“È tempo di rompere questo calco in gesso e lasciarsi dietro il passato”, canta in Banana Skin Shoes il songwriter inglese Badly Drawn Boy, nome d’arte di Damon Gough, a dieci anni dalla pubblicazione del suo ultimo disco. E non è un caso che abbia scelto un titolo così eloquente, la cui traduzione è “Scarpe in buccia di banana” per mettere in chiaro sin da subito quelle che sembrano essere audaci dichiarazioni di intenti.

Divenuto celebre nel 2002, quando compone la colonna sonora per il film About a Boy, tratto dal romanzo di Nick Hornby, con Hugh Grant nella parte di Will, un uomo che vive di rendita grazie ai diritti d’autore di una famosa canzoncina natalizia scritta da suo padre molti anni prima, Badly Drawn Boy con pezzi come Something to Talk About e Silent Sigh si afferma come cantautore di primo livello, grazie alla epicità delle sue liriche e alla magniloquenza delle orchestrazioni.

Ma un personaggio deve saper pure accettare le critiche che gli vengono rivolte di volta in volta. Senza accorgersene, il successo diventa una catena da cui è difficile liberarsi e la vita viene logorata. La fama, spesso, è traditrice con quel suo sapore amaro come una caramella al rabarbaro. “Ho toccato il fondo, sono scivolato giù – ha raccontato – Mia moglie mi ha lasciato quando ho iniziato ad abusare di alcol… non ero più io, non sapevo chi fossi e tutto ha smesso di avere un senso. La sensazione, in questi anni, è che abbia indossato un paio di scarpe fatte di buccia di banana e sono scivolato e caduto giù tutto il tempo”, spiega Gough.

Nel novembre del 2015, quando smette di bere, inizia subito a lavorare a Banana Skin Shoes, il nuovo disco composto da 14 brani pop eclettici, dai testi sinceri e con musiche ricche di strumentazioni, dove trovano spazio fiati, archi e chitarre come in I Just Wanna Wish You Happiness o I’m Not Sure What It Is, ballate pop low-fi con quella leggerezza intelligente e ironica che ben si distingue dal cosiddetto “mainstream”.

Il cappello di lana bianco e nero con cui s’è fatto conoscere, Badly Drawn Boy, non se l’è mai tolto, come si evince dal video di Is This a Dream, e ora che pare aver suturato le vecchie ferite e inaugurato nuovi percorsi, sembra davvero pronto a riscendere in pista. “La mia vita è cambiata molto negli ultimi cinque anni. Ho un figlio di tre anni che adoro, così come adoro mia moglie. Ho una nuova casa e, soprattutto, ho la sensazione che abbia imparato dai miei errori. È quello che voglio dire con questo album, che mi dispiace di essermi perso come ho fatto, ma che so che era sbagliato e che la vita va avanti ”, assicura. Da qui anche il motto dell’album, Supersize Your Soul, allarga la tua anima.

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