Dopo la disponibilità della beta ufficiale, lo scorso giugno, è arrivato il momento del debutto per Android 11, l’ultima incarnazione del sistema operativo del robottino verde. L’OS è in distribuzione da oggi, ovviamente sugli smartphone Pixel di Google, ma anche per diversi modelli selezionati di Xiaomi, Oppo, OnePlus e Realme.

A differenza di quanto accadeva ancora qualche anno fa, anche se si tratta di una Major release, le novità, pur numerose, non sono eclatanti e non ne rivoluzionano l’usabilità. Il sistema operativo di Google infatti ha ormai raggiunto una certa maturità e a ogni nuova versione si lavora su aspetti di usabilità ma quasi mai sull’introduzione di funzioni rivoluzionarie.

Per installare Android 11 serviranno 1,72 GB di spazio libero, per cui se avete esaurito lo spazio sul vostro smartphone, vi conviene fare un po’ di pulizia e lasciare spazio al nuovo aggiornamento. Ma quali sono le novità? La nuova versione del sistema operativo introduce anzitutto nuove notifiche completamente riviste, con una divisione per categorie, cronologia di quelle ricevute e possibilità di cancellare anche quelle persistenti.

Inoltre, durante la registrazione di video, l’utente potrà scegliere di bloccarle temporaneamente per non essere disturbato. Dovrebbero essere anche introdotte le Conversation Bubble, in pratica icone di notifica tonde su cui cliccare per aprire le chat delle app di messaggistica sottoforma di finestre flottanti che l’utente potrà spostare e sistemare a proprio piacimento.

Tra le altre funzionalità possiamo poi ricordare suggerimenti da tastiera migliorati, controlli per la domotica richiamabili premendo a lungo il pulsante di accensione, un’interfaccia di cattura degli screenshot completamente rivista, con scorciatoie veloci per modifica e condivisione, l’introduzione dell’attesa funzionalità nativa per registrare a schermo catturando anche l’audio, possibilità di ridimensionare le finestre picture-in-picture e l’introduzione di 62 nuove emoji. Per quanto riguarda la privacy infine arriveranno anche i permessi auto-revocabili, che servono cioè ad autorizzare una sola volta determinate app ad accedere a microfono, fotocamera o posizione GPS.

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