Scoprire i segreti della birra, osservare da vicino antiche locomotive o consultare antiche stampe di fiori e piante. Tutto questo si può fare comodamente dal divano, senza uscire di casa, grazie agli archivi delle fondazioni associate a Museimpresa “aperti” virtualmente. Un pezzo della nostra storia al museo Kartell a quello delle Ferrovie dello Stato, dagli archivi del Touring Club al cinema d’impresa, passando per i motori, la pasta, il caffé: “Storie straordinarie, di donne e uomini che hanno inventato, sperimentato, prodotto, costruito ricchezza lavoro e relazioni sociali”.

“In questo difficile momento di crisi, è essenziale e indispensabile il contributo della cultura, per continuare a stare insieme anche se lontani fisicamente – dichiara Antonio Calabrò, Presidente di Museimpresa – Questo Paese ha conosciuto stagioni drammatiche nella sua storia, ci siamo sempre rialzati perché tra gli elementi della nostra forza c’è la creatività e una straordinaria solidarietà”.

Per un po’ bisogna rinunciare a viaggiare, ma il Touring club mette a disposizione virtualmente i propri archivi: fotografie, antiche cartine, mappe e cartoline del secolo scorso, fotogrammi rarissimi di un’altra epoca e di un’altra Italia. Un’occasione imperdibile per gli amanti del design è quella di virtualmente il museo della Kartell: visitando i vari piani si possono ammirare i pezzi di arredamento entrati nella storia stilistica.

Gli appassionati di motori invece possono visitare virtualmente il museo Ducati: grazie all’esperienza di visione a 360 gradi è come essere lì, attraversare i corridori e ammirare ogni modello senza muoversi dalla poltrona. Chi ama i treni può visitare (online) i padiglioni del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, che custodiscono la storia delle Ferrovie dal 1839 ai nostri giorni, tra le locomotive e i treni che hanno unito l’Italia.

Chi ha dovuto rinunciare al rito dell’aperitivo o del drink con gli amici può consolarsi con un tour virtuale di Casa Martini, o del birrificio Peroni che apre le porte del suo museo. Menabrea propone sul suo sito un viaggio indietro nel tempo, per vedere come si faceva la birra nell’Ottocento gli attrezzi degli antichi bottai, le illustrazioni e le fotografie patinate.

Chi ama i fiori – o semplicemente le stampe d’epoca – rimarrà affascinato dall’Aboca Museum. dove si può consultare digitalmente l’antica biblioteca dedicata alle erbe nei secoli: basta inserire il nome per sfogliare le tavole illustrate, i disegni e gli antichi manoscritti sulle piante medicinali. Se al pollice verde preferite la moda, potrete entrare in Casa Zegna, tra bozzetti, taccuini e stoffe che raccontano oltre un secolo di storia della maison fondata da Ermenegildo Zegna.

L’Archivio storico della Barilla invece, con oltre 35mila documenti catalogati, 150 manifesti e 2.700 filmati pubblicitari, è un vero e proprio museo: uno spaccato sul Made in Italy tra spot memorabili e una società che cambia. Altro simbolo della dolcevita italiana, il caffé: chi è curioso può sbirciare anche i corridoi del Museo della Macchina per Caffè. Anche l’Archivio Storico del Banco di Napoli può essere consultato gratuitamente su Google Arts & Culture: si possono ammirare i faldoni dell’archivio e di può passeggiare virtualmente tra i corridoi del Museo. Simili iniziative sono state messe in campo da Eni, da Pirelli, dalla Fondazione Fiera Milano e dalla Fondazione Mansutti, con i suoi seimila manoscritti, volumi e libri sulla storia dell’assicurazione.

Per chi invece ha voglia di vedersi un film, l’Archivio nazionale cinema d’impresa di Ivrea in collaborazione ha realizzato un canale YouTube con una selezione di film sul tema (tra gli altri AEM, Borsalino, Breda, Birra Peroni, Edison, Ferrovie dello Stato, Fiat, Olivetti, Martini & Rossi, Marzotto, Necchi, Venchi e Rancilio) presenta anche produzioni realizzate da altri archivi di impresa come Ansaldo, Barilla, ENI, Piaggio, Pirelli e Same.

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