Presentato lo scorso mese di febbraio, il Samsung Galaxy S20 Ultra è uno smartphone top gamma davvero notevole per cura estetica e soluzioni tecnologiche. Purtroppo però, in linea con quanto accade da diversi anni a questa parte per la gran parte dei dispositivi hi-tech, la sua riparabilità è davvero bassa. Lo conferma anche il “tear down”, lo smontaggio effettuato da iFixit, sito specializzato proprio nell’analisi della riparabilità di questo tipo di prodotti.

Per grado di riparabilità iFixit intende la facilità con cui è possibile smontare il dispositivo per raggiungere il componente da sostituire, ad esempio il display. Ovviamente conoscere il grado di riparabilità di un prodotto non è importante quando esso è ancora nuovo e coperto da garanzia, perché in questo caso ci pensano i centri specializzati ad eseguire gli interventi.

Trascorsi i canonici due anni però, a meno che non abbiate sottoscritto un’estensione della garanzia, in caso di rottura o malfunzionamento sarà necessario rivolgersi a riparatori generici che potrebbero andare incontro a difficoltà nel caso in cui lo smartphone o un altro prodotto hi-tech richieda l’utilizzo di strumenti e procedure speciali per essere smontato. Un aspetto spiacevole quando si tratta di un prodotto pagato anche più di 1000 euro e che sicuramente non andrebbe sostituito con un nuovo dopo appena due anni di utilizzo, anche per contribuire a proteggere l’ambiente.

Nel caso del Galaxy S20 Ultra i ragazzi di iFixit hanno incontrato due problemi principali: un grande quantitativo di colla impiegato per fissare sia il retro della scocca che la batteria all’interno e difficoltà nel raggiungere il pannello del display senza prima aver smontato l’intero smartphone. L’impiego all’interno di comuni viti di tipo Phillips e l’uso di molti componenti modulari, attenuano solo parzialmente il problema. Alla fine infatti lo smartphone riceve un punteggio di appena 3 su 10, dove 10 indica la massima facilità di intervento.

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