Non lo sapevate? La novità di Sanremo 2020 è che le new entry non sono le nuove proposte musicali ma gli stilisti e parrucchieri (pardon hair stylist). I primi per la mise più scintillante (che emozione grande, direbbe Amadeus) con la quale hanno addobbato cantanti, ospiti, veline. I secondi che hanno pittato le chiome a colpi di pennello, come meglio non avrebbe fatto nemmeno Arcimboldo. A questi aggiungerei anche la categoria dei bisturi selvaggi.

Ed ecco a voi i tirati, stirati (e pittati) Sanremo 2020.

La bambolina albanese, Alketa Vejsiu, vestita rosa confetto, sembra una Barbie. Per Marina (la biondona dei Ricchi e Poveri) il tempo si è veramente fermato 40 anni fa. Per rimanere in tema reunion di famiglia (dopo 39 anni di nuovo insieme) anche il bellone dei Ricchi e Poveri, qualche tiraggio un po’ qui, un po’ lì, sfoggia tutte le sfumature di castano/rossiccio senza azzeccare quella giusta.

Massimo Ranieri non rinuncia alla tentazione di immergere la chioma canuta in un bagno di colore sbagliato.

E’ un pugno nell’occhio il nero corvino di Roberto Benigni. Fa un ingresso trionfale, seguito dalla banda: “Ho presentato il Festival nel 1980 e si festeggiava il trentennale, adesso siamo al settantesimo. Sanremo, in quota cento, è pronto per la pensione”. Battuta che suona profetica e poi attacca il suo monologo sulla sensualità del Cantico dei Cantici. Inutilmente lungo e prolisso.
Su tutti vince il brizzolato verace e genuino di Fiorello quando non si imparrucca per imitare Maria De Filippi. Ieri però Fiorello ha latitato e la sua mancanza si è sentita, eccome! Coraggiosa, Ornella Vanoni, che fa rima con labbroni. Il suo timbro di voce miagolante viene amplificato dal bel canto di Alberto Urso.

“Tempi troppo dilatati sfiancano anche gli irriducibili amanti del Festival come me – fa notare Ilaria Barbierato, avvocato che ha fatto parte della giura popolare di Sanremo – Georgina Rodriguez poteva sforzarsi di dire due parole in italiano, o no?”. Esagerata esibizione di lato b, la formosamente morbida Georgina, prima in nero sfrangiato per ancheggiare a passo di tango, sbaglia decisamente colore quando si infila in un attillatissimo e scollatissimo abito bianco. Se si fosse presentata in chichettoso doppiopetto in ecopelle, firmato Ermanno Scervino, come ha fatto alla conferenza stampa, il suo look ne avrebbe guadagnato di certo.

Il lato B di Georgina se la deve vedere con quello di Elettra Lamborghini, che da reginetta del trash passa a twerking queen (agitatrice del fondo schiena e di follower), amatissima dai giovani. Non succederà più (la cover in omaggio a Claudia Mori) e lo deve giurare che il “culo” (lei lo chiama così) non se lo non infiocchetterà più in bianco candido. Per aumentarne la volumetria c’è il forte sospetto di aggiunta cuscinetto.

Ieri sera ero in condi-visione con il filantropo Amedeo Clavarino, un gretino ante-litteram, sono vent’anni che difende l’ambiente: “Sanremo come un vaso di Pandora, lo apri e ci trovi di tutto: canzoni e cantanti, vecchi e nuovi, cantici e poesie, richiami alla solidarietà. Ma dell’emergenza ambientale e dello smog dentro il quale affogano le nostre città nemmeno un cenno”. Il messaggio c’e ed è forte quando Piero Pelù spiega la fascia nera legata intorno al suo braccio: “Ogni volta che c’è un femminicidio, mi vergogno di essere un uomo”.

Achille Lauro crede di essere David Bowie con una maschera di trucco fluorescente, parrucca/piastrata/arancione e tailleur verde traslucido, ma il suo omaggio a Mia Martini è sincero. C’entrava invece come i cavoli a merenda il suo look, griffato Gucci, della prima serata (ve lo siete persi?) con l’omaggio a San Francesco di Assisi: cappa in velluto nero con ricami floreali e trompe l’oeil in paillettes oro e argento, body e shorts in nude mesh con ricamo all over di strass (e l’hanno chiamata “tutina”, ignoranti).

E’ passato da un pezzo l’una di notte e anche il ciuffo imbalsamato di Morgan color platino si è ammosciato e, travestito da folletto con in mano la bacchetta da direttore d’orchestra, comincia il suo ego-trip canterino.E basta con la piaggeria di inchinarsi davanti alla dirigenza Rai, appoltronata in prima fila. No, a loro non è consentito sbadigliare. Nina Zilli, abito strutturato e carnevalesco, invece è la versione de’ noantri di Lady Gaga.

Manca poco alle due di notte. Amadeus assicura: stiamo per finire. Entra in scena Francesco Gabbani, vestito da astronauta, forse un richiamo all’epidemia del coronavirus. Ooops, nessuno ha omaggiato Tutto il resto è noia. Sarebbe stato un autogol! Ultimo sbadiglio e me ne vado a dormire. Operai cinesi ricostruiranno le palle di ogni spettatore in 10 giorni. La battuta non è mia, il copyright è del blogger Lercio. Aggiungo io: le ricostruiranno una ad una.

Ps. La vignette un gentile omaggio di Cormon’s. Lui sì che è fuoriclasse.

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