Il risultato è stato pubblicato sul sito BioRxiv che condivide gli articoli scientifici non ancora revisionati per la pubblicazione su una rivista ufficiale. Ma, stando all’azienda cinese Sinovac, sono buoni i risultati sulle scimmie dal vaccino contro la Covid-19 sviluppato nei loro laboratori. Parallelamente è stata avviata una sperimentazione sull’uomo, su 144 volontari.

Il vaccino, che contiene il virus inattivato, ha protetto gli animali dall’infezione senza effetti collaterali e il 16 aprile sono iniziati gli studi sull’uomo, per valutare sicurezza e risposte immunitarie. La società spera di iniziare gli studi di fase II entro la metà di maggio su circa 1.000 persone. Nei test sono state somministrate due diverse dosi del vaccino a otto scimmie macaco rhesus. Tre settimane dopo, il virus Sars-CoV-2 è stato introdotto nei polmoni delle scimmie e nessuno degli animali ha sviluppato un’infezione in piena regola.

Le scimmie che hanno ricevuto la dose più alta di vaccino hanno avuto la migliore risposta: sette giorni dopo l’esposizione al virus, non è stata rilevata la presenza del virus nella faringe o nei polmoni di nessuna di loro. Gli animali, che invece hanno ricevuto un basso dosaggio, hanno avuto un aumento transitorio della carica virale, ma sembra anche che abbiano controllato l’infezione. Al contrario, quattro animali di controllo che non hanno ricevuto il vaccino hanno sviluppato grave polmonite.

I risultati “ci danno molta fiducia” rileva Meng Weining, uno dei senior director di Sinovac. Tuttavia, Douglas Reed dell’università di Pittsburgh, che sta sviluppando e testando i vaccini contro la Covid-19 sulle scimmie, afferma sul sito della rivista Science, che il numero di animali era troppo piccolo per produrre risultati statisticamente significativi. Un’altra preoccupazione è che le scimmie possano non sviluppare sintomi gravi come l’uomo. Ma per i ricercatori della Sinovac “è presto per definire il miglior modello animale” e rilevano che i macachi rhesus non vaccinati hanno sviluppato “sintomi simili alla Covid-19”.

Lo studio su BioRxiv

L’articolo su Science

Memoriale Coronavirus

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