Dopo Francoforte, Monaco. Il salone dell’auto tedesco, che per settant’anni a stagioni alterne si è tenuto in quella che è considerata la capitale economica della Germania, si sposterà a settembre 2021 in quella che invece è ritenuta la più “italiana” tra le metropoli teutoniche. Lo ha deciso la potente associazione dei costruttori locali, la Vda, che ha preferito la città bavarese rispetto alle altre due concorrenti Berlino e Amburgo.

Quello che era il punto di riferimento delle varie Audi, Bmw, Mercedes e Volkswagen dunque non lo è più. Già l’ultima edizione del settembre 2019 aveva registrato un calo sostanzioso delle presenze: solo 560 mila visitatori, il 30% in meno rispetto a due anni prima, complice anche l’assenza di marchi importanti come Ferrari. Dunque è venuto del tutto naturale alla Vda non rinnovare un contratto, quello con la Fiera di Francoforte, che terminava proprio lo scorso anno.

Per un salone che cambia sede un altro che viene confermato, nonostante la minaccia del Coronavirus. E’ quello di New York, in programma dall’8 al 19 aprile: gli organizzatori, con una nota ufficiale, hanno fatto sapere di essere “in costante contatto con i funzionari statali e locali e il Jacob K. Javits Convention Center (dove si terrà lo show, ndr) e, a questo punto, non ci sono piani per annullare qualsiasi evento presso la struttura a causa del coronavirus. Javits Center e Auto Show stanno adottando misure precauzionali all’interno dei locali mentre lo stato e le agenzie locali stanno adottando misure per limitare la diffusione dei virus respiratori”. Il che, tradotto, significa che è in atto una serie di protocolli per la sanificazione degli ambienti dove si terrà la manifestazione. Basterà? La recente esperienza della cancellazione tardiva del salone di Ginevra impone una certa cautela.

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