Nel giugno del 1970, una delle band britanniche più in voga del momento, i Kinks, passata alla storia per aver preconizzato il Garage Rock e per essere stata fra i primi a comporre delle vere e proprie opere rock, pubblica una canzone rivoluzionaria che avrebbe consolidato ulteriormente il loro posto nella Storia della musica: Lola. Già, rivoluzionaria, sopratutto per un periodo che è stato il più complesso e contraddittorio dal Dopoguerra, e da parecchi punti di vista: politicamente, artisticamente, musicalmente, finanche esteticamente.

Nonostante i Pink Floyd nel 1967 avessero già pubblicato il brano Arnold Layne, scritto d’allora leader del gruppo, Syd Barrett, incentrato su un tema inusuale, la storia di un travestito che si aggirava per Cambridge rubando indumenti femminili (secondo quanto raccontato da Roger Waters, Arnold Layne era un personaggio reale), molto scalpore suscitò la canzone Lola scritta da Ray Davies all’inizio del 1970 e registrata ai Morgan Studios di Londra. Il brano narrava la storia, diversamente da quella di Arnold Layne, romantica, tra un giovane uomo e una trans incontrata in un club di Soho, e il testo si ispirava alla storia di un presunto incontro del manager della band, con una trans appunto. Uscito come singolo insieme al brano Berkeley Mews outtake dell’album Village Green Preservation Society in Inghilterra e con il brano di Dave Davis Mindless Child of Motherhood negli Stati Uniti, ottenne un successo che durò per decenni.

Maestri spesso incompresi del Rock d’oltremanica e feroci autori di satire contro la loro Inghilterra, i Kinks hanno seminato in vita loro molto più di quanto abbiano raccolto: il brano Lola è stato citato da Ray Davies come la prima canzone scritta dopo una pausa che si era preso per recitare nel film del 1970 The Long Distance Piano Player, della serie Play for Today prodotta dalla BBC. Ray ha detto di aver inizialmente faticato a registrare un’apertura che avrebbe impostato la canzone, ma che il resto della canzone “è venuto naturalmente”. Egli stesso osserva: “Ricordo di essere entrato in un negozio di musica in Shaftesbury Avenue quando stavamo per registrare Lola. Dissi: ‘Voglio ottenere un ottimo suono di chitarra su questo disco, voglio un Martin’. E nell’angolo c’era questa vecchia Dobro del 1938 che ho comprato per 150 sterline. Li ho messi insieme su Lola e quello che rende il sound così potente è la combinazione del Martin e della Dobro con una pesante compressione”.

A causa del testo controverso e dell’uso del nome Coca-Cola, all’epoca il singolo ha incontrato resistenze e persino divieti in Gran Bretagna e in Australia, ma ha ricevuto il plauso della critica con la rivista Rolling Stone, che ha etichettato Lola come un brano in anticipo di decenni sui tempi. Il singolo è diventato un inaspettato successo per i Kinks, raggiungendo nelle classifiche il secondo posto in Gran Bretagna e il nono negli Stati Uniti. Il singolo ha avuto successo in tutto il mondo, raggiungendo la vetta delle classifiche in Irlanda, Nuova Zelanda e Sud Africa, oltre che la top 5 in Germania, Austria, Belgio e Svizzera. Il brano è diventato il singolo di maggior successo della band dai tempi di Sunny Afternoon del 1966.

Sul sito della band trovate le interpretazioni del brano da parte di band come The Amazons e The Snuts e i contributi dei fan in occasione del Lola day che si è svolto lo scorso 12 giugno.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Stati Generali della Musica a settembre: tavolo tecnico del governo per tutelare i lavoratori intermittenti e aiutare chi produce la musica dal vivo

next
Articolo Successivo

Chiude Il Serraglio, locale di musica live a Milano. E il post di ‘addio’ è commovente

next