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Coronavirus, Empoli si propone come test per la riapertura delle scuole. Sindaco: “Il danno per intere generazioni non si misura dal Pil”

La proposta arriva direttamente dalla prima cittadina, Brenda Barnini, che ha inviato una lettera al Governo per candidare la propria comunità a una sperimentazione: "La scuola deve essere il punto di partenza nella strategia di riapertura del Paese. La didattica a distanza, da sola, non basta"
Coronavirus, Empoli si propone come test per la riapertura delle scuole. Sindaco: “Il danno per intere generazioni non si misura dal Pil”
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Empoli si mette a disposizione come città pilota per sperimentare il rientro a scuola. La proposta arriva direttamente dalla sindaca della cittadina in provincia di Firenze, Brenda Barnini, che ha inviato una lettera al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e alla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, per candidare la propria comunità a una sperimentazione.

La prima cittadina è convinta che serva mettere in campo delle proposte da attuare al più presto: “La scuola deve essere il punto di partenza nella strategia di riapertura del Paese. È stata la prima a chiudere, sembra sarà l’ultima a riaprire. Nel mezzo, solo la didattica a distanza. Non va bene e non basta. Scegliamo un territorio dove poter sperimentare qualcosa di più, utilizzando gli spazi comuni degli edifici scolastici per rispettare le distanze, sfruttando tutta la giornata per poter far entrare gruppi più piccoli di bambini. Scegliamo una zona in cui sperimentare la riorganizzazione degli orari a tutto tondo, quelli lavorativi dei genitori insieme a quelli scolastici”.

Una presa di posizione che ha destato molta curiosità e preoccupazione tra i cittadini: “Il Comune di Empoli – ha spiegato la sindaca – non può e non vuole fare scelte in modo autonomo su questioni che riguardano la salute di tutti i cittadini. E non vuol intraprendere iniziative in solitaria su un’organizzazione, come quella della scuola, che coinvolge tutti i livelli istituzionali, da quello della Conferenza zonale, alla Regione, al ministero. Non si tratta ovviamente di una decisione già presa. La mia vuole essere semplicemente una presa di posizione di carattere più politico che amministrativo che aiuti a indirizzare il dibattito nazionale. Non si torna a scuola a Empoli prima che da qualche altra parte, ma dal nostro territorio si può alzare una voce che contribuisce a far fare un passo in avanti a tutto il sistema”.

Nello specifico, Barnini dal suo profilo Facebook avanza una proposta chiara: “Facciamo gli screening a gruppi di insegnanti, educatori e famiglie che rientrano nella sperimentazione. E in questo disegno sperimentale non lasciamo fuori i nidi e la scuola dell’infanzia, magari privilegiando le attività all’aria aperta e ricreando dei micro nidi in termini numerici. Insomma, non fermiamoci al giorno di chiusura e riapertura perché il danno che stiamo facendo a intere generazioni di bambini e ragazzi non si misura oggi con il Pil, ma rischia di essere domani ben più grave”.

Ora la sindaca aspetta una risposta da Roma. Probabilmente sarà il comitato tecnico, nominato dalla ministra Azzolina, a prendere in considerazione la proposta avanzata dal sindaco della cittadina Toscana. Sono infatti loro che formuleranno delle proposte ai vertici del ministero in merito alla riapertura delle scuole a settembre. La prima cittadina di Empoli è convinta che non vi sia molto tempo per mettere in atto la sperimentazione proposta.

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