“Aderisce a organizzazioni di stampo neofascista“. Questo l’attacco degli studenti di sinistra sulle colonne del Corriere della Sera a Valerio Cerracchio, studente di destra della Sapienza che martedì parlerà a nome degli universitari in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico. Durante la cerimonia sarà conferita la laurea honoris causa a Liliana Segre alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Cerracchio ha respinto al mittente le accuse e ha parlato di “tentativo di strumentalizzazione“, dicendo di non avere “nulla a che fare con il fascismo che appartiene a un’altra epoca” e di credere “nella democrazia e nei principi della nostra Costituzione”. La Sapienza non ha commentato le polemiche.

Cerracchio, studente di ingegneria, appartiene alla lista universitaria “Studenti in movimento“, che raccoglie giovani di diverse aree politiche. Individualmente, invece, fa parte del movimento giovanile di destra “Generazione Popolare“. Proprio questo gli è valso le accuse di neofascismo da parte di alcuni colleghi di università. Cerracchio, da giovane di destra, riconosce che i suoi riferimenti politici sono Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Allo stesso tempo dice di condividere pienamente la battaglia contro l’odio della senatrice a vita e testimone della Shoah Liliana Segre: “L’odio non ha colore politico e, in piccolo, lo sto sperimentando anche io proprio in questo momento”.

Lo studente ha detto che il suo discorso non avrà “nulla di politico“, ma “verterà sulle difficoltà e la solitudine che uno studente può incontrare nel proprio percorso di studi. Mi dispiace di essere etichettato senza che le persone conoscano i miei contenuti. Anche le battaglie che porto fuori dall’università vanno dalla tutela dell’ambiente al sociale“. Al suo fianco si è schierato anche Antonio Lodise, rappresentante degli studenti nel Consiglio di amministrazione dell’ateneo eletto con “Sapienza in Movimento”, uno studente che si definisce “di sinistra”: “Nella nostra lista siamo apartitici, non apolitici, ci battiamo per gli studenti e l’obiettivo è il superamento delle posizioni che impediscono il dialogo. Tutto quello che avviene nel rispetto della nostra Costituzione, che è antifascista, è ammissibile, il resto no. Una democrazia si basa su confronto, non sulla censura. Queste sono chiacchiere strumentali che creano barricate di cui mi dispiace”.

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