“Stabili collegamenti” con “primari ambienti della criminalità organizzata“, tra cui l’uomo legato alla cosca del boss Vincenzo Rispoli che gli ha organizzato “la campagna elettorale”. Così il gip Sara Cipolla descrive la “spiccata pericolosità sociale” di Paolo Efrem, il consigliere comunale di Busto Arsizio arrestato questa mattina nell’ambito di un’inchiesta del pm di Milano Silvia Bonardi sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel settore dei rifiuti. Le indagini si basano anche sulle dichiarazioni di Matteo Molinari, imprenditore della Smr Ecologia, azienda di trattamento rifiuti vittima delle infiltrazione delle cosche. Secondo l’accusa, Efrem con “estrema disinvoltura” metteva in atto una “sistematica emissione di fatture false” finalizzate a far uscire soldi dalle casse della società di Molinari: circa 100mila euro finiti in mano alla cosca di Legnano-Lonate Pozzolo che li utilizzava per pagare “spese di viaggio e di soggiorno” al nord dei familiari di Silvio Farao, presunto boss della ‘ndrangheta detenuto al 41bis. Dall’inchiesta emerge però anche la “opacità” di altre relazioni di Efrem, scrive il gip, “con alti ambienti della politica locale”. Tra cui Carmine Gorrasi, arrestato nell’inchiesta ‘mensa dei poveri‘ sull’ex responsabile di Forza Italia a Varese, Nino Caianiello.

L’inchiesta ha portato questa mattina a cinque arresti: l’ordinanza di custodia in carcere, con al centro i reati di estorsione ed emissione di false fatture con l’aggravante del metodo mafioso, è stata eseguita dal Gico del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Milano e dal Nipaaf dei carabinieri forestali di Milano. In un comunicato, firmato dal procuratore Francesco Greco, si spiega che il consigliere arrestato è risultato “collegato con esponenti” della ‘locale’ della ‘ndrangheta capeggiata da Vincenzo Rispoli, storico esponente della mafia calabrese al nord ed imputato nel processoKrimisa‘ in corso. L’inchiesta è “il seguito dell’operazione Feudo” della Dda di Milano che nell’ottobre 2019 aveva portato a 11 arresti per traffico illecito di rifiuti e ad un sequestro di circa 1,5 milioni di euro. La nuova tranche di indagine ha accertato che la società Smr Ecologia srl, che operava prima nel settore dei trasporti e poi in quello dei rifiuti e che gestiva un impianto di trattamento a La Guzza (Como), ha subito per lungo tempo “l’infiltrazione da parte di soggetti legati alla locale di Legnano-Lonate Pozzolo“, tra Milano e il Varesotto. L’imprenditore della Smr ha scelto poi di collaborare con gli inquirenti, dopo essere stato arrestato, e ciò ha permesso di “ricostruire il contesto estorsivo“. Tra il 2014 e il 2018 l’imprenditore “è stato costretto ad erogare utilità di vario tipo”, ossia soldi ma anche “assunzioni di personale” a favore della cosca.

Dalle indagini delle Fiamme Gialle è quindi emerso come la maggior parte dei pagamenti alle cosche avvenisse tramite “fondi ad hoc creati, attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, per fittizie consulente, dalla ditta individuale di un compiacente componente del consiglio comunale di Busto Arsizio”. È appunto Paolo Efrem, accusato di aver emesso false fatture per 100mila euro. Sia dai verbali dell’imprenditore che dalle analisi di alcune chat emerge, come scrive il gip, che il politico era anche “l’autista tuttofare” di Daniele Frustillo, anche lui arrestato perché legato alla cosca. Lo stesso consigliere, assieme a Frustillo, accompagnava in macchina i “parenti di Silvio Farao” che andavano a trovarlo quando era detenuto a Novara. Soggiorni pagati coi ‘fondi neri’ creati con le fatture false dello stesso Efrem.

Secondo le indagini, è proprio Frustillo a organizzare per il politico “la campagna elettorale” per le elezioni amministrative comunali del 2018. Il gip sintetizza che “viene addirittura costruita una vincente campagna elettorale”. Dei rapporti “strettissimi” tra Efrem e Frustillo ha parlato a verbale anche l’imprenditore Molinari. L’imprenditore racconta che “attraverso Efrem” ha ottenuto anche un appuntamento “con il potente – scrive il gip – Carmine Gorrasi, all’epoca dei fatti consigliere comunale di Busto Arsizio con delega alle società partecipate“, arrestato nell’inchiesta della Procura di Milano cosiddetta ‘mensa dei poveri‘ e con al centro la figura di Nino Caianiello, ex responsabile di Forza Italia a Varese. “Frustillo – ha messo a verbale Molinari – mi diceva che Efrem aveva moltissime conoscenze, anche nel settore politico, e posso riferire che fu proprio attraverso Efrem che io riuscii ad avere un appuntamento con Carmine Gorrasi per parlare della possibilità di conferire rifiuti di Smr nel forno inceneritore di Busto Arsizio”.

Efrem nel 2018 è entrato come primo consigliere di colore nel Consiglio comunale di Busto Arsizio. È stato eletto con la lista Busto Grande, poi diventata Busto Grande-Lombardia Ideale, come si legge sul sito del consiglio. Infatti proprio un anno fa, nel luglio 2019, la civica è confluita nel network fondato dal presidente leghista della Regione Attilio Fontana che si è sempre presentato come una costola della Lega di Matteo Salvini. Lombardia ideale è infatti l’evoluzione della Lista Fontana vista alle scorse elezioni regionali e ha l’obiettivo di raggruppare tutte le realtà civiche sul territorio per creare un movimento dichiaratamente legato alla Lega. Non a casa la sede è sempre in via Bellerio. Efrem e la sua lista appoggiano il sindaco Emanuele Antonelli che ha recentemente aderito a Fratelli d’Italia.

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