Dal 18 maggio la Fase 2 potrà non proseguire di pari passo in tutta Italia. Saranno possibili “scelte differenziate” tra le Regioni sulle riaperture di attività, seguendo il principio secondo cui “contagi giù uguale più aperture e viceversa”. È la principale novità annunciata dal ministro Francesco Boccia durante la videoconferenza con i governatori, in cui ha ribadito l’importanza dell’unità nazionale e proposto un metodo per evitare, almeno fino al 18, fughe in avanti di alcune Regioni: “Ordinanze regionali coerenti con il Dpcm” varato dal premier Giuseppe Conte. La proposta, però, non è bastata ai governatori di centrodestra, che hanno inviato una lettera al presidente della Repubblica Mattarella in cui chiedono di accelerare i tempi delle riaperture, sempre in sicurezza, nei territori in cui la situazione epidemiologica sia sotto controllo. Altra richiesta: svolgere quanto prima le elezioni regionali che dovevano tenersi in primavera inoltrata e che interessavano, tra le altre, anche regioni come Veneto e Liguria, attualmente nelle mani di Lega (Zaia) e Cambiamo!, il movimento dell’ex Forza Italia Giovanni Toti.

La lettera dei governatori di centrodestra a Mattarella – Una lunga missiva firmata dai governatori di Lombardia, Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, oltre che dal presidente della provincia autonoma di Trento. E’ quella arrivata sul tavolo del premier Conte, del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del ministro Boccia e dei presidenti di Camera e senato. All’interno le richieste dei presidenti di regione al governo, per nulla soddisfatti del modus operandi dell’esecutivo. I governatori, come ribadito in mattinata nella videoconferenza con Boccia, chiedono più autonomia e il ritorno al “pieno rispetto dell’assetto costituzionale e del riparto di competenze tra lo Stato e le Regioni, sempre in applicazione dei principi di sussidiarietà e leale collaborazione. È necessario giungere a una ‘normalizzazione dell’emergenza’, che consenta un ritorno agli equilibri democratici previsti dalla Costituzione”. In tal senso, tutti i firmatari puntano molto sul concetto di flessibilità, ovvero di poter allentare le misure previste dall’ultimo dpcm (che quindi andrebbe cambiato, è la richiesta) in condizioni epidemiologiche favorevoli e sempre con l’assicurazione di una sicurezza totale. Il tutto perché, in caso contrario, a loro dire si rischia una “crisi economica irreversibile”. Altra richiesta: “Svolgere quanto prima le elezioni nelle Regioni a fine consiliatura e riconsegnare alle Regioni le competenze provvisoriamente avocate al livello centrale”.

Il Pd: “Per alcuni governatori viene prima l’interesse per il partito” – “Sorprende che dopo una riunione dai toni pacati in cui si è discussa una strategia condivisa con il Governo alcuni presidenti di regione, di centrodestra, si siano smarcati così presto. Sembra che alcuni governatori siano più attenti alle ragioni di partito che agli interessi generali dei loro cittadini”. Così il vicecapogruppo Pd alla Camera dei Deputati Michele Bordo.

Boccia contro le ordinanze a macchia di leopardo – Il ministro per gli Affari regionali, oltre ad annunciare il cambio di registro da metà mese, ha però avvisato i vari governatori che non saranno più tollerate iniziative legislative autonome e di rottura rispetto alle indicazioni governative: “Se ci sono ordinanze non coerenti invio una diffida”, ha spiegato Boccia. Dure le repliche, tra le quali si sono segnalate quelle dei presidenti leghisti Massimiliano Fedriga e Luca Zaia e del presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher. Alla videoconferenza partecipano anche il capo della Protezione civile Angelo Borrelli e Paolo Formicola, vice capo di gabinetto del ministro dell’Interno. Quattro i punti all’ordine del giorno: aiuti di stato, nuove task force, aggiornamento sui dispositivi con il commissario Domenico Arcuri e armonizzazione delle ordinanze per la Fase 2. È proprio quest’ultimo il punto più critico: in Veneto Zaia ha già emanato un’ordinanza che anticipa un ulteriore allentamento delle misure, consentendo ad esempio passeggiate a piedi e in bici. A Bolzano la Svp, con il governatore Kompatscher, vuole stabilire la fase 2 con un’apposita legge provinciale e ha perfino minacciato di ritirare la collaborazione con il governo. Il leghista Maurizio Fugatti a Trento ha annunciato di voler seguire la stessa strada.

La proposta di Boccia – Già ieri, martedì, Boccia aveva chiesto pazienza e spiegato che “ci sarà un momento, dopo il 18 maggio, in cui conteranno le differenza territoriali. La linea è stata confermata nella videoconferenza di oggi. “In base al monitoraggio delle prossime settimane ci potranno essere dal 18 maggio scelte differenziate“, ha spiegato il ministro alle Regioni. Il principio è “contagi giù uguale più aperture e viceversa – ha aggiunto – Discuterete del monitoraggio con il ministro della Salute Roberto Speranza. Definito il monitoraggio si potrà procedere a differenziazioni“. Quanto al tema delle ordinanze regionali, Boccia ha chiarito che l’unico recinto è quello dell’ultimo Dpcm: “Se ci sono ordinanze non coerenti invio una diffida, una lettera con la scheda indicando le parti incoerenti e la richiesta di rimuoverle (solo in caso di allentamento delle misure) – ha spiegato – Se non avviene sono costretto a ricorrere all’impugnativa al Tar o alla Consulta“. “Vi sta sfuggendo di mano la situazione, si rischia la rivolta“, è stata la replica dei governatori del Nord-Est. “Per arrivare a una soluzione condivisa ha più senso la lettera che vi indica le violazioni dell’ordinanza. Non impugno subito ma con grande collaborazione vi scrivo e prima ancora sollecito un confronto preventivo”, ha sottolineato Boccia. Che ai governatori ha più volte rimarcato il concetto di unità: “E’ molto importante dare un segnale. Se non siamo uniti noi non possiamo chiederlo ai cittadini. Ci vogliono unità, serietà e responsabilità”.

Fedriga: “Governo faccia cornice, poi lasci capacità di azione regionale” – “Io ho fatto presente, e non sono l’unico governatore, che è necessario che il governo faccia una cornice generale e poi lasci capacità di azione rispetto anche alle competenze previste dalla Costituzione per le Regioni. Penso che questa sia la linea guida che deve portarci alla Fase2, altrimenti sarebbe incomprensibile per i cittadini, le imprese, i lavoratori”, ha detto all’Adnkronos il presidente leghista della Regione Friuli Venezia Giulia, Fedriga, dopo la videoconferenza. “In questo momento eviterei gli scontri tra Regioni e governo. Le Regioni, d’altro canto, in modo sempre responsabile hanno utilizzato un approccio costruttivo dentro competenze sancite dalla Costituzione”, ha sostenuto ancora Fedriga. Rispetto all’ipotesi di un’impugnazione, il governatore leghista ha commentato: “In un momento come questo sarebbe irresponsabile, seppure su posizioni che possono differenziarsi, andare allo scontro davanti alla Corte Costituzionale o al Tar“.

Ministro Speranza: “Con Regioni c’è lavoro proficuo” – “Da registrare anche la presa di posizione del ministro della salute Roberto Speranza che in un’intervista al Tg1 ha sottolineato che “con le Regioni c’è un lavoro molto proficuo in corso, io penso che dobbiamo essere uniti e lavorare tutti insieme per dare risposta ad un’emergenza senza precedenti“. E ancora: “Stiamo lavorando proprio in queste ore ad un protocollo capace di monitorare con molta maggiore accuratezza che cosa avviene in ogni singolo territorio. Questa – ha sottolineato – sarà un’arma fondamentale per gestire la fase 2″.

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