Il caso Chanel Totti continua a suscitare reazioni. Dopo che la direttrice del settimanale Gente, Monica Mosca, è stata segnalata al collegio territoriale dall’ordine giornalisti per valutare la sussistenza di eventuali violazioni della Carta di Treviso (inserita nel testo unico della deontologia), arriva la reazione del Garante della privacy: in una nota diffusa oggi si parla di “alcuni episodi recentemente verificatisi di esposizione di minori sui mezzi di informazione, anche in occasione di resoconti relativi alle vacanze estive” e si ricorda “a tutti i mezzi di informazione che la normativa sulla protezione delle informazioni personali in ambito giornalistico pone specifiche garanzie a tutela dei minori. In particolare, al fine di tutelarne la personalità, è richiesta l’adozione di particolari cautele volte ad evitare di esporre i minori alla diffusione delle informazioni che li riguardano, ivi compresa la loro immagine, con conseguenze negative che possono riverberarsi sul loro sviluppo sereno all’interno del proprio contesto di vita“. La nota conclude con la specifica che “il diritto del minore alla riservatezza deve essere sempre considerato come primario rispetto al diritto di critica e di cronaca. Anche qualora, per motivi di rilevante interesse pubblico e fermo restando i limiti di legge, il giornalista decida di diffondere notizie o immagini riguardanti minori, dovrà farsi carico della responsabilità di valutare se la pubblicazione sia davvero nell’interesse oggettivo del minore, secondo i principi e i limiti stabiliti dalla “Carta di Treviso” (art. 7 – Regole deontologiche relative al trattamento di dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2019)”.

Parole dure anche quelle di Licia Ronzulli, presidente della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza: “Non è la prima volta che per una manciata di copie vendute in più, il corpo di minorenni viene sbattuto in copertina, in barba a ogni basilare principio di etica e buon senso, oltre che in deroga a precisi richiami normativi che impongono al giornalismo di considerare come primario il diritto alla riservatezza dei minori rispetto al diritto di cronaca”. E l’attacco per la foto della tredicenne figlia dell’ex capitano della Roma e Ilary Blasi ritratta con il viso blurato e il lato b in evidenza arriva anche dal Moige: “È inaccettabile e perverso pubblicare sulla copertina di una rivista l’immagine di una tredicenne con il suo lato B in evidenza; peraltro facendo esplicito riferimento a esso e a quanto somiglia a quello della madre, non c’è dubbio in proposito perché il viso invece è coperto per “tutelare” l’identità della minore”, ha detto la vicepresidente del Movimento genitori Elisabetta Scala.

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