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Coronavirus, lettera di Merkel e Macron all’Ue: “In futuro più condivisione dei dati. Occore maggior coordinamento nelle forniture”

In una missiva e un policy paper, sei leader europei, tra cui la cancelliera tedesca e il presidente francese, chiedono a Ursula von der Leyen di avviare un programma di riforme per il rafforzamento delle strutture di prevenzione e gestione delle crisi che metta al centro la condivisione e la collaborazione degli Stati membri: un "approccio olistico" per non farsi trovare più impreparati a sfide come quella del Covid
Coronavirus, lettera di Merkel e Macron all’Ue: “In futuro più condivisione dei dati. Occore maggior coordinamento nelle forniture”
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Angela Merkel ed Emmanuel Macron chiedono all’Europa di farsi trovare pronta nel caso di “una seconda ondata del virus e a future crisi da pandemia”. Lo fanno con una lettera inviata alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, firmata anche da altri quattro leader europei, e un policy paper in cui mettono in fila una serie di cambiamenti ritenuti necessari al fine di affrontare un’eventuale crisi sanitaria come la pandemia di coronavirus.

Nella missiva, i sei scrivono: “Speriamo che il paper serva da ispirazione per ulteriori e fruttuosi confronti a livello europeo su come assicurare una preparazione da parte dell’Ue alle future pandemie”. Il riferimento è alle difficoltà con le quali si è trovata a fare i conti l’intera Europa che non era preparata per affrontare una sfida di questo tipo. Un invito che segue la proposta tedesca di qualche mese fa, quando sul tavolo dei leader europei è stato portato il piano per la costituzione di una nuova struttura europea per la prevenzione e la gestione di emergenze di questa portata.

Nella missiva si afferma che la caotica risposta alla pandemia da coronavirus, nella quale sono morte 184.256 persone, ha “sollevato domande” sulla preparazione dell’Ue e si sottolinea la necessità di un approccio comune europeo, soprattutto in vista di una possibile seconda ondata.

Le soluzioni, scrive Repubblica, richiederanno “un approccio olistico” che investa la politica industriale, la ricerca, la digitalizzazione e i finanziamenti europei: in poche parole, si deve rafforzare la “resilienza” dell’Ue. Inoltre, sarà necessario centralizzare determinati dati, monitorarli costantemente e confrontarli, ad esempio sulla dinamica di una certa pandemia. Fondamentale anche la collaborazione riguardo agli stock disponibili di indumenti protettivi, vaccini obbligatori e medicinali, così che in caso di emergenza non vengano a mancare. E maggiore collaborazione dovrà esserci anche sulla diagnostica, le cure e la condivisione di dati sanitari. La lettera punta anche a “rafforzare il mandato” del Centro europeo per la prevenzione e diffusione delle malattie (Ecdc).

Sarà poi “vitale” rinforzare la ricerca e lo sviluppo di vaccini e cure e “coordinarsi al livello internazionale” per svilupparli e produrli. “Sviluppare un vaccino è un compito enorme e costoso, una strategia europea comune ha un grande valore aggiunto”, si legge. E, infine, la Ue deve anche imparare a “trovare nuovi partner commerciali” per “diminuire la dipendenza dalle catene delle forniture da singoli Paesi”.

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