Martedì il via libera del consiglio di amministrazione di Banca Intesa Sanpaolo, oggi l’ok definitivo da parte di Sace. In 48 ore, quindi, il prestito con garanzia statale da 6,3 miliardi di euro chiesto da Fca è diventato realtà. Almeno a sentire Carlo Calenda, che su Twitter ha dato notizia dell’ok definitivo della società statale del gruppo Cassa depositi e prestiti. Non senza polemica, tra l’altro. “Complimenti alla SACESIMEST che a tempo di record ha approvato in cda la garanzia FCA” ha scritto sul social network il leader di Azione. Che poi ha aggiunto: “L’80% di 6,3 mld, senza chiedere nulla su dividendo. Considerando che in totale aveva deliberato garanzie per 200 milioni e centinaia di imprese aspettano – ha concluso Carlo Calenda – direi che è tutto piuttosto vergognoso. E meno male che questi cantano bandiera rossa accompagnandosi con la chitarra“.

Una polemica, quella dell’ex ministro dello Sviluppo economico, che arriva dopo giorni di silenzio seguiti a una settimana di forte tensione anche nel governo per il prestito con garanzie pubbliche chiesto dalla società che fa capo alla famiglia Agnelli. John Elkann, del resto, il 20 maggio aveva confermato e rivendicato il dividendo straordinario derivante dalla fusione con Psa, il che aveva provocato altre critiche e altrettanti veleni. Solo martedì scorso, inoltre, il consiglio di amministrazione di Banca Intesa Sanpaolo aveva deliberato il via libera al prestito miliardario a Fiat Chrysler Automobile. Un aiuto che ovviamente deve rispettare le misure contenute nel Decreto Liquidità dell’8 aprile scorso.

In tal senso, quindi, non fa notizia che l’accordo per il finanziamento da 6,3 miliardi di euro avverrà con Fca Italy e sarà interamente dedicato alle attività italiane dell’azienda automobilistica. Che, vale la pena ricordarlo, ha sede legale ad Amsterdam e domicilio fiscale a Londra. La finalità dell’operazione è quella di permettere a Fca Italy di retribuire i propri dipendenti, pagare i fornitori strategici per la produzione negli impianti italiani e mettere in sicurezza la realizzazione degli investimenti, in particolare quelli dedicati allo sviluppo e all’elettrificazione dei nuovi modelli in produzione nei vari impianti.

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