero arrivata a non ascoltare più, invece oggi, anche a livello autorale. ho ritrovato un mondo che avevo perso. Avevo perso il senso dell’ascolto, del consiglio. Vittorio mi ha aiutato a ritrovarmi.

Maelle è tornata a scuola. È preoccupata per l’emergenza covid-19 e per come il sistema scolastico riuscirà ad adattarsi?
Io credo che con il covid dovremmo comunque convivere. Le do tutte le istruzioni fondamentali, come l’uso della mascherina o il mantenere la distanza, ma senza crearle ansia. Certo, la provincia facilita le cose. Lei va nella scuola pubblica a Novi: il primo giorno sono entrati tutti ordinatamente in fila ma da tre portoni diversi, hanno aule molto grandi, con distanziamento tra i banchi. Per quanto riguarda la mia esperienza, non ho trovato alcun tipo di problematica. Certo, i ragazzi un po’ di disagio lo provano, soprattutto per la mancata vicinanza con gli amichetti. Ma possono vedersi fuori, rispettando le regole. La mia generazione ha avuto le Brigate Rosse, gli anni di piombo, loro hanno il covid e devono imparare a conviverci, senza ansie.

Torniamo alla tv. Ha accennato a The Voice, programma difficilissimo perché reduce da edizioni mai andate bene.
È molto difficile sì, soprattutto per me che sono abituata alla diretta. Il 18 dicembre, cioè la puntata che faremo live, sarà la cosa più semplice del mondo. Però so cosa voglio fare: il conduttore, in questi format, ha un ruolo marginale. Io vorrei avere invece un ruolo di racconto. The Voice senior è diverso, perché i senior non hanno velleità di diventare famosi. Vogliono vivere un momento unico nella loro vita. Io vorrei raccontarli: un ragazzo di 20 anni vuole sfondare della musica, un uomo over 60 vuole coronare il suo sogno. Spero che autori e produttori mi ascoltino: alla Freemantle ho detto “se vogliamo rifare questo programma dobbiamo dargli calore”. Io me ne frego della tonalità e della parte tecnica, questo per i concorrenti è un “premio di vita”.

Azzardo una “pre” critica: se la ascoltano, forse lei trovato il modo far funzionare un programma dato per spacciato.
Se fossimo in diretta, alla fine farei come mi pare e lo ‘plasmerei’. L’ho fatto tanto volte con Il treno dei desideri, per esempio. Essendo registrato… Cercherò comunque di starci molto dietro anche perché credo che Stefano Coletta condivida la mia idea. Lei sa che i format sono un po’ intoccabili ma io ci metterò le mani.

La vedremo a Sanremo?
Quest’anno no dai. Credo che Amadeus debba scegliere tutte donne di nuovo ma direi di no… Magari tra qualche anno.

E Sanremo? Il Festival lo vedremo?
Ma si. Io sono positiva e vedo la primavera come il superamento di tutto. Sanremo deve esserci e nella maniera tradizionale perché è anche tanto “contorno”. Amadeus saprà gestirlo al meglio.

Cosa le manca in questo momento della sua vita?
Niente. Ho tutto e anche di più. Non chiederei altro. Va benissimo così.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Irruzione a sorpresa di Rosario Fiorello a Ogni Mattina: “Parlate di genitori? Una volta mia figlia mi ha detto che…”. La gag in diretta

next
Articolo Successivo

Stasera Italia, Barbara Palombelli sbotta con Danilo Toninelli: “Chieda scusa”. Ecco cosa è accaduto

next