Parte da un assunto concreto la Mazda: che i motori a combustione interna, pur combinati con una qualche forma di elettrificazione – dal mild-hybrid, l’ibrido leggero, al plug-in, quello con batterie ricaricabili che permette di percorrere diverse decine di chilometri a zero emissioni – nel 2030 rappresenteranno ancora il 95% dei veicoli prodotti dai suoi stabilimenti. Non solo, il combustibile liquido rimarrà dominante nell’industria automobilistica fino almeno al 2040.

Il che giustifica il coinvolgimento del costruttore in progetti e studi di ricerca congiunti, nell’ambito di una collaborazione in corso tra industria, università e governo giapponese al fine di promuovere l’adozione diffusa di biocarburanti ricavati dalla crescita di microalghe. Ciò è compatibile con la road-map di Mazda, che entro il 2030 aspira a ridurre le emissioni di anidride carbonica Well-to-Wheel (ovvero quelle generate sia dall’estrazione del petrolio sia allo scarico) del 50% rispetto ai livelli del 2010 e del 90% entro il 2050.

Ecco perché la marca di Hiroshima considera l’adozione di un combustibile liquido rinnovabile essenziale per una drastica riduzione della CO2. L’utilizzo di biocarburante proveniente dalle microalghe trova il suo razionale nel fatto che la crescita delle stesse microalghe consente di riconvertire la CO2 atmosferica in ossigeno e glucosio, grazie al processo biochimico della fotosintesi. Ne conseguirebbero, secondo Mazda, auto con motore endotermico carbon neutral, ovvero virtualmente a emissioni zero. Peraltro, il biocarburante generato da microalghe sembra avere numerosi vantaggi.

In primis, perché le microalghe possono essere coltivate su terreni non idonei all’agricoltura e con un impatto minimo sulle risorse di acqua dolce. Inoltre, i biocarburanti che ne derivano possono essere prodotti utilizzando saline e acque reflue, hanno un elevato punto di infiammabilità e sono biodegradabili nonché relativamente innocui per l’ambiente se accidentalmente riversati. Il miglioramento della produttività e la riduzione dei costi di coltivazione sono fondamentali per la futura disponibilità di questi combustibili amici dell’ambiente. A tal fine, Mazda sta prestando supporto tecnico per accelerare la ricerca sull’editing genomico delle microalghe, collaborando con l’Università di Hiroshima e l’Istituto di tecnologia di Tokyo.

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