Avevo sedici anni, nel bel mezzo dell’adolescenza inquieta andavo male a scuola. Mia madre ebbe l’idea di evitare le punizioni vecchio stampo e iscrivermi a un corso di teatro amatoriale, una cosa che poteva piacermi ma mi costringeva a passare il venerdì e il sabato sera fino alle dieci di sera a teatro. Una punizione creativa che però mi è servita molto”, la recitazione nella vita di Pilar Fogliati è entrata per caso. Da quando però ne fa parte le ha regalato molte soddisfazioni: Un passo dal cielo, Non dirlo al mio capo, Che Dio ci aiuti, Fuoco amico TF45, Forever Young, Extravergine. Non solo fiction e film di successo, anche la conduzione di ExtraFactor e soprattutto un filmato virale in cui improvvisava i dialetti romani: dalla snob dei Parioli all’aggressiva di Ponte Milvio, dalla nobile radical chic alla ragazza semplice di Guidonia.

Dopo una scuola di teatro, la svolta con l’ingresso all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, ha capito lì che non era più un gioco?
“La recitazione era un sogno che custodivo a cui forse non volevo dar voce. Mi suonava strano dire ‘voglio fare l’attrice’ ma è sempre stata una cosa che portavo dentro. Quando sono entrata in Accademia ho avuto la percezione che questo potesse diventare il mio lavoro, ero felice e curiosa. Il primo giorno mi sono presentata con una camicia e la giacca, look decisamente sbagliato ma era un modo per dare solennità a quello che mi stava accadendo.”

Il video in cui imita i dialetti romani è diventato virale dandole uno slancio mediatico. Se lo aspettava?
“Mai mi sarei aspettata tutto questo, è stato pubblicato da un giornalista, Sergio Fabi, ed era un video nato per caso. Me ne sono accorta due settimane dopo, è esploso all’improvviso.”

Secondo lei perché?
“Sentiamo la necessità di ‘incasellarci’, anche in maniera ironica. Definirci forse ci piace, ci diverte.”

“Sono entrata in palestra l’altro giorno e m’hanno detto ‘a Pilar, tanti anni de Shakespeare e poi fai ‘a cretina sur webb!”, ha detto in un’intervista. Dica la verità si è arrabbiata che la visibilità le sia arrivata grazie a questo video.
“No, onestamente non mi ha fatto arrabbiare. Ho pensato che può succedere anche questo, il web mi ha portato cose belle ed è stata una vetrina.”

Le sono arrivati i complimenti da Carlo Verdone.
“Per me Verdone è un mito, è quello che ha decliinato meglio di tutti la romanità ma è meglio dire l’italianità. I caratteri, le maschere, le imperfezioni. Ha una cura sociologica e quasi antropologica dei suoi personaggi. Il mio sogno è lavorare con lui”.

Per lei si prospetta un futuro da imitatrice?
“Forse da caratterista più che imitatrice. Mi piace più imitare dei caratteri che il personaggio noto.”

Però imita Giorgia Meloni.
“Una cosa nata per caso in un programma radiofonico, per provare a fare un tipo di tono mi è uscita la voce che sembrava quella della Meloni (ride, ndr).”

Lei ha frequentato la scuola americana, ha poi studiato a Piazza di Spagna. E’ una radical chic?
“(Ride, ndr) Sono radical chic, sono una trucida di Roma Nord, una ragazza di campagna dove ho vissuto per anni. Ho frequentato ambienti diversi, non riesco ad etichettarmi perché ho vissuto mondi differenti.”

Pilar non proprio un nome romano.
“Io in realtà mi chiamo Maria del Pilar perché mia nonna è argentina, sicuramente il nome straniero fa molto centro storico (ride, ndr).”

E’ stato fondamentale il personaggio di Emma Giorgi in Un passo dal cielo?
“E’ stato fondamentale perché la tv con una serie così popolare ti fa prendere le misure e ti fa capire cosa vuol dire interpretare un personaggio che rassicura i telespettatori. Averlo fatto per due stagioni di seguito è stato per me una palestra eccezionale. Entri nelle case degli italiani con una serie molto amata e popolare.”

Ha incontrato la popolarità, che effetto le ha fatto?
“L’ho vissuta con divertimento, collezionando commenti tra chi mi riconosceva per la fiction e chi per il video dei dialetti. Ho i piedi non inchiodati a terra ma proprio sotterrati.”

Cosa bolle in pentola?
“Girerò una nuova fiction per Rai1 ambientata nel ’68, per ora non possa aggiungere dettagli.”

Con Extra Factor, il “DopoFestival” di X Factor, per la prima volta ha condotto un programma di tv. Con lei Achille Lauro, rivelazione di Sanremo 2020. Le è piaciuto?
“Mi ha colpito moltissimo, deve sapere che quando facevo Extra Factor tutti mi chiedevano di lui nonostante ci fossero anche altri personaggi di spicco sia nel cast che come ospiti. E’ bravissimo a creare curiosità e attenzione su di lui, è un ragazzo che ha un peso scenico e di coscienza. Ha le idee molte chiare, avevamo i camerini vicini: io con un jeans e una camicia e lui con abiti pazzeschi che avevo voglia di rubargli. A Sanremo è stato bravissimo.”

Qualche giorno fa su è andato in onda su Rai1 il film tv “Mai scherzare con le stelle”.
“Mi sono emozionata a girarlo e anche nel rivederlo. Abbiamo girato a Gorizia ed è stato meraviglioso, grazie al regista Matteo Oleotto e ad Alessandro Roja. Ho sempre fatto ruoli più drammatici ma nell’ultimo periodo ho inziato a fare provini per ruoli più leggeri e mi diverto molto.”

Durante la messa in onda molti hanno notato la sua somiglianza con Levante.
“Ma magari e magari sapessi cantare come lei. E’ bellissima, per me un complimento”.

Qual è il suo modello?
“Sicuramente Paola Cortellesi perché dimostra diversi talenti sia sul piano che comico che su quello drammatico. Mi piace come risponde alle domande di un’intervista, come fa un monologo, mi piacciono le sue imitazioni. Mi piace tutto ciò che è lei.”

E’ vero che da ragazza era follemente innamorata di Claudio Amendola?
“E’ vero, per me era il sex symbol italiano. Mi è sempre piaciuto l’uomo verace, romano e non quelle faccette proposte dai film americani. Io tra Brad Pitt e Claudio Amendola preferisco assolutamente Amendola.”

Cosa le piacerebbe la gente dicesse di lei?
“La cosa più banale ma più potente è ‘mi fa emozionare’, forse sotto sotto mi piace sentirmi dire ‘mi fa ridere’.”

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