Impegno Ue, risorse per fronteggiare le migrazioni, una agenda europea “più ambiziosa” a partire dal bilancio pluriennale, su cui le trattative sono in stallo. E poi la condanna per le interferenze esterne e le violazioni dell’embargo sulle armi in Libia e l’assicurazione che non ci sarà alcun blocco delle frontiere per l’emergenza Coronavirus che è un problema “globale”. Un anno dopo la rottura dei rapporti tra Italia e Francia e le tensioni per l’incontro dell’allora vicepremier Luigi Di Maio con rappresentanti dei gilet jaunes che causò il clamoroso ritiro dell’ambasciatore di Parigi – strappo faticosamente ricostruito da Sergio Mattarella con il ‘patto del Quirinale’ – i due governi si trovano al tavolo del palazzo reale di Napoli per il 35esimo vertice intergovernativo.

“E’ il vertice del rilancio”, assicura il presidente della Repubblica d’Oltralpe Emmanuel Macron, mentre il premier Giuseppe Conte parla di “sfide da affrontare insieme” e di “economie intercambiabili”. Un’ora di colloquio tra i due leader, poi un’altra ora di confronto tra le foltissime rappresentanze governative per giungere alla firma di un documento congiunto lungo 26 pagine ed estremamente dettagliato, preparato in settimane di lavoro tra le diplomazie. Ma c’è anche l’emergenza Coronavirus a tenere banco, mentre la destra di Marine Le Pen che chiede di chiudere le porte con l’Italia e il presidente che risponde no, assolutamente no: “I virus non si fermano ai confini, seguiamo le raccomandazioni dell’Oms”.

Non è un caso che i due leader, a margine delle visite private al teatro San Ferdinando che fu casa di Eduardo De Filippo e del Cristo Velato scelgano di passeggiare tra la folla di Napoli, stringere mani, prestarsi a selfie, visitare la galleria dell’artista Lello Esposito e fermarsi a parlare con due artigiani liutai. C’è pure il tempo per una tappa fuoriprogramma al bar Scaturchio di piazza San Domenico Maggiore, con degustazione di prodotti tipici e tre caffè ‘sospesi’ per i futuri avventori. Nell’Italia della quarantena e delle mascherine Conte dà al gesto un significato preciso: “Da Napoli oggi ci viene un messaggio bellissimo, una città che non ha paura, tutto il Paese non deve vivere in maniera soverchiamente drammatica”. Per questo il coronavirus è al centro degli accordi tra i due paesi: “Italia e Francia collaborano in stretto raccordo per fronteggiare l’emergenza” e “sostengono la necessità di una posizione europea comune per contrastare tale sfida globale. A questo scopo, Italia e Francia convengono sull’opportunità di mantenere l’apertura delle frontiere”. C’è poi il tema migranti, per esempio, su cui “abbiamo condiviso le priorità per una gestione strutturale e non più emergenziale dei flussi – dice Conte – Vogliamo un approccio a più livelli che comprenda lo sforzo europeo per la gestione dei ricollocamenti e dei rimpatri. Italia e Francia possono fare molte cose per agire sulle cause della migrazione, in primis puntando su un partenariato vero con il continente africano”.

E ancora l’economia: “Vogliamo far crescere i nostri campioni europei, penso alla cantieristica, al comparto automobilistico: dobbiamo rivedere le regole sulla concorrenza elaborate anni fa e che non sono utili a competere nel mercato globale. Questo non significa però mortificare il sistema delle Pmi italiane e francese”. Senza dimenticare i legami nel mondo della cultura, dell’istruzione e della ricerca, con “Italia e Francia che insieme rappresentano il 35% degli investimenti in ricerca e sviluppo a livello europeo”, ricorda il premier italiano.

Nel vertice è stato poi siglato un accordo di partenariato nel settore della cantieristica natale militare per la join venture Naviris dai ministri della Difesa, Lorenzo Guerini e Florence Parly, alla presenza dell’ad di Fincantieri Giuseppe Bono e i vertici di Naval Group. Altri accordi riguardano la ricerca scientifica in Antartide per la base Concordia e la collaborazione Cassa Depositi e Prestiti e Bpifrance.

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