Nei primi mesi dell’anno le nostre teste si affollano di buoni proposti: chi paventa diete ed iscrizioni in palestra, chi si propone di migliorare il proprio carattere o la propria situazione economica. Ma qualcuno pensa a migliorare la propria vita sessuale? Premesso che l’obiettivo di questo articolo non è quello di incitare ad una ricerca smodata di partner sessuali, proprio ora che siamo all’inizio dell’anno dobbiamo ricordare come la salute sessuale (secondo l’Oms) sia un aspetto centrale del nostro benessere che riguarda tutte le fasi della nostra vita ed include il sesso, l’identità ed i ruoli di genere, l’orientamento sessuale, l’erotismo, il piacere, l’intimità e la riproduzione.

Nell’articolo precedente abbiamo parlato dell’importanza fondamentale dell’educazione sessuale in un’ottica di sessualità positiva, ora riflettiamo su quali passi possiamo fare per migliorare concretamente la nostra sessualità.

Quando ci proponiamo degli obiettivi, a volte, tendiamo ad avere aspettative irrealistiche, ad avere speranze vaghe e sognate, ma se vogliamo apportare dei reali cambiamenti nella nostra vita, occorre rimboccarsi le maniche. Per farlo, partiamo da noi stess*. Sentiamo dire spesso che per star bene con gli altri bisogna imparare a star bene con se stessi, ecco, nella sessualità questo è un elemento fondamentale: se non conosciamo cosa ci eccita, quali siano le nostre fantasie e le nostre zone erogene più attive e sensibili, non potremo godere a pieno di una sessualità condivisa.

L’erotismo individuale è ritenuto socialmente inferiore alla sessualità condivisa ed è tacciato come qualcosa di inadeguato e sbagliato. Ma, anche a fondamento delle terapie psicosessuologiche (entro un modello Biopsicosociale), in particolare secondo le teorie della Kaplan (sessuologa americana), c’è un’approfondita esplorazione del proprio corpo: molte persone che riportano disfunzioni sessuali (come il vaginismo, la disfunzione erettile, l’eiaculazione precoce, l’anorgasmia ecc.) non conoscono nemmeno l’anatomia dei propri genitali e non hanno la percezione di cosa sia piacevole ed eccitante.

Senza dover arrivare ad esaminare casi patologici, un buon proposito di ognuno di noi potrebbe essere quello di essere più sinceri con noi stessi e con il nostro corpo, amandolo e rispettandolo, ricordando che il nostro corpo è vita ed una vita senza piacere perde di sapore. Non esiste un piacere di serie A o di serie B, non esiste un piacere sbagliato, è importante solo godere in modo sicuro e responsabile, entro un quadro di rispetto dei diritti di ognuno, promuovendo pratiche consensuali e che producano piacere (da soli o con un partner).

Possiamo osservare come i problemi di salute sessuale non siano solo individuali, ma anche il risultato di condizioni relazionali e sociali che richiedono un’attenzione specifica.

Nel buon proposito di essere sinceri con noi stessi e con il nostro corpo, rientra anche la consapevolezza e la libertà di esprimere il proprio genere ed orientamento sessuale, senza temere di essere discriminati e non agendo una violenza discriminatoria verso altri.

Altro tema molto importante è la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale che affronteremo in un altro post senza inutili divieti e sciocchi allarmismi.

Si ringrazia per la collaborazione la dr.ssa Francesca Vannucchi

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