È scomparso a 81 anni l’ex allenatore, tra gli altri, di Inter, Napoli, Cremonese e Genoa, Gigi Simoni. Già nel 2019, il tecnico era stato colpito da ictus mentre si trovava nella sua abitazione toscana di San Piero a Grado (Pisa), venendo ricoverato d’urgenza nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Cisanello. Da marzo era tornato a casa dalla clinica nella quale era in cura a causa del rischio legato al diffondersi della pandemia di coronavirus. Nelle ultime ore, però, le sue condizioni sono peggiorate e a niente è servito il ricovero all’ospedale di Lucca, dove è morto poco dopo.

Da calciatore, dopo le giovanili tra le fila della Fiorentina, Simoni ha esordito in Serie B con il Mantova, conquistando la promozione in A, ed ha poi giocato vestendo le maglie di Napoli, Torino, Juventus, Brescia e Genoa.

È però ricordato soprattutto per la sua carriera da allenatore. Quattro anni tra le fila della Cremonese, società a cui era rimasto molto legato, tanto che, nel 2003, nell’anno del centenario, il club lo ha incoronato “allenatore del secolo” dei grigiorossi. L’apice della sua carriera è stato però il periodo sulla panchina dell’Inter, caratterizzato dalla corsa Scudetto con la Juventus (anno 1997-98), che ha poi vinto il titolo con 4 punti di distacco, con i nerazzurri che potevano vantare in squadra giocatori del calibro di Ronaldo, Zamorano, Zanetti e Simeone. Fu l’anno delle polemiche per il fallo in area non sanzionato di Mark Iuliano ai danni del Fenomeno brasiliano nello scontro diretto per il titolo.

Con i nerazzurri Simoni ha potuto però esultare per la conquista della Coppa Uefa, in una finale tutta italiana contro la Lazio. Trofeo che gli permise anche di essere insignito della Panchina d’oro. Tra i vari successi conquistati, rimane il numero record di promozioni dalla Serie B alla Serie A: sette, più una dalla C alla B come direttore tecnico.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Ti ricordi… Tita, il brasiliano pochi fronzoli e tanti gol che fece sognare il Pescara di Galeone: “Altro che Romario, compà”

next