Instagram, popolare app social basata sulla condivisione delle immagini e da qualche anno parte della famiglia Facebook, ha da poco annunciato di voler eliminare tutti i post e i video che promuoveranno in qualche modo la cosiddetta terapia di conversione o terapia riparatrice. Quest’ultimo è un approccio pseudoscientifico ancora oggi molto diffuso tra numerosi psicoterapeuti e associazioni a sfondo religioso, in particolare negli Stati Uniti ma anche in Europa e in molte altre parti del mondo, basato su pratiche che mirano a convertire in eterosessuali persone con differenti orientamenti sessuali.

La decisione è stata adottata dopo che in Gran Bretagna diversi attivisti hanno chiesto alla piattaforma di intervenire nei confronti di chi pubblicizzava questa forma di approccio in cui l’omosessualità è ancora vista come una malattia (ricordiamo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha invece rimosso l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali già a partire dal 1990).

Le direttive di Instagram prevedevano già in realtà il divieto di qualsiasi forma di inserzione pubblicitaria sull’argomento, ma ora sono state modificate per consentire di eliminare anche i post relativi a questo approccio, sebbene nessuna associazione sarà bandita, come spiegato da un portavoce della società madre Facebook ai colleghi di The Verge.

Il portavoce ha anche confermato che il divieto si applica sia a Instagram sia al principale social network dell’azienda, ovvero Facebook stesso, che condividono le medesime politiche riguardo all’incitamento all’odio. “Non consentiamo attacchi contro le persone basati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere e stiamo aggiornando le nostre politiche per vietare la promozione dei servizi di terapia di conversione”, ha dichiarato alla CNN Tara Hopkins, direttore delle politiche pubbliche di Instagram per l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa.

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