La fiducia nel governo e nel presidente del Consiglio Giuseppe Conte stabili al 58 e 59 per cento. Dieci giorni dopo l’inizio della fase 2 e mentre ancora si è in attesa dell’approvazione del decreto Rilancio sugli aiuti economici per famiglie e imprese, esecutivo e premier continuano a godere del sostegno della maggior parte degli intervistati. A rilevarlo è l’istituto Ixè per il programma Carta Bianca su Rai3 che segnala anche come il 71 per cento delle persone interpellate giudichi positiva la gestione del governo Conte nell’emergenza.

Sul fronte del gradimento dei partiti, si conferma la tendenza negativa della Lega (dal 24,6 al 24,9% della settimana precedente). Dietro il Partito democratico che però non riduce le distanze il Pd: perde lo 0,9%, arretrando al 22%. Il Movimento 5 Stelle consolida la sua terza posizione (16,9% dal 16,8), ma Fratelli d’Italia si conferma appena dietro e in crescita al 14,2% dal 13,8. Sale Forza Italia al 7,5 dal 7,2 per cento, La Sinistra al 3 dal 2,8. Nella settimana in cui Italia viva ha minacciato la crisi e ha proposto al premier Conte un patto alla tedesca per non lasciare l’esecutivo, nei sondaggi non risulta alcun impatto: rimane ferma al 2,6. Da segnalare, tra le liste che non raggiungono la doppia cifra, la crescita di Azione di Carlo Calenda, che sale al 2% dall’1,1 della scorsa settimana.

Per quanto riguarda i livelli di fiducia nei politici, il quadro è tendenzialmente confermato rispetto alla scorsa settimana. Se il premier Conte è saldamente in testa con il 59 per cento dei consensi, dietro si confermano Giorgia Meloni (che però perde 1 punto dal 35 al 34%) e Matteo Salvini (- 2 punti, dal 31 al 29 per cento). A seguire: Nicola Zingaretti al 28% stabile, Luigi Di Maio in crescita di 1 punto al 27% e Silvio Berlusconi che sale dal 22 al 23%. Ultimo, stabile all’11 per cento, Matteo Renzi.

Rispetto alla fase 2, spiega ancora Ixè, “domina ancora tra i cittadini un atteggiamento prudenziale e una certa diffidenza sui comportamenti individuali”: il 62% degli intervistati ritiene infatti che una corretta gestione richiede “controlli severi da parte delle forze dell’ordine” e “non è sufficiente affidarsi al buonsenso dei singoli”. Rispetto alle richieste di anticipare le aperture avanzate da alcune Regioni, il 55 per cento delle persone interpellate si schiera col governo e sostiene che “bisogna usare la massima prudenza prima di ripartire“. Se le preoccupazioni sul fronte sanitario sono minori, Ixè segnala una crescente preoccupazione per le conseguenze economiche: il 44% degli intervistati tema la perdita del posto di lavoro, il proprio o quello dei famigliari.

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