Gabry Ponte (dj, produttore, giudice di Amici ed ex Eiffel 65) in queste settimane ha sempre raccontato sui social cosa stava accadendo nelle discoteche. Una voce rimasta inascoltata, dal momento che molti colleghi, come denuncia Ponte stesso, hanno preferito rimanere in silenzio “per convenienza” o “per paura di essere attaccati”. A Ilfattoquotidiano.it Gabry Ponte spiega, secondo la sua esperienza personale, cosa è successo in pista dalla riapertura dei club e racconta cosa ha visto con i propri occhi. Inclusi i tanti ragazzi meravigliati dal suo invito ad indossare le mascherine e a stare a distanza di sicurezza.

Hai scritto senza troppi giri di parole “Avete fatto i coglioni e questo è il risultato. Giusto così”. Perché si è arrivati alla chiusura delle discoteche?
In primis perché non c’erano delle regole chiare, univoche e uguali per tutti e quando le regole non sono chiare, ognuno le interpreta secondo il proprio punto di vista o secondo la propria convenienza. Poi, a mio avviso è mancata una sensibilizzazione rivolta ai ragazzi. Mi è capitato più volte di interrompere la musica per dire ai ragazzi di indossare le mascherine se non riuscivano a stare distanziati e mi sono reso conto che erano spiazzati da questa mia richiesta, come se non ne capissero il senso.

Come si sarebbe dovuto organizzare il sistema politico per evitare la chiusura?
Non lo so, ma direi di non dare sempre la colpa solo al sistema. Molti locali hanno limitato le capienze e cercato di sensibilizzare i ragazzi a rispettare le misure di sicurezza, se tutti avessero seguito questo esempio forse staremmo ancora ballando, ma altri hanno preferito cercare di far cassa senza troppi scrupoli. Spero che queste persone ora si rendano conto che per colpa loro ci sono di nuovo migliaia di persone, di cui molte con famiglia, che si trovano di nuovo a casa senza lavoro.

Sei d’accordo con Linus quando dice: “Ma quale imbecille di politico governatore sindaco o questore poteva pensare che si potessero aprire e non avere assembramenti?”
Sì, sono d’accordo che fosse prevedibile, ma va detto anche che i politici si occupano di politica e comprensibilmente non vivono le discoteche dall’interno come noi dj o come chi le gestisce. Forse sarebbe utile per il futuro interpellare qualcuno che conosca bene le dinamiche e le abitudini del mondo della notte per cercare di dare delle linee guida più efficaci. Comunque credo che le regole non possano prescindere dal buonsenso di chi poi le deve rispettare e far rispettare, se manca quello è tutto inutile.

Se si dovesse dare una “colpa” a qualcuno di chi sono le responsabilità di quello che è successo?
I ragazzi hanno sbagliato, questo è sicuro, ma si sa che i ragazzi a vent’anni hanno voglia di divertirsi e a volte lo fanno in maniera un po’ disattenta. Secondo me la responsabilità più grossa ce l’hanno tutti quelli che hanno assistito a questa situazione e non hanno detto niente. Schierarsi ora che i locali sono chiusi è troppo comodo.

C’è stato un silenzio complice?
Ho fatto diversi post sui social, in tempi non sospetti, e onestamente mi sarei aspettato più supporto sia dai colleghi sia dagli addetti ai lavori. Invece sono stati quasi tutti restii a prendere una posizione per paura di essere attaccati o per convenienza. Non so cosa sia peggio. Per non parlare di quelli che hanno incitato al ‘divertimento libero’. La libertà è un bene prezioso, ma va gestito individualmente nel rispetto di tutti. Non si può passare da ‘prigionieri in casa’ a ‘facciamo come se nulla fosse successo’.

Quale sarà la situazione delle discoteche nei prossimi mesi?
Spero che possano riaprire presto perché questo permette ai giovani di tornare a divertirsi ma soprattutto al comparto di tornare a produrre eventi e indotto però spero che vengano istituite regole tassative per gli uni e per gli altri.

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