La secolare storia del marchio delle camicie americane per eccellenza non è ancora arrivata al capolinea. Brooks Brothers, che lo scorso 8 luglio aveva chiesto la procedura fallimentare prevista dal “chapter 11”, ha infatti trovato un compratore. Si tratta del gruppo Sparc, joint venture tra Simon Property e Authentic Brands Group che opera nelle settore dei centri commerciali, nell’e -commerce e nella consulenza. Sparc ha garantito che il marchio verrà preservato e che non dovrebbero esserci sostanziali riduzioni dei circa 450 punti vendita oggi presenti in 70 paesi del mondo. L’acquisizione è subordinata al via libera del Tribunale che ha fissato un’ udienza per il 14 agosto. Se ci sarà l’ok dei giudici l’operazione potrebbe completarsi entro fine mese.

Brooks Brothers è stata fondata nel 1818, le sue camicie sono diventate una sorta di divisa per i professionisti di Manhattan e sono state indossate da 40 presidenti, tra cui Abramo Lincon e John F. Kennedy. Dal 2001 il gruppo è in mano a Claudio Del Vecchio, figlio del patron di Luxottica Leonardo. Per la società lavorano 4.000 dipendenti e ricavi sono vicini al miliardo di dollari. La pandemia ha però assestato un durissimo colpo alle vendite. Più lavoro da casa significa minore necessità di “divise da ufficio” e quindi anche meno camicie. Il marchio navigava in acque agitate già prima del Covid. Focalizzato su uno stile molto classico i prodotti Brooks Brothers, faticano a fare presa sulle nuove generazioni anche a causa degli alti prezzi. Non a caso, già prima del dilagare del virus, il gruppo aveva avviato un ripensamento strategico del marchio, ipotizzando linee più in sintonia con i gusti delle nuove generazioni. Così come era già stato “sondato” il mercato per possibili acquirenti. Dopo l’annuncio del ricorso al “chapter 11” erano circolati diversi nomi di potenziali compratori, tra cui il fondo di private equity Solitaire Partners , la società di brand management Whp Global e la stessa Sparc che, alla fine sembra averla spuntata.

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