Al Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, alla Vicepresidente Elly Schlein, all’Assessore Mobilità e Trasporti Andrea Corsini, all’Assessore Ambiente Irene Priolo

Carissimi,

Siamo una famiglia con 4 figli e senz’auto, che da anni si sposta solo in bici, piedi, treni e bus, che non inquina e non sovraccarica di smog la pesante aria emiliano-romagnola. Da anni speravamo e chiedevamo la gratuità dei mezzi pubblici per bambini e ragazzi in Emilia Romagna con una petizione che aveva raggiunto più di 10 mila firme. Avevamo incontrato anche l’ex assessore ai trasporti, Raffaele Donini nel maggio 2018, che ci aveva assicurato una sperimentazione entro il 2020.

Nell’estate 2020 siamo rimasti amaramente stupiti dalla mancanza di Offerta Junior in Emilia Romagna (bambini gratis in tutta Italia meno che qui, scelta di Tper). Alle nostre proteste, ci diceste: “Tranquilli, che a settembre sarà tutto gratis per i bambini fino 14 anni.” E noi ci credemmo.

E invece… l’offerta è valida solo in base al percorso casa-scuola (magari anche fatto di domenica, ma pur sempre un percorso limitato). Nelle piccole cittadine di provincia come la nostra (Faenza), il bus locale è scomodo, raro e con poche linee. I miei figli a scuola ci vanno in bici. Il bus locale non passa davanti quasi nessuna scuola. In 10 anni lo abbiamo preso una volta. A cosa mi serve la sua gratuità?

Ho provato ad avere comunque questo abbonamento. Una complicazione unica! Devo indicare l’indirizzo della scuola, e in base a quello devo scegliere tra treni o bus, tra Tper o Start o Seta o Tep, tra tratta urbana o extraurbana. Se scelgo tratta urbana è valido solo dentro alla città, ma se le linee sono solo due, e rare, che cosa me ne faccio? Perché queste limitazioni? Avete mai sentito parlare dell’intermodalità bus+treno? Perché questo “spezzatino” confusionario?

Avete mai pensato al fatto che pochi sono i bambini che vanno a scuola in bus o in treno alle primarie e medie? Le scuole in genere sono vicine, di stradario (nel quartiere), e se si abita nel forese o in campagna c’è lo scuolabus (escluso però dalla gratuità e che alle famiglie costa davvero tanto).

Avremmo preferito treni gratis senza vincoli di tratta casa-scuola, senza scegliere tra l’uno o l’altro mezzo. Se la domenica voglio andare in gita a Parma o a Bologna, o a Rimini, perché i miei figli devono pagare? Per non parlare dei bimbi homeschooler, che sono esclusi da tutto.

E così noi continueremo a pagare per i nostri bambini come sempre. Gioele (12 anni) paga intero come un adulto in treno e in bus. Giona (10 anni) e Tobia (7 anni) pagano la metà in treno e biglietto intero in bus. Miriam ancora non paga ma tra un anno e pochi mesi, allo scoccare del quarto compleanno, inizierà a pagare anche lei. “Costa molto meno scarrozzare i bambini in auto” ci dicono tanti. Ma noi siamo convinti nelle nostre scelte e in auto non ci vogliamo andare (e non la vogliamo comprare).

Ma… quante famiglie saranno così determinate? L’ecologia non dovrebbe essere un atto di eroismo, ma la scelta più semplice ed economica. “Treni e bus gratis per tutti i bambini sotto 14 anni” avevate scritto, promesso, sbandierato ad ogni comizio, ma poi avete sottilmente ingannato elettori e cittadini, legando tutto al percorso casa-scuola.

Ricordo che in Lombardia i bambini fino a 14 anni non pagano su nessun mezzo pubblico, non si deve scegliere la tratta, non si deve scegliere il mezzo (treno o bus), non si è vincolati alla tratta casa-scuola, basta compilare un semplice foglio in stazione (“Io viaggio in famiglia Lombardia”). Un progetto sicuramente migliorabile, da implementare, ma molto più “universale” di quello emiliano-romagnolo! Oppure in Alto Adige c’è l‘Alto Adige Pass, valido per tutti i mezzi pubblici e tutta la regione, fino a 27 anni.

Chiedo infine, una buona volta, di mettere mano all’integrazione modale e tariffaria tra treni e bus. Spero che vogliate ascoltare questo appello!

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